Nazionalizzare il Parco Velino Sirente: sul fronte dei Sì

L’Aquila. Dire Parco nazionale Velino Sirente non è più un errore, ma una speranza. Oggi l’adesione è sempre più ampia. Si può fare! L’iniziativa spalanca gli occhi a molti e dalla parte del Sì ora sono altri 3 Comuni: Fagnano Alto, Fontecchio e L’Aquila che con Lucoli e Ocre si allarga il fronte di chi non si lamenta, ma dà la soluzione ai massicci attacchi al Parco regionale. Lo stesso che sindaci e assessore regionale ai Parchi, Donato Di Matteo, vorrebbero restringere come fosse in lavatrice.

Foto Maria Trozzi
Foto Maria Trozzi

Appennino ecosistema ha lanciato la proposta che, appena dopo 2 settimane, riscuote l’interesse di 25 comunità. Il presidente dell’associazione, Bruno Petriccione, il sindaco di Fagnano Alto, Francesco D’Amore, di Fontecchio, Sabrina Ciancone, e l’assessore all’ambiente del Comune dell’Aquila, Maurizio Capri “hanno preso atto che il Parco naturale Sirente-Velino, istituito nel 1989, non è mai entrato compiutamente nella necessaria operatività, comportando soltanto vincoli subiti passivamente dalla popolazione ed hanno convenuto sul fatto che soltanto l’approvazione del Piano del Parco, con la sua rigorosa zonazione, avrebbe potuto lanciare una gestione del territorio scientificamente fondata ed adeguata da un lato alle sue qualità ecologiche e dall’altro alle attività umane con queste compatibili – è scritto nella nota congiunta – In questo senso, l’istituzione del Parco nazionale del Velino Sirente, oltre a garantire la conservazione di un immenso patrimonio di biodiversità, consentirebbe di procedere alla gestione razionale del territorio, attraverso una zonazione che sottoponga alla massima tutela le aree A e B in cui sono presenti ecosistemi e specie di elevatissimo valore, ma che   liberalizzi gli usi tradizionali e turistici nelle aree C di pre-Parco con gli ecosistemi meno sensibili e di minore valore”.

Bruno Petriccione
Bruno Petriccione

L’intenzione dell’associazione è di arrivare all’approvazione della zonazione, sulla base di 2 studi (completati nel 1998 e 2010) mai utilizzati e già nella fase di istituzione del nuovo Parco nazionale che avverrà (Legge n. 394/1991) con decreto del presidente della Repubblica. La proposta di zonazione sarà discussa in un convegno a Lucoli il 22 maggio in occasione della Giornata mondiale della biodiversità proclamata dalle Nazioni Unite.