Sulmona: si vota a giugno, firmato il decreto

Sulmona ( Aq). È stato firmato appena ieri sera il decreto del presidente della Repubblica,  Sergio Matrarella, che consente anche alla comunità di  Sulmona di votare un nuovo sindaco e un altro consiglio comunale partecipando alle amministrative del 5 giugno.

 

Gazzetta ufficiale Report-age.com 25.2.2016
Gazzetta uff. decreti Presidente Repubblica

Manca l’ufficialità che sarà data nelle prossime ore con la pubblicazione del decreto nella Gazzetta ufficiale – serie generale elenco atti dell’emittente Presidenza della Repubblica, nella pagina Web del sito i decreti più recenti risalgono al 14 febbraio uno solo al 15 febbraio.

 ministero, ma la sottoscrizione è confermata da più fonti istituzionali e non potrebbe essere altrimenti per la firma del   decreto del presidente, dato che gli atti sono stati tutti inviati il 15 febbraio, appena in tempo visto che la circolare del ministero ha poi fissato la data delle elezioni comunali. Dunque si va al voto, conferma anche Bruno Di Masci, già sindaco di Sulmona, già presidente della provincia e già consigliere regionale. L’atto sottoscritto dal capo dello Stato ufficializza le dimissioni contestuali dei 9 consiglieri comunali sulmonesi, intervenuti qualche ora prima dello scadere del tempo utile, e permette alla città di poter accedere alla tornata amministrativa di giugno.  Con la città dei confetti commissariata per meno di 4 mesi il danno è limitato. Diversamente, se i consiglieri non si fossero decisi, sicuramente si sarebbe arrivati a un commissariamento protratto sino al 2017. Considerando che il commissario è operativo a Sulmona solo 2 giorni a settimana, sarebbe stata la disfatta totale per la città. In molti hanno temuto che la firma del presidente non sarebbe arrivata in tempo, perché  fa comodo avere una città come Sulmona senza una guida per tutto quello che vogliono farLe: chiusura Punto nascita, completamento nuovo ospedale, chiusura del Tribunale, installazione della centrale di spinta Snam e realizzazione del metanodotto Rete adriatica.  Un ritardo a livello burocratico costerebbe davvero molto all’immagine del Paese e rappresenterebbe, per l’apparato istituzionale nazionale, uno scandalo talmente grande da avere risonanza a livello europeo se non internazionale.

mariatrozzi77@gmail.com

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