Sulmona è senza sindaco, dimissioni contestuali di 9 consiglieri

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Lucci firma Sbic

Sulmona (Aq). “Ho fatto tutto quanto era nelle mie possibilità, innanzitutto dal punto di vista istituzionale e poi da quello personale” queste le prime parole di Giuseppe Ranalli, non più sindaco di Sulmona da qualche minuto, per le dimissioni  contestuali di 9 consiglieri comunali tra cui i 4 fedeli all’assessore regionale Andrea Gerosolimo (Franco Di Piero, Andrea Pantaleo, Luciano Santilli e Alberto Del Monaco) e poi Mimmo Di Benedetto, Alessandro Lucci, Luigi La Civita, Alessio Di Masci e Fabio Ranalli. Questi ultimi del Partito democratico che hanno deciso di non seguire le direttive del segretario regionale, Marco Rapino, che chiedeva di evitare la caduta.

Aggiornamento

foto Maria Trozzi
Giuseppe Ranalli Foto Trozzi
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Di Benedetto firma

Appena quelli della lista civica Sulmona bene in comune si sono convinti, il consigliere di riferimento ha deciso di firmare. Proprio in quel frangente i consiglieri comunali si sono riuniti per sottoscrive le dimissioni contestuali e far cadere il sindaco di Sulmona, prima della mezzanotte. Si andrà ad elezioni alle prossime amministrative e si eviterà un lungo periodo di commissariamento che, oltre il 24 febbraio avrebbe portato ad una situazione invivibile. Scrive Ranalli in una nota: “Ho la coscienza a posto. Nonostante la nostra forza, composta da consiglieri comunali, militasse tra i banchi della minoranza abbiamo fatto di tutto per evitare il V° commissariamento della città. Coloro che sono stati ingiustamente definiti gerosolimiani hanno mostrato grande responsabilità nei confronti della Città, un alto senso delle istituzioni ma, sopratutto, una loro capacità decisionale. Dal giorno in cui ho affisso il primo manifesto per le elezioni regionali sono stato oggetto, da parte di autorevoli esponenti del centro sinistra cittadino di un crescendo di offese, insulti ed azioni tese unicamente a fare del male a me stesso ed a tutti coloro che erano al mio fianco.

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Pantaleo Firma

Nonostante questo ci è sembrato doveroso tentare la soluzione del governo tecnico. I vecchi famelici della politica Sulmonese non lo hanno permesso. È giusto che siano i cittadini a scegliere il futuro della nostra meravigliosa Città”. Dopo il tentativo di un rimpasto di giunta si è passati alla crisi vera e propria, in tutto 11 giorni di tira e molla seguiti ad agonia e proposte ancestrali di giunte tecniche e tematiche e poi ancora politiche con tentativi goffi e assurdi come la proposta di Sel e Psi per far passare in maggioranza Lucci. Insomma la storia si ripete in questa città, infinita e sempre la stessa, dove si fa solo finta di cambiare.

Lettera del sindaco

Per concludere Debemur morti nos nostraque che anche per Sulmona significa siamo votati alla morte noi e tutte le nostre cose (Orazio, Ars poetica, 63).

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Elezioni 2013

Il sindaco Peppino Ranalli si è insediato in Comune a maggio 2013. Il suo mandato nasce sotto cattiva stella per la prematura morte di Fulvio Di Benedetto tra i candidati sindaci di quella tornata elettorale. Al ballottaggio Ranalli deve vedersela con Luigi La Civita, candidato sindaco per Forza Italia. Il confronto lo vede vincente e da qui cominciano i problemi. Sulmona continua ad essere ostaggio di una politica stantia che attende sempre un attimo per non esser mai pronta e col passare dei mesi il cambiamento che il primo cittadino teneva come slogan ingiallisce. Degli altri candidati primi cittadini si fanno spazio in aula consiliare La Civita e Lucci, manca il posto in consiglio al Movimento 5 stelle che alla prossima, crediamo, potrà entrare a palazzo San Francesco. Nonostante le quote rosa, le donne in giunta sono un problema, non ci sono i numeri imposti dalla legge e Sel si sacrifica. Sono mal di pancia, non i primi. Ancora rimpasto di giunta e il primo cittadino è costretto a chiedere sostegno ai grandi vecchi mentre si consumano i colpi finali dei ricorsi al Tribunale amministrativo regionale che sentenzia per Ranalli la legittimità del suo mandato e la validità delle elezioni. Può sedere sullo scranno sulmonese nonostante la perdita di un candidato in piena campagna elettorale, ma ne erano davvero parecchi di promessi primi cittadini, una gamma talmente vasta che la città aveva ampio margine per decidere, ma troppa confusione per farlo.  Altri rimpastini interessano la carica di vice sindaco con personaggi vecchi e non proprio nuovi che aspettano al varco, dopo le regionali. Così lo scacchiere cambia e l’ago della bilancia pende spaventosamente dalla parte peggiore per il primo cittadino. I gerosolimiani incombono, Di Masci senior idem con echi di altri politici che si tengono lontani, ma son sempre vicini alle beghe di palazzo. Tra scuole, servizi uffici, buoni mensa, sicurezza, operai non pagati e ospedale, assunti raccomandati e ponti in sospeso Sulmona continua a perdere pezzi. Il malumore quotidiano paralizza gli sguardi e negli incontri che contano sta l’ombra di una città, muta e con la lettera minuscola, a farsi togliere persino l’anima. Annuiscono e insistono che il problema sia politico.

mariatrozzi77@gmail.com

Lettera del sindaco

Cari concittadini

Il programma di mandato che ho presentato in Consiglio Comunale al momento del mio insediamento, si basava sull’analisi socio- economica che ha caratterizzato gli ultimi venti anni della storia della nostra amata Città. Lo spopolamento del territorio,  il calo della residenzialità, l’impoverimento del settore produttivo e la conseguente perdita di occupazione e dei servizi sono il risultato di scelte politico amministrative fatte all’epoca sulla vocazione del nostro territorio che congiuntamente alla crisi generale dell’economia dell’ultimo decennio hanno fortemente condizionato la situazione attuale.

Le azioni messe in campo, con gli strumenti e le attività proprie dell’Ente,  sono state  volte a ridare impulso ai diversi settori quali i lavori pubblici, (acquisizione dei Fondi Fas, programmazione dei lavori di messa in sicurezza delle scuole, riordino dell’ufficio sisma con conseguente reperimento di notevoli risorse, restituzione alla collettività delle strutture del teatro, del piccolo teatro, del parco fluviale , attivazione del federalismo demaniale con l’assegnazione delle caserme cittadine ) , l’urbanistica con le norme tecniche di attuazione , il sociale con il mantenimento di tutti i servizi previsti nel piano di zona , l’ambiente con l’ esternalizzazione al Cogesa del servizio di igiene urbana , lo sport e la cultura  con l’organizzazione di eventi e manifestazioni , solo per citarne solo alcune.

Soprattutto si è lavorato per ricostruire i rapporti con il governo regionale e interrompere l’isolamento della Città dalla Regione stessa  e dagli altri comuni della Valle Peligna , Alto Sangro,  interagendo con gli stessi per la salvaguardia dei servizi , impostando azioni di sviluppo comuni e ribadendo il ruolo di  Sulmona come Citta Capofila.

Purtroppo in questi anni di duro lavoro si sono susseguite diverse crisi politiche che hanno indebolito l’azione amministrativa ed hanno rallentato il lavoro ed il raggiungimento di importanti obiettivi .

In questi ultimi mesi, per far fronte ai numerosi problemi strutturali della Città di Sulmona parte dei quali evidenziati in una importante Delibera adottata nell’ aprile 2015 dalla Giunta Regionale d’Abruzzo presso l’Abbazia Celestiniana, e per cogliere opportunità e risorse finanziarie in essa impegnate e programmate  ,  ho espresso pubblicamente la volontà e la necessità che la Città dovesse essere  governata da un consenso consiliare piu’ stabile ed ampio .

Consenso e stabilità che permettessero l’elaborazione di proposte concrete sul futuro dell’Ospedale, del Tribunale , sulla questione Snam , sulle problematiche connesse all’ampliamento dell’Istituto penitenziario, ma soprattutto proposte ed iniziative volte alla risoluzione dei gravi problemi sociali legati alla disoccupazione giovanile ed al tema del lavoro .

Su queste problematiche sono sempre stato impegnato in prima persona a difesa della Città e del territorio,  anche in momenti difficili di protesta popolare  , rappresentando con chiarezza le esigenze di Sulmona, rivendicando in ogni sede i bisogni dei cittadini ed attivando su ogni problema le rappresentanze istituzionali regionali e parlamentari che ci rappresentano.

La partecipazione attiva dei rappresentanti della Città e del territorio ai vari livelli  Istituzionali possono e devono essere determinanti nelle scelte di politica regionale ( masterplann per  l’Abruzzo, potenziamento delle infrastrutture viarie e ferroviarie,  riorganizzazione sanitaria , acquisizione di fondi per lo sviluppo , nuova programmazione comunitaria ) che da troppi anni ha dimenticato  le aree interne ed in particolare la Valle Peligna ,  privandole sempre piu’ di risorse finanziarie e servizi ed accentuando il divario con le aree piu’ sviluppate.

Ho chiesto , in qualità di Sindaco , in questo momento cruciale per il futuro della nostro territorio,  che tutte le forze politiche ed in particolare quelle che fanno riferimento al centro sinistra, dovessero responsabilmente mettere a disposizione i propri ruoli di riferimento istituzionali e di governo per far ripartire  Sulmona e dare quindi risposte concrete alla collettività.

Alle forze politiche presenti in Consiglio Comunale ho piu’ volte lanciato appelli all’unità,  all’ abbassamento dei toni,  alla condivisione di scelte strategiche , senza rispondere alle provocazioni che tante volte hanno visto la mia persona oggetto attacchi gratuiti non direttamente connessi all’attività istituzionale rivestita .

La crisi politica sorta in seno alla maggioranza nasce da una visione diversa di fare politica , di essere amministratore, di affrontare problemi di carattere generale e non particolare, di impegnarsi quotidianamente nel lavoro istituzionale sia esso consiliare o assessorile, di rispettare regole e ruoli con la massima trasparenza amministrativa e di comportamento.

Personalmente ho affrontato la Sindacatura dedicandomi a tempo pieno all’incarico affidatomi dai cittadini con impegno , sacrificio ,  senza risparmio di tempo professionale e familiare con  senso di responsabilità, di distinzione dei ruoli previsti dalla legge nei rapporti con il personale comunale , avendo ben chiari sempre i problemi della Città e le azioni messe in campo per la loro risoluzione.

Durante questi giorni, mentre si lavorava a importanti provvedimenti di carattere amministrativo legati alla riorganizzazione  del personale ed alla programmazione delle attività dell’anno 2016, e nel momento in cui ho provato fattivamente, in qualità di Sindaco,  l’inizio di un percorso di aggregazione senza esclusione di alcuno, ho appreso che molti consiglieri comunali sia del mio partito che di minoranza erano pronti contestualmente a rimettere le proprie dimissioni per interrompere anticipatamente la consiliatura e ritornare alle elezioni.

Ben consapevole della gravità di tale iniziativa sia dal punto di vista politico che istituzionale , ho provato responsabilmente , in questi giorni , a trovare la forza per ristabilire un dialogo di condivisione,  tra le componenti politiche di maggioranza ed altre di minoranza.

Ho provato ad avviare  cosi come richiestomi dal mio partito il PD,  l’inizio di una fase nuova, che individuasse una maggioranza piu’ ampia e stabile per proseguire il lavoro fatto fino ad oggi e  programmare quello fino alla scadenza naturale del mandato anche in vista di appuntamenti importanti per la Città quale l‘organizzazione della ricorrenza del bimillenario di Ovidio 2017 per il quale è stato ottenuto uno dei massimi riconoscimenti a livello nazionale.

Ho provato in questi ultimi giorni a lavorare incessantemente per la costituzione di una giunta che potesse essere inclusiva di tutti , sia essa tecnica che politica senza escludere nessuno e con il fine ultimo del bene della Città.

 Con amarezza , devo prendere ancora una volta atto che nulla è cambiato rispetto a prima , che logiche di parte hanno prevalso rispetto agli interessi e ai bisogni della Città e dei cittadini .

Troppe divisioni , esclusioni e condizionamenti  hanno profondamente ferito e tradito quello spirito di rinnovamento che aveva caratterizzato la difficile campagna elettorale del 2013 e la conseguente elezione in Consiglio  di tanti giovani che potevano dare,  da protagonisti,  un contributo a questa amministrazione ed alla Città .

Con l’affetto di sempre                                                                    Peppino Ranalli

Sulmona 12/02/2016

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