Punto nascita: guai a chi lo tocca. Diffida al dirigente Asl1 Tordera

Diffida al direttore generale dell’Azienda sanitaria locale, Rinaldo Tordera, il comitato pro Punto nascita di Sulmona, oggi con una nota, prende precauzioni per ogni possibile mossa del nuovo dirigente della Asl1 L’Aquila-Avezzano-Sulmona, l’atto stragiudiziale è stato inviato tramite posta elettronica al dirigente.

Aggiornamenti 1 e 2

Flash mob Punto Nascite Sulmona Report-age.com 4.4.2015
Foto Maria Trozzi

La diffida, stragiudiziale a difesa del punto nascita di Sulmona, mette in mora il neo direttore generale che non potrà adottare atti e provvedimenti di soppressione del Punto nascita di Sulmona già colpito, a febbraio 2015, dal decreto del commissario ad acta, Luciano D’Alfonso, che ha cercato di affondarlo assieme ad altri 3 Punti nascita:  Penne (Pe), Ortona (Ch) e Atri (Te). Nessuna mossa dunque contro il presidio e i reparti di pediatria, ginecologia e ostetricia fin quando non saranno attivate, preliminarmente, tutte le complesse e onerose prescrizioni vincolanti impartite dall’Agenzia nazionale della sanità per un servizio degno di questo nome. È ovvio che la diffida è estesa a ogni azione che esporrà a condizioni di maggiore rischio le gestanti, dunque le madri e il feto, quindi il neonato, il tutto va sommato al rischio proprio del parto e a quello maggiore legato al trasferimento stradale o a un volo notturno in condizioni meteo avverse che in valle Peligna, come in alta montagna, di certo non mancano così come nel territorio del Centro Abruzzo. È un atto di garanzia quello del Comitato che porterà automaticamente all’attivazione della diffida stragiudiziale nel caso in cui proceda la marcia verso la mutilazione del servizio neonatale.

Relazione Agenas 

E’ in questa relazione che si chiarisce ai dirigenti della Asl e della Regione cosa occorre garantire in caso di chiusura del Punto nascita Peligno che importerebbe, di necessità, un sistema di trasporto sicuro e organizzato. Cosa improbabile per una società come la nostra. Difficile che il viaggio sia senza rischi con una pista di atterraggio per l’elicottero che non può di certo assicurare i viaggi quando le temperature sono davvero rigide, le condizioni meteo praticamente sfavorevoli perché si tratta di un’area montana e montuosa dal clima ostile, come quello della valle e delle altre località montane ancora più in alto. A Pescocostanzo (Aq), ad esempio, nel 2014 si è registrato il record mondiale di nevicata (oltre 3 metri di neve caduta in meno di 48 ore). Nemmeno le ambulanze con autisti specializzati potrebbero garantire, in quelle condizioni, le nascite dopo una eventuale chiusura del presidio neonatale sulmonese comunque punto di raccordo, hub sanitario, per garantire anche le località d’alta quota, per l’esistenza stessa delle future generazioni. Inoltre, le strade sono ridotte ormai a un colabrodo, sono lingue di bitume con spese di manutenzione che la crisi non solo ha tagliato, ma letteralmente bucato e maciullato e chi, anche solo una volta, si è trovato a viaggiare, purtroppo per avverso destino, dentro i mezzi di emergenza, sa di certo di cosa stiamo parlando e non per colpa degli autisti, ci mancherebbe. In ultimo, sulle principali arterie dell’entroterra abruzzese non sono previsti interventi di messa in sicurezza da tempo immemorabile, ormai.

mariatrozzi77@gmail.com