Recuperate 62 opere d’arte rubate. La pista seguita dagli inquirenti porta a Sulmona e Roma

Pescara. Due pluripregiudicati residenti a Sulmona, M. S. 56 anni e A. M. 51 anni di origine siciliana, sono stati denunciati per ricettazione nell’ambito di un’operazione condotta dalla Squadra mobile della Questura di Pescara che ha portato al recupero di 62 opere d’arte, rubate, valutate per oltre un milione di euro, mancano all’appello alcuni mobili antichi. 

Quadri rubati recuperati Report-age.com 2016L’indagine è partita da un furto commesso, il 23 gennaio, nel deposito di via Arapietra, a Pescara, a disposizione dell’antiquario Gianpiero Di Sabatino. Il modus operandi dei ladri ha portato gli inquirenti a presupporre che il furto fosse su commissione, gli oggetti sottratti sembra siano stati scelti con cura e molti potevano essere piazzati nel mercato senza troppi problemi: mobili antichi, cornici, orologi da tavolo e quadri d’autore, tra cui diverse opere di noti pittori abruzzesi come Basilio Cascella, Francesco Paolo Michetti,  Carlo Verdecchia e Tito Pellicciotti. Tra i quadri rinvenuti dalla polizia c’è un’opera di Filippo Palizzi valutata 80 mila euro. Alcune opere sono state danneggiate, probabilmente durante il furto. Le indagini sono state coordinate dal pubblico ministero del tribunale di Pescara, Silvia Santoro. Dopo una serie di perquisizioni operate tra Roma e Sulmona, buona parte della refurtiva è stata recuperata e le 2 persone denunciate. Il 56enne è stato fermato a Sulmona (Aq), 2 giorni fa a bordo di un furgone contenente la refurtiva. Durante la perquisizione domiciliare a carico del 51enne, in un computer, è stato trovato un catalogo digitale delle opere rubate. Un’operazione chirurgica quella dei malviventi secondo le dichiarazioni del dirigente della Squadra Mobile, Pierfrancesco Muriana. A Roma, nel corso della stessa indagine, è stata rinvenuta anche una pistola calibro 7,65 risultata rubata. Una particolarità, tra la refurtiva è stato recuperato un tabernacolo del 1700 con purificatorio in lino che non fa parte del materiale rubato nel deposito dell’antiquario di Pescara. Le indagini proseguono per risalire ai committenti del colpo e ricostruire così il giro dei soggetti coinvolti.