Domenica delle Palme. Dal pulpito i Carabinieri consigliano contro truffe e raggiri

Sulmona (Aq). Dal pulpito delle chiese, nella domenica delle Palme, continua la campagna contro le truffe nel territorio della provincia dell’Aquila che prende forma e sostanza proprio nei luoghi più frequentati dagli anziani, sempre più spesso vittime delle truffe.

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Carabinieri in chiesa per fornire notizie utili contro raggiri e truffe in provincia dell'Aquila.Non c’è nulla da vergognarsi, dinanzi al dubbio di essere vittime di una truffa il primo passo è telefonare al 112 o al 113. Spesso poi, quando la truffa parte da una telefonata, per impedire la chiamata al numero di emergenza, gli imbroglioni non chiudono la conversazione e lasciano occupata la linea telefonica. “Tenete a portata di mano il telefonino” suggerisce il maresciallo capo Luigi Lucente. A Santa Maria Ausiliatrice, appena dopo la celebrazione della Santa messa. In rappresentanza dell’Arma, il comandante della stazione dei Carabinieri di Sulmona ha parlato ai fedeli, guidati dal parroco Don Carmine Caione, fornendo loro una serie di consigli utili per riconoscere truffe e raggiri. “Non aprite agli sconosciuti, non fidatevi. Se ricevete una telefonata dalle Forze dell’ordine ricordare che carabinieri e polizia non chiedo mai soldi per qualsiasi genere di intervento e situazione”. Alla presenza sul territorio di pattuglie e volanti, per contrastare il fenomeno dilagante delle truffe agli anziani, si aggiungono pubblicazioni e volantini che vengono distribuiti anche negli ambulatori medici, nelle farmacie, nei supermercati e nei centri di aggregazione sociale.

Negli ultimi mesi in valle Peligna si sono registrati diversi episodi di truffe a danno di anziani. Si tratta di falsi avvocati, sedicenti impiegati di società di servizi e finti carabinieri o poliziotti che telefonano sostenendo che un familiare è stato vittima di un incidente o è stato fermato dalle forze dell’ordine. I truffatori riferiscono poi che il parente è sprovvisto di copertura assicurativa e che per essere liberato occorre versare delle somme di denaro, chiedendo al contattato di pagare a un collaboratore che sta per arrivare a casa. A quel punto bisogna stare sereni e razionalizzare. Per gli interventi le forze dell’ordine non chiedono soldi, nulla da temere. Basta telefonare  al 112 o al 113 è, a quel punto, se la linea resta occupata perché gli imbroglioni vogliono impedirvi qualsiasi contatto, usate un cellulare o altro telefono se ne avete in casa, oppure affacciatevi al balcone e cercate di avvisare i vicino sempre se li conoscete personalmente. Tenetevi dentro casa, non aprite sin tanto che non arriva la pattuglia o la volante senza aver paura né vergogna.  E se anche si fosse già consumato il raggiro è importante denunciare subito il fatto.

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