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Pesticidi. Altri 15 anni di Glifosato in Europa? Dicono basta 32 associazioni

La Commissione europea presto potrebbe rinnovare l’autorizzazione per l’utilizzo del Glifosato, un erbicida molto diffuso, potenzialmente cancerogeno secondo gli studi dell’Istituto per la ricerca sul cancro dell’Organizzazione mondiale della sanità. Studi del Mit (Massachusetts institute of technology – private research university in Cambridge) del 2013-2014 farebbero sospettare fortemente che il diserbante sia alla base dell’insorgenza della celiachia, sono evidenziate anche le correlazioni epidemiologiche tra l’esposizione al Glifosato e il linfoma di non-Hodgkin, gli aumenti di leucemie infantili e malattie neurodegenerative come il Parkinson.

Aggiornamento

Sono 32 associazioni ambientaliste e dell’agricoltura biologica italiane a chiedere al governo Renzi la messa al bando della produzione, commercializzazione e uso del Glifosato in Europa. “Quello del glifosato è un autentico scandalo: senza pareri univoci sul piano scientifico in merito alla sua pericolosità per la salute umana, la Commissione europea sta per procedere ad una nuova autorizzazione del prodotto chimico per altri 15 anni”. Questa l’opinione condivisa dalle associazioni preoccupate, per come si muove l’Europa ed il governo italiano con le Regioni, sul rinnovo dell’autorizzazione alla commercializzazione ed utilizzo del diserbante Glifosato nei 27 Paesi membri della Ue. Definito lo scorso anno dall’International agency for research on cancer, l’agenzia per la ricerca sul cancro dell’Oms, sicuro cancerogeno per gli animali e fortemente a rischio anche per l’uomo, il Glifosato è il pesticida più utilizzato al mondo ed è presente in 750 formulati tra i quali il Glinet® e il Roundup®, quest’ultimo proposto dalla Monsanto in abbinamento a sementi Ogm che sviluppano resistenza a questo prodotto. L’autorizzazione del Glifosato a livello europeo, scaduta il 31 dicembre, è stata prorogata a giugno in attesa della revisione paritetica e consultazione finale con gli Stati membri. Attualmente commissione e Stati membri si apprestano a una nuova autorizzazione per altri 15 anni sulla base di una decisione che andrà in votazione la prossima commissione permanente del Paff (comitato per le piante, gli animali, gli alimenti e i mangimi ) e per la quale tutti gli Stati membri, escluso la Svezia, sembra siano a favore. “Dopo il parere dell’Efsa, che ha decretato la non cancerogenicità per l’uomo del Glifosato in contrasto con quello dello Iarc, in assenza di un consenso scientifico sul tema della pericolosità del prodotto chimico per la salute umana, la Commissione e gli Stati membri  hanno prima di tutto la responsabilità di proteggere la salute dei cittadini adottando il principio di precauzione – dichiara nella lettera inviata ai  ministeri dell’agricoltura, dell’ambiente e della salute la portavoce del tavolo delle 32 associazioni,  Maria Grazia Mammuccini –  All’esecutivo nazionale rinnoviamo la richiesta già fatta nei mesi scorsi e che ad oggi non ha ancora ricevuto nessuna risposta, di prendere una posizione chiara in sede europea che vieti definitivamente ed in maniera permanente la produzione, la commercializzazione e l’uso di tutti i prodotti a base di Glifosato”. Le associazioni chiedono inoltre alle Regioni di rimuovere il prodotto da tutti i disciplinari di produzione che lo contengono e di escludere le aziende che ne fanno uso da qualsiasi premio nell’ambito dei Psr 2014 – 2020. L’Italia è uno dei maggiori utilizzatori di questo pesticida, a quanto apre, incluso nel Piano d’azione nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari (Pan). Il che significa che tutti i Programmi regionali per lo sviluppo rurale (Psr 2014-2020), nei prossimi anni, promuoveranno come sostenibile e incentiveranno l’uso di un prodotto che in realtà è considerato certamente cancerogeno per gli animali e potenzialmente cancerogeno per l’uomo, classificato in passato come interferente sul sistema endocrino e, più di recente secondo studi del Mit del 2013-2014, sospettato essere alla base dell’insorgenza della celiachia. Esistono inoltre correlazioni epidemiologiche tra l’esposizione al Glifosato e il linfoma di non-Hodgkin e agli aumenti di leucemie infantili e malattie neurodegenerative (come il Parkinson). La pericolosità del Glifosato per persone, piante e animali è ampliata dal fatto che questo prodotto è largamente utilizzato non solo in agricoltura ma anche per la pulizia delle strade e delle ferrovie e presente nei prodotti per il giardinaggio e l’hobbistica. Anche i bambini possono essere esposti al pericolo del Glifosato durante le erogazioni in aree pubbliche come scuole e giardini. Inoltre in Italia, secondo il report Pesticidi nelle acque a cura dell’Ispra, risulta essere la sostanza che nell’acqua supera maggiormente i limiti della soglia fissata dalla Legge, insieme al suo metabolita (ossia il prodotto dalla degradazione del Glifosato) di nome Ampa. “Le alternative al Glifosato ci sono e vanno rese note e incentivate  – dichiara ancora la  portavoce del tavolo delle associazioni Maria Grazia Mammuccini – sia in agricoltura che per la manutenzione del verde pubblico. Si tratta di buone pratiche agronomiche ecologiche, a partire dai metodi di coltivazione biologici e biodinamici, che risultano sostenibili anche nel rapporto costi-benefici, sia a breve che a medio termine”. Partita da un’iniziativa di Aiab e Firab la campagna #StopGlifosato è condivisa da 32 Associazioni Ambientaliste e dell’Agricoltura Biologica.

Del Tavolo fanno parte: Aiab, associazione per l’agricoltura biodinamica, Fai, Federbio, Firab, Italia Nostra, Isde – Medici per l’ambiente, Legambiente, Lipu, Navdanya International, Pan Italia, Slowfood, Terra nuova, Touring club italiano, associazione pro natura, Upbio, Wwf. Aderiscono alla Campagna Stop Glifosato : Anabio, Asso-consum, l’Associazione Culturale Pediatri (Acp), Donne in campo-CiaLombardia, Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua, Greenpeace, Ibfanitalia, Mdc, Nupa, Rees Marche, il test, Una.api, Vas, Wwoof Italia, Zero Ogm.

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