La Coppia che scotta. Metanodotto e Bretella autostradale: insieme appassionataMente alle sorgenti del Pescara

Popoli (Pe). L’uno non escluderebbe l’altro, non è un mistero. Nessuna alternativa tra il tracciato dei tubi del metanodotto Rete Adriatica e il passaggio della bretella autostradale progettata dal casello di Cerchio (Aq) a quello di Bussi-Popoli, per tagliare in 2 l’Abruzzo.

Montaggio Maria Trozzi
Montaggio foto Maria Trozzi, Report-age.com

Per la Riserva naturale regionale delle Sorgenti del Pescara di questo passo sia la Variante V06 che il gasdotto Snam occuperanno tranquillamente l’area del bacino imbrifero più grande d’Europa: vicini, vicini poi alla cava che, sopra la riserva,   attende un’autorizzazione per un ampliamento in piena regola, sembra.

Il territorio del Comune di Popoli sarà presto appesantito di cantieri, sovraccaricato di opere davvero discutibili. Non è forse un caso che Strada dei parchi abbia chiesto di eseguire dei carotaggi proprio in quell’area sensibile anche per la Snam Rete gas che ha puntato gli occhi anche sulle sorgenti per montare l’anaconda metanifera. La società per azioni che gestisce i tronconi autostradalo abruzzesi vorrebbe mettere mano ad una fetta delle Riserva naturale ambita anche dalla Snam che ha i tubi da piazzare proprio lì. Sembra che le due società colloquino tranquillamente tra loro, ma solo tra loro, probabilmente raggiungeranno un compromesso. Si spartiranno forse una fetta della riserva per piazzare i tubi, del diametro di 1 metro e 20 cm, e per realizzare la bretella autostradale, progetto che da 2 anni è al vaglio del ministero dello sviluppo economico e che includerebbe la bellezza di almeno 3 gallerie per il solo tratto finale.

Sono 29 anni di gestione per la società Strada dei parchi, concessionaria delle autostrade A24 e A25 grazie ad una convenzione stipulata con l’Anas il 20 dicembre 2001 (scadrà il 31 dicembre 2030). Se il progetto della variante autostradale andrà in porto la condizione posta in essere dalla società Strada dei Parchi, per realizzare senza fondi pubblici la nuova infrastruttura, è di prolungare la gestione del tronco autostradale per altri 45 anni. Per un nuovo gestore se ne riparlerà quindi nel 2075 e i rincari sui pedaggi? Probabilmente non si fisseranno dei limiti, serviranno ad ammortizzare il costo dell’impresa. L’interrogazione parlamentare del M5S mette a nudo come il progetto verrà finanziato: per le scorciatoie di Toto spa pagheranno i cittadini assieme ad una serie di misure compensative chieste dalla società allo Stato, tra questi gli sconti fiscali, come chiarisce anche l’amministratore delegato della società, Cesare Ramadori. Tutto a norma di legge, nessuno però ha pensato e pensa all’adeguamento sismico chiesto dal 2012 per i viadotti dell’autostrada gestita dalla società, il tratto che si vorrebbe abbandonare è tra i più costosi d’Italia e anche il più impegnativo da mantenere. Un tratto che si ridurrà a semplice accesso sull’autostrada per le comunità dell’interno e  quando la bretella sarà completata chi si occuperà più delle gallerie, dei viadotti che affacciano sulla valle, chi di quel tracciato marsicano verso Collarmele (Aq)? Varrà la pena risistemare il pezzo d’infrastruttura per una comunità sempre più ridotta al limite, quotidianamente privata dei servizi fondamentali e spinta a cercare un’altra terra promessa?

Si spiega così anche un altro studio proposto, qualche mese fa, al Comune di Popoli dai tecnici della Snam Rete gas. In missione, in provincia di Pescara, il team snam ha fatto intendere agli amministratori locali la possibilità di un tracciato alternativo per i tubi del metanodotto Rete adriatica che altrimenti sprofonderanno tra le Sorgenti del Pescara e la bretella autostradale. Il percorso alternativo dell’anaconda, accolto solo per Popoli, guarda caso non per gli altri territori a massimo rischio sismico, sembrava giustificato dalla richiesta di evitare un tunnel lungo oltre 1 km e mezzo (per l’esattezza 1,6 km) che nel progetto precipiterà il gas naturale, il metano, a circa 60 metri di profondità (normalmente la condotta viene installata a 5 metri di profondità) con il rischio di compromettere i delicati equilibri del bacino imbrifero più grande d’Europa. La Snam sembra accettare, ma la ragione sembra chiara solo quando è spuntato il progetto della bretella il cui percorso interessa un’area dove Toto spa ha già chiesto i permessi per eseguire dei carotaggi. La Città di Popoli, assediata da progetti devastanti, arriva la solidarietà dal Comune di Pratola che si oppone alla bretella autostradale con una delibera che impegna il consiglio comunale ad attivare il sindaco, Antonio de Crescentiis, per una Conferenza permanente di primi cittadini delle amministrazioni interessate dalla variante V06 che consenta di approfondire la conoscenza della progettazione.

Premesso che:

  • la società Strada dei Parchi spa è concessionaria delle autostrade A24 e A25 mediante convenzione stipulata con Anas spa il 20 dicembre 2001 e che tale concessione ha scadenza 31 dicembre 2030;

l’art. 1 comma 183 della Legge n.228 del 24/12/2012 prevede che: In considerazione della classificazione delle autostrade A24 e A25 quali opere strategiche per le finalità di protezione civile per effetto del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 21 ottobre 2003 e successive modificazioni e della conseguente esigenza di procedere all’adeguamento delle stesse alla normativa vigente per l’adeguamento sismico e la messa in sicurezza dei viadotti sulla base dei contenuti delle Opcm n. 3274 del 2003 e n. 3316 del 2003 e successive modificazioni, per l’adeguamento degli impianti di sicurezza in galleria a norma del decreto legislativo 5 ottobre 2006, n. 264, e successive modificazioni per l’adeguamento alla normativa in materia di impatto ambientale e per lavori di manutenzione straordinaria delle dette autostrade, nonché per la realizzazione di tutte le opere necessarie in conseguenza del sisma del 2009, ove i maggiori oneri per gli investimenti per la realizzazione dei citati interventi siano di entità tale da non permettere il permanere e/o il raggiungimento delle condizioni di equilibrio del piano economico finanziario di concessione nel periodo di durata della concessione stessa, il Governo, fatta salva la preventiva verifica presso la Commissione europea della compatibilità comunitaria, rinegozia con la società concessionaria le condizioni della concessione anche al fine di evitare un incremento delle tariffe non sostenibile per l’utenza.”;

  • la Società Strada dei Parchi s.p.a., in adempimento a quanto disposto dall’art.1 comma 183 della Legge n.228 del 24/12/2012, ha provveduto ad elaborare uno studio su due alternative progettuali: la prima prevede la messa in sicurezza delle autostrade attraverso un intervento diretto sulle attuali strutture del tracciato esistente, la seconda attraverso la realizzazione di alcune varianti;
  • la Società Strada dei Parchi s.p.a. con nota prot. PR006284/2015 del 9 aprile 2015, ha avanzato alla Regione Abruzzo un progetto di messa in sicurezza di alcuni tratti autostradali mediante le varianti al tracciato ai fini del rilascio del parere tecnico preliminare;
  • la Regione Abruzzo con Delibera di Giunta Regionale n.325 del 5 maggio 2015 ha proceduto alla costituzione di apposito Gruppo di Lavoro Interdipartimentale con il compito di procedere alla valutazione tecnica della proposta;
  • nel territorio abruzzese il progetto in questione prevede la realizzazione delle seguenti varianti:
  1. Variante V05 – A24 Carsoli – Torano dal km 46+100,00 al km 73+300,00;
  2. Variante V06 ­– A25 Collarmele – Tocco dal km 107+730,00 al km 153+500,00
  3. Variante V07 – Raccordo Autostradale A25 – Pescara Centro;
  4. Variante V08 – Adeguamento Superstrada S.S.n.80 (Teramo – mare);
  • la Variante V06 si sostanzia nella realizzazione di un tunnel di collegamento tra Collarmele e Bussi;
  • tale Variante determina la dismissione del tratto che comprende i caselli autostradali di Pescina, Cocullo e Pratola Peligna-Sulmona da sempre funzionali al tessuto economico e sociale della Valle del Giovenco, della Valle Peligna, della Valle del Sagittario e dell’Alto Sangro e che sin dalla loro realizzazione hanno contribuito allo sviluppo dei territori interessati;
  • la Regione Abruzzo, con nota a firma del Presidente prot.RA/183662/SQ2 dell’11 luglio 2015, facendo riferimento alla Variante V06 ha comunicato alla Società Strada dei Parchi S.p.a. la necessità di provvedere alla ricerca di soluzioni alternative poiché tale variante “comporta sicure e insuperabili ripercussioni negative ai contesti socio economici” dei territori interessati dall’eliminazione della tratta autostradale e dei relativi caselli;
  • ad oggi le Amministrazioni Comunali interessate da tale Variante non hanno ricevuto ulteriori notizie circa l’esito del procedimento di rilascio del parere tecnico preliminare in capo alla Regione Abruzzo;
  • allo stato attuale la Società Strada dei Parchi S.p.a. ha comunicato a mezzo stampa che il progetto si trova all’esame del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti;

Considerato che:

  • i territori della Valle del Giovenco, della Valle Peligna, della Valle del Sagittario e dell’Alto Sangro costituiscono aree di rilievo per peculiarità geografica e morfologica e che si estendono in zone interamente montane, per la gran parte poste oltre i mille metri di altitudine con note difficoltà di circolazione in particolar modo nel periodo invernale;
  • nel Comune di Popoli, interessato dall’attraversamento del tunnel proposto, insiste il bacino imbrifero del Gran Sasso, il più grande d’Europa, dal quale scaturiscono le Risorgive dei Fiumi Pescara, San Callisto e Tirino con una portata complessiva di 15mc/secondo;
  • i caselli che verrebbero dismessi costituiscono le uniche porte di accesso dalla direttrice Roma–Pescara a questa parte importante dell’Abruzzo interno che ancor oggi mantiene un ambiente incontaminato che tutte le comunità locali si prodigano nel preservare nella consapevolezza che esso costituisce un patrimonio di tutta la nazione;
  • insistono nei territori in questione numerose aree protette quali il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, il Parco Nazionale della Majella, la Riserva delle Gole di San Venanzio di Raiano, la Riserva del Monte Genzana Alto Gizio di Pettorano sul Gizio, la Riserva delle Gole del Sagittario di Anversa degli Abruzzi, la Riserva del Lago di San Domenico di Villalago, il Lago di Scanno, nonché un considerevole numero di Eremi e Santuari che richiamano ogni anno decine di migliaia di turisti, costituendo linfa vitale per l’economia locale;
  • attraverso il casello di Pescina, città di Silone e Mazzarino, è possibile raggiungere……..
  • attraverso il casello di Cocullo è possibile raggiungere importanti mete turistiche come Anversa degli Abruzzi con la frazione di Castrovalva, Villalago e Scanno, nonché i comuni di Bugnara e Introdacqua;
  • attraverso il casello di Pratola Peligna–Sulmona è possibile raggiungere i comuni di Pratola Peligna, Sulmona, Raiano, Vittorito, Corfinio, Roccacasale, Prezza, Pacentro, Cansano, Campo di Giove, Pettorano, Roccapia, Rivisondoli, Pescocostanzo, Roccaraso, Castel di Sangro, Alfedena, Ateleta, Scontrone e quindi tutto l’Alto Sangro, sede di stazioni sciistiche di livello nazionale;
  • questi territori sono rinomati per l’elevata presenza di prodotti tipici, quali caseari, vino, olio, aglio rosso di Sulmona, solina, vari consorzi di filiera, e per l’adesione ai vari circuiti nazionali, come Città del Vino, dell’Olio, delle Ciliegie e che tali eccellenze agro–alimentari hanno competitività grazie anche alla facilità dei collegamenti viari;

Sottolineato che:

  • la proposta di Variante V06 prevede un tunnel di svariati chilometri e la conseguente dismissione del tratto autostradale compreso tra i caselli di Pescina e quello di Pratola Peligna–Sulmona;

Ritenuto che:

  • tale proposta si profila di fortissimo impatto ambientale per le conseguenze derivanti dalla realizzazione del tunnel in quanto va a situarsi in una parte del territorio regionale caratterizzato da faglie sismogenetiche di notevole rilevanza (tra le quali certamente la faglia del Fucino e quella della media valle dell’Aterno-valle Subequana) che in caso di attivazione renderebbero pericoloso e/o inutilizzabile il nuovo tunnel nonché dalla presenza del bacino imbrifero del Gran Sasso e di altre falde freatiche potenzialmente suscettibili di subire danni incalcolabili;
  • oltre all’impatto ambientale si profila un rilevante impatto sociale sui territori interessati dalla dismissione della tratta e dei relativi caselli determinando un isolamento dalla direttrice Roma–Pescara delle tante comunità sopra citate;
  • la dismissione del tratto produrrebbe un impatto economico senza precedenti su questa parte della Regione, già in una situazione di crisi, se si pensa a solo titolo di esempio alla deminutio che verrebbe arrecata ai tanti centri che vivono di turismo, agli operatori e alle comunità insistenti all’interno del bacino sciistico dell’Alto Sangro oppure alle attività industriali ed economiche della Zona Industriale della Valle Peligna;
  • la proposta cosi come formulata metterebbe a serio rischio anche il fondamentale ed inalienabile diritto alla salute dei cittadini delle comunità investite dalla dismissione della tratta autostradale anche alla luce della prossima riforma che vedrebbe ridotte le tipologie di prestazioni sanitarie assicurate fino ad ora dall’Ospedale di Sulmona e che di converso renderebbe ancora più necessaria la garanzia dei collegamenti autostradali esistenti;
  • la variante così come prevista rappresenta un forte vulnus al sistema del trasporto pubblico e privato su gomma con ripercussioni negative evidenti per le imprese e per i tanti cittadini che ogni giorno per lavoro o per studio si recano nella Marsica e a Roma;
  • oltre all’allontanamento dalle città di Pescara e Roma, la proposta è suscettibile di determinare una vera e propria frattura dei rapporti sociali ed economici tra l’Alto Sangro, la Valle Peligna e la Valle del Sagittario da una parte e la Valle del Giovenco e la Marsica da un’altra compromettendo la stessa unità del territorio della Provincia dell’Aquila;
  • il progetto inoltre compromette la funzionalità della nuova caserma della Polizia Stradale di Pratola Peligna, destinata a ricoprire un ruolo chiave nella sicurezza proprio sulle arterie autostradali della Regione;
  • tale nuova opera, alla luce di quanto sopra esposto, si profila come dannosa per l’ambiente e per il mantenimento in vita del tessuto economico e sociale di un territorio già pesantemente provato dalla crisi economica;

Preso altresì atto che:

  • le Amministrazioni Comunali sono al lavoro per aumentare le potenzialità turistiche del territorio, puntando anche sulla vicinanza della Capitale e della città di Pescara;
  • l’Amministrazione della Provincia dell’Aquila, nel suo nuovo ruolo dettato dalla legge di riforma c.d. Del Rio, sta da tempo dispiegando ogni azione utile a garantire l’unità e lo sviluppo economico e sociale del territorio della Provincia proponendosi come Casa dei Comuni e garantendo per le funzioni di competenza il massimo supporto alla mobilità ed al diritto ad una buona scuola che non possono prescindere dalla esistente infrastrutturazione autostradale;
  • la Regione Abruzzo punta molto sulla Valle Peligna per l’aumento dell’offerta turistica, in quanto “Sulmona può giocare una partita fondamentale per la collocazione turistica e culturale di questa Regione, perché ha il bello dentro di sé”;
  • si annunciano provvedimenti per il sostegno ed il rilancio socio – economico, culturale, turistico e sanitario dell’intero territorio (es. finanziamento Badia Celestiniana che “diverrà il luogo faro per esibire l’immaginifico e lo spirito dell’Abruzzo”);
  • si annunciano finanziamenti per il collegamento scioviario Scanno – Roccaraso;
  • dal DEFR 2016 – 2018 della Regione Abruzzo si evidenzia che il problema infrastrutturale costituisce l’elemento che più incide negativamente sulla competitività del nostro sistema economico;
  • dalla stessa programmazione dei fondi europei il sostegno ai territori della Regione Abruzzo viene declinato sotto innumerevoli aspetti;
  • pertanto la proposta di dismissione di un tratto autostradale è da considerarsi quindi altamente in contrasto con gli strumenti posti in essere da tutti i livelli istituzionali e dagli strumenti di programmazione locali, regionali, nazionali ed europei;

Ritenuto inoltre che:

  • la Società Strada dei Parchi s.p.a. debba adempiere all’obbligo di adeguamento sismico e messa in sicurezza delle tratte autostradali in concessione attraverso un intervento diretto sulle attuali strutture lasciando quindi invariato il tracciato esistente senza necessariamente dover ricorrere alle varianti dello stesso che comporterebbero gli effetti sopra specificati;
  • che i posti di lavoro annunciati come punto di forza del nuovo tracciato sarebbero necessari anche per la messa in sicurezza delle attuali strutture;
  • visto il protrarsi del tempo e considerata la rilevanza strategica, ai fini di protezione civile, delle Autostrade A24 e A25 l’intervento di adeguamento sismico e messa in sicurezza si rende sempre più urgente;
  • ogni altra alternativa al tracciato esistente non è in grado di garantire i collegamenti allo stesso livello di quelli attuali;
  • l’eventuale realizzazione del nuovo tracciato farebbe venire meno ogni obbligo del concessionario alla messa in sicurezza di quello esistente con il pericolo che può derivare dal permanere dell’attuale condizione delle strutture esistenti fino all’ultimazione dei lavori del tunnel per il quale si possono prevedere svariati anni di lavorazione determinando così il totale degrado delle strutture medesime;
  • per quanto è dato di sapere la Società concessionaria ritiene più conveniente adottare le varianti invece di intervenire sul tracciato esistente;
  • l’interesse economico di un’azienda non può e non deve essere ritenuto dominante su un patrimonio naturalistico di rilievo comunitario e sul diritto di intere popolazioni allo sviluppo ed al progresso sociale ed economico;
  • la riduzione di soli 10 minuti del tempo di percorrenza e di circa 20 km di tracciato da Roma a Pescara non può giustificare un intervento dannoso per l’ambiente e per le comunità interessate;

Per tutto quanto sopra ESPRIME

La propria contrarietà al progetto di modifica del tracciato dell’Autostrada dei Parchi A24 e A25 di cui alla Variante V06 presentato in luogo del necessario e improrogabile intervento di adeguamento sismico e messa in sicurezza del tracciato esistente.

Delibera

Di approvare il su riportato ordine del giorno e di impegnare il Sindaco a trasmettere il presente atto al Presidente della Giunta Regionale dell’Abruzzo, al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, alle competenti Commissioni Parlamentari.

Di impegnare il Sindaco a inoltrare al Presidente della Regione Abruzzo una formale richiesta di attivazione di una Conferenza permanente dei Sindaci delle Amministrazioni interessate dalla Variante V06 che consenta agli amministratori locali di approfondire la conoscenza della progettazione e di ogni altra documentazione utile relative alla proposta della Società Strada dei Parchi nonché di svolgere un ruolo attivo e determinante fino all’esito del procedimento di rilascio dei pareri della Regione Abruzzo e del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Di impegnare il Sindaco a richiedere apposita audizione presso il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti  e presso le competenti Commissioni Parlamentari.

Di dichiarare il presente atto immediatamente eseguibile ai sensi e per gli effetti di legge, con separata votazione e con voti …….favorevoli

 

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