#SosLupo. Le uccisioni non risolvono il problema

Aggiornamento 22.02.2016La discussione è stata aggiornata per la definizione del Piano di conservazione e gestione del Lupo in Italia, predisposto dal ministero dell’ambiente, in collaborazione con l’Unione zoologica italiana e il supporto dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale Presentato il 17 febbraio, al tavolo paritetico della Strategia nazionale per la biodiversità con le Regioni si è proceduto alla discussione tecnica della programmazione. Anche accogliendo l’invito lanciato dal Wwf Italia, la discussione è stata aggiornata e saranno avanzate altre valutazioni dalle Regioni entro il prossimo 26 febbraio.  All’Abruzzo si chiede di rivedere il parere favorevole al Piano che apre la strada agli abbattimenti dei lupi, dopo 40 anni di pace, la specie è di nuovo in pericolo. 

Roma 16.02.2016.  Chiesto il rinvio dell’approvazione del Piano di conservazione e gestione del lupo che prevede una deroga al divieto di uccisione e la possibilità di abbatterne 60 esemplari l’anno per venire incontro alle esigenze delle aziende agricole. Associazioni agricole e mondo scientifico hanno il dovere di sedersi attorno a un tavolo per salvare allevatori e lupi in Italia. Un’impresa titanica per il Wwf  che richiederebbe anche un certo impegno di tutte le Regioni, Abruzzo compresa.

 

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Grandi predatori e attività umane, difficile garantire armonia tra gli uni e gli altri, ma lavorando assieme si può evitare che venga messo in atto un Piano per la conservazione e gestione del lupo che proprio tanto a favore del lupo non è. La direzione generale  per la protezione della natura del ministero dell’ambiente ha convocato per domani il tavolo paritetico della Strategia nazionale per la biodiversità con le Regioni per la discussione tecnica del testo del nuovo Piano di conservazione del lupo, redatto in collaborazione con l’Unione zoologica italiana (Uzi) e l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra). Nel Piano, alle Regioni si propone una pericolosa scorciatoia per risolvere i conflitti con le attività zootecniche, ossia le deroghe al divieto di uccisione dei lupi con l’autorizzazione all’abbattimento legale di circa 60 lupi ogni anno. Il Wwf ha già chiesto al ministro Gian Luca Galletti  di cancellare questa possibilità di abbattere una specie protetta e oggi ha inviato una lettera per rinviare il tavolo e incontrare le associazioni di categoria degli allevatori per confrontarsi.

mariatrozzi77@gmail.com

In Italia la popolazione di lupo è in ripresa, indicativamente 1.500 esemplari, ma per il Wwf non sarebbe fuori pericolo a causa del bracconaggio e della mortalità per cause antropiche che colpiscono fino al 20% della popolazione ogni anno. Per non parlare dell’ibridazione con cani vaganti che in alcune aree supera il 40% degli individui monitorati.  Prevedere di ricorrere all’abbattimento di lupi come risposta a situazioni locali critiche assicura solo un’illusoria e temporanea riduzione dei danni causati alla zootecnia, non risolvendo il problema e non placando i malumori degli allevatori, bensì aumentando in poco tempo la minaccia del bracconaggio. Recentissimi studi dimostrano, infatti, che l’abbattimento di alcuni esemplari di lupo, destrutturando i branchi ed aumentando la dispersione dei suoi componenti, può determinare nel medio e lungo termine un incremento della predazione sul bestiame domestico. La scorciatoia ipotizzata, quindi, rischia di aggravare piuttosto che risolvere il problema della predazione degli animali domestici da parte del lupo. Il Wwf Italia considera inderogabile e prioritaria la mitigazione del conflitto con la zootecnia, nel solco della coesistenza con i grandi predatori naturali, e per questo chiede siano messe in campo forti sinergie tra le istituzioni pubblicheal fine di attuare efficaci, concrete e diffuse misure di prevenzione per la difesa della nostra zootecnia estensiva, in troppi casi sottovalutate o mal perseguite, e garantire il rapido e adeguato indennizzo dei danni. Nel contempo è necessario ed urgente contrastare efficacemente il bracconaggio e il randagismo/vagantismo canino, che rappresentano oggi le principali minacce alla conservazione del lupo in Italia. La bozza del nuovo Piano nazionale sul lupo può e deve essere migliorata attraverso un più ampio ed approfondito dibattito che richiede più tempo di quanto fino ad oggi concesso dal Mina. Per questo il Wwf Italia invita tutte le Regioni a chiedere un rinvio dell’approvazione definitiva del Piano proposta dal ministero e lavorare insieme, coinvolgendo le associazioni agricole ed il mondo scientifico, per vincere la sfida di salvare insieme allevatori e lupi in Italia.

4 risposte a "#SosLupo. Le uccisioni non risolvono il problema"

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