Da Parco Regionale a Nazionale per impedire la distruzione del Sirente-Velino

Messe alle strette “dall’incapacità dell’amministrazione regionale di gestire un’area così importante come quella del Parco regionale Sirente-Velino” i cui confini sono stati scalfiti senza criterio, le associazioni ambientaliste concordano sull’idea lanciata dall’associazione Appennino ecosistema di trasformare il Parco regionale del Sirente in Parco nazionale. Per gli ecosistemi e le specie protette, nel grande massiccio del  Velino-Sirente, potrebbe essere una soluzione alle quotidiane minacce dei cementificatori. La proposta è condivisa anche da una importante associazione abruzzese,  Salviamo l’orso.

Foto di copertina Maria Trozzi

Piane del Sirente Foto Maria Trozzi report-age.com 2014
Piane del Sirente Foto Maria Trozzi

Il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, ha annunciato la realizzazione di nuovi impianti sciistici nel comprensorio Magnola-Ovindoli, verso le vette dei monti della Magnola che confinano con i Piani di Pezza. L’obiettivo dell’amministratore sarebbe quello di giungere progressivamente a collegare il comprensorio con quello di Campo Felice per la stazione sciistica più vasta a Sud delle Alpi. L’associazione Salviamo l’Orso lancia l’allarme: “La creazione di queste infrastrutture, la cui sostenibilità economica è tutta da dimostrare vista la cronica mancanza di neve sciabile per lunghi periodi segnerebbe in pratica la distruzione dell’area protetta regionale più ampia e più significativa – aggiunge l’associazione a tutela dell’Orso bruno marsicano – La giunta regionale e l’assessore ai Parchi Donato Di Matteo lavorano alacremente e in gran segreto alla riperimetrazione selvaggia del Parco regionale ed  alla sua drastica riduzione  sperando così insieme a qualche sindaco dell’area  di poter avere mano libera nel  riconsegnare ai cacciatori aree integre dove poter tornare a far strage  e di spianare la strada allo sviluppo degli impianti sciistici con annessa, è facile immaginarlo, speculazione edilizia anacronistica e che non porterebbe alcun vantaggio ai residenti se non a pochi costruttori – prosegue il presidente dell’associazione Stefano Orlandini che parla della miopia e dell’irrealizzabilità che accompagna questi progetti che trascurano i vincoli europei dei siti della Rete natura 2000. Il mega impianto è previsto al centro delle maggiori aree protette a livello nazionale ed europeo nei Parchi nazionali del Gran Sasso, Maiella e d’Abruzzo. Con questi territori il massiccio del Velino-Sirente compone una formidabile rete ecologica inserita nella Rete natura 2000 a livello di Unione europea attraverso 2 grandi Zone di protezione speciale (Zps)  e 7 Siti di interesse comunitario (Sic). Salviamo l’Orso  è  favorevole allo  sviluppo delle attività turistiche e sportive nei luoghi opportuni, ma senza perdere e danneggiare i delicati ecosistemi. Per questo il Parco Regionale del Sirente-Velino  deve  necessariamente  cominciare a funzionare a partire dall’adozione di un piano del parco che proprio la politica regionale e molti sindaci dell’area hanno boicottato da 20 anni a questa parte. L’associazione è pronto a far sì che il Sirente–Velino  venga finalmente sottratto ai miopi giochetti della politica abruzzese  e divenga Parco nazionaleLa Regione ,incapace di risolvere i grandi nodi ambientali che ci affliggono, dalla bonifica delle discariche alla bonifica dei fiumi per finire al problema della balneabilità delle nostre spiagge, usa  gli impossibili progetti di megafunivie  (Castel di Sangro- Aremogna –Passo Godi- Scanno) o il collegamento Ovindoli–Campo Felice come specchietto per  le allodole  per  sindaci e amministratori  disposti a farsi prendere in giro”.

Durante l’amministrazione Chiedi, in Regione, si provò a delineare nuovi confini per il Parco regionale, il tentativo di cementificazione naufragò dopo 170 mila firme contrarie all’intervento.