Tribunali, ne resteranno solo 2 dei 4 minacciati. Chiesto un incontro col ministro Orlando

Sulmona (Aq). A quanto si apprende in Abruzzo ne resterebbero soltanto 2 di tribunali, cosiddetti minori, dei 4 che la riforma della geografia giudiziaria minaccia di chiudere, salvati da una proroga che tra 2 anni scade. Lanciano e Vasto, in provincia di Chieti, Sulmona e Avezzano, in provincia dell’Aquila, queste le sfide che si vorrebbero far combattere. E’ troppo presto per attivare persino l’iniziativa per il rinnovo della proroga (magari sino al 2022), chiarisce in assemblea la senatrice Paola Pelino, un tentativo possibile solo con il Mille proroghe del prossimo anno. Intanto, cala dall’alto, un’assurda condanna all’autodistruzione. “Vogliamo essere interlocutori” sottolinea l’avvocato Elisabetta Bianchi e in assemblea, questa mattina, gli avvocati respingono l’impostazione che li vorrebbe responsabili della decisione su quali tribunali abruzzesi salvare dei 4 in bilico.

Tedeschi BianchiUn incontro con il ministro di giustizia, Andrea Orlando, ma gli avvocati chiedono anche udienza al presidente della Regione, Luciano D’Alfonso e all’assessore regionale alle aree interne, Andrea Gerosolimo, tra gli avvocati assenti questa mattina in aula. E’ indispensabile chiarire con i vertici regionali la pianificazione delineata per l’entroterra che denota una strategia volta alla desertificazione della valle Peligna. L’asse si è spostato vertiginosamente sulla costa e una certa indolenza istituzionale mette a rischio persino la permanenza di servizi che garantiscono la sopravvivenza del Centro Abruzzo: tribunale, giudice di pace, ospedale, punto nascita, uffici pubblici e presidi di polizia, sistema viario e ferroviario, direzioni di scuole di formazione, istituti e caserme. A seguire i lavori dell’assemblea, questa mattina, sono stati la parlamentare sulmonese Pelino e Antonio De Crescentiis, sindaco di Pratola Peligna (Aq) e presidente della provincia dell’Aquila. Presenze registrate all’incontro: 83 avvocati su 240 iscritti all’ordine di Sulmona.

La mobilitazione a difesa del tribunale Peligno riparte, viene programmata nell’incontro mattutino e per le prossime settimane si annunciano astensioni dalle udienze forse anche di una certa durata. Il foro di Sulmona, riunito a palazzo di Giustizia, dà l’impressione di voler escludere un qualsiasi scontro con i colleghi marsicani. Altra battaglia potrebbe non combattersi tra gli avvocati dei fori teatini di Lanciano e Vasto. Il rischio è che ci sia un’anticipata soppressione degli uffici giudiziari peligni, per il presidente dell’ordine forense sulmonese, Gabriele Tedeschi. Interrogazione immediata per la senatrice di Forza Italia, sempre pronta ad impegnarsi non solo dinanzi al ministro Andrea Orlando, ma per un tavolo istituzionale in cui gli attori delle diverse vertenze possano risolvere il problema di fondo che marginalizza l’entroterra abruzzese. Stigmatizza l’avvocato Lando Sciuba, intervenuto in assemblea il legale fa notare che nessun candidato sindaco è presente. Amministratori ed ex amministratori della città sono presi, purtroppo indaffarati, a formare le liste elettorali che saranno zeppe di vuote promesse se le spoliazioni continuano a minare il futuro del territorio. E quei candidati restano anonimi personaggi, spesso estranei alle vertenze della valle Peligna e alle battaglie che si combattono per difendere i diritti di una comunità altrimenti condannata all’oblio.

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