Alla Centrale idroelettrica preferiscono un Parco fluviale. La valle del Giovenco punta al rialzo

Avezzano (Aq). Il Parco fluviale o la centrale idroelettrica? Il problema dell’impianto tra Ortona dei Marsi e Pescina travolge il Wwf Abruzzo montano e le popolazioni dell’area che non sono d’accordo sulla riattivazione della centrale. La ripresa dell’impianto è stata già autorizzata dal Comitato regionale di Valutazione d’impatto ambientale e il progetto, dicono gli ambientalisti, è controverso. Sarebbe a forte impatto ambientale e non porterebbe sbocchi lavorativi. Così le popolazioni dell’area chiedono agli amministratori locali di fare ricorso al Tribunale amministrativo regionale e di garantire un intervento di riqualificazione del fiume Giovenco anche attraverso l’istituzione di un Parco fluviale.

I rappresentanti del Wwf Abruzzo montano, nell’illustrare il progetto di riattivazione della centrale, hanno espresso forti preoccupazioni sull’impatto ambientale e sugli ingenti danni che l’impianto potrebbe procurare all’ecosistema fluviale. Il tutto, sottolineano, senza alcun beneficio in termini occupazionali e di miglioramento della qualità delle acque. “Le numerose osservazioni presentate in Regione da tutte le associazioni contro la centrale idroelettrica, purtroppo, non sono state prese nella dovuta considerazione dal Comitato Via che, nella seduta dell’11 febbraio 2016 ha autorizzato il progetto” denunciano la consigliera Wwf montano, Noemi Taglieri, e il presidente Walter Delle Coste. All’incontro svolto a Ortona dei Marsi, organizzato dalla Pro loco, erano presenti i gruppi che hanno presentato le osservazioni contro il progetto: Wwf Abruzzo Montano, Circolo di pesca sportiva di Pescina, l’associazione Tartufai marsicani, il sindaco di Ortona dei Marsi, Manfredo Eramo, e Alberto Taglieri, ex sindaco e storico difensore del fiume Giovenco. Dalla valle del Giovenco, l’invito agli amministrazioni comunali di Ortona dei Marsi e Pescina, è di prendere posizione contro il progetto, proponendo un ricorso al Tar entro il 10 aprile 2016. La necessità rilevata nell’incontro è di coinvolgere i cittadini e le associazioni in un presidio a difesa del territorio, sollecitando gli amministratori a predisporre dei progetti che riqualifichino il fiume Giovenco anche attraverso l’istituzione di un Parco fluviale. Il Wwf Abruzzo montano continuerà a vigilare con la consueta attenzione anche grazie al sostegno dei tanti partecipanti all’incontro impegnati nella difesa del territorio e del fiume.

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