Tentativo di cortocircuito per la politica dei partiti a Sulmona

Sulmona (Aq). A Domenico Capaldo, coordinatore cittadino verrebbe da pensare ad un cortocircuito dopo le prime iniziative politiche messe in campo da coloro per le amministrative di giugno.

“Si va ripetendo amore per la Città – scrive con la lettera maiuscola il referente di Sinistra ecologia e libertà quando affronta il tema dei vecchi e nuovi referenti della politica locale, fuori dai partiti: “Che stanno tentando di attuare una disarticolazione del quadro politico e della appartenenza agli stessi partiti. Ci sembra che questo sia l’intento – continua Capaldo riferendosi, in special modo a uno dei primi candidati che si mettono a disposizione della città – dopo aver contribuito a far cadere l’amministrazione che sosteneva, dove si cercano accordi di civismo trasversale per costruire un presunto programma di mandato, si contesta la marginalizzazione della città e le manchevolezze della Regione, giustamente diciamo noi, ma chi lo fa non è forse lo stesso che ha l’incarico di consulente a titolo gratuito del presidente della giunta D’Alfonso? Chissà di cosa parlano. Qualche altra domanda sorge spontanea: cosa ci faceva il segretario provinciale del Pd in una assemblea di un raggruppamento civico nato dalla sospensione/espulsione dell’ex Segretario Cittadino del Pd  e dell’ex capogruppo del Pd in consiglio comunale? Come il segretario provinciale del Pd può pensare di sostenere una lista che lavora contro il suo stesso Partito ? Questa posizione, se il Pd lo ritiene, grave va chiarita nelle sedi opportune ed anche molto presto, oggi non sono tollerabili ambiguità di sorta. Noi del circolo Sel di Sulmona, oltre ad aver perso un Assessore Regionale, abbiamo contestato fuori e dentro il partito, e non da ora, tutte le contraddizioni, la poca attenzione, l’assenza di capacità d’ascolto e di condivisione della giunta D’Alfonso su sanità, trasporti, autostrade, polo di attrazione, area di crisi, metanodotto, centrale Snam, tribunale, ed un masterplan che mette 12 milioni di euro sull’abbazia Celestina, mentre la città muore di disoccupazione e spopolamento. E’ su questi temi che la politica è assente ed è sicuramente su tali questioni che saremo in prima linea prima e dopo la campagna elettorale e sicuramente dalla parte della Città e del territorio della valle Peligna. Innanzitutto non possiamo che biasimare chi ancora oggi viene a raccontarci della prospettiva della “Città Territorio” quando in nulla si è speso e fatto al riguardo, visto che il tema si può far risalire a qualche decennio fa. Su questo tema ed altro Sel non ritiene di dover prendere lezioni da nessuno. Inoltre, ed in questo sono accomunati, sui temi sopra richiamati da parte dell’assessore alle aree interne non abbiamo sentito una parola, se non quella di essere favorevole alla centrale di compressione ed al Metanodotto – conclude Capaldo – Non abbiamo potuto finora percepire nulla circa il presunto amore per la Città di cui parlano i suoi candidati, ed a quali progetti si lavori non è dato sapere. Chi poteva influire su queste scelte, pur facendo parte della Giunta Regionale è rimasto sinora silente, questi sono i fatti”.

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