No a strumentalizzazioni e inceneritori. Mazzocca: ‘L’incenerimento è temporaneo, il tempo di organizzare la riduzione di rifiuti’

Pescara. Bando alle ciance e agli inceneritori. É costretto di nuovo ad intervenire il sottosegretario alla giunta regionale, Mario Mazzocca, per ribadire, a scanso di equivoci, i dinieghi dell’Abruzzo all’installazione di un inceneritore nel territorio regionale. L’impianto puntato in Abruzzo, che il decreto prevede assieme ad altri 11 nuovi inceneritori nelle regioni italiane con difficoltà di smaltimento, è stato evitato grazie all’accoglimento dell’alternativa proposta da Mazzocca per il tramite di accordi interregionali che permetterà in questa fase di emergenza di sversare, temporaneamente, una frazione di rifiuti abruzzesi, non riciclabili, nell’iceneritore sottoutilizzato di Pizzilli, in Molise. Una soluzione tampone che scongiura gli effetti nefasti di una procedura di infrazione, attivata dall’Europa, e dà tempo di organizzare l’economia circolare che, programmata dall’amministrazione D’Alfonso, in breve ridurrà al massimo la produzione di rifiuti.  

Mazzocca, Paolini
Mario Mazzocca

“I nuovi indirizzi politico-programmatici dettati dal nuovo esecutivo regionale per il comparto ambientale interessato non contemplano la realizzazione di un impianto di incenerimento con recupero energetico a chiusura del ciclo di gestione dei rifiuti urbani. Pertanto la scelta della Regione Abruzzo è chiara e netta. No agli inceneritori” Così in una nota il sottosegretario con delega all’Ambiente, Mario Mazzocca, interviene sulle polemiche sollevate a proposito dello smaltimento dei rifiuti, chiarendo che “la Regione è interessata dalla Procedura di infrazione 2015/2165 per il mancato adeguamento del Piano regionale di gestione dei rifiuti (Prgr) nei termini di 6 anni previsti dalla normativa comunitaria (art. 30 Direttiva 2008/98/UE9). Ci siamo trovati a fare i conti con l’ennesima eredità di segno negativo della Giunta Chiodi. Il piano regionale dei rifiuti della giunta di centro destra prevedeva l’installazione di un inceneritore proprio in Abruzzo. Senza contare che la legge n.36/2013 (sempre targata Chiodi), che ha introdotto l’Agenzia unica regionale (Agir), era più una legge-cornice che una legge-quadro, alla quale si accompagnava un cronico disimpegno dal sostegno all’impiantistica pubblica e alle pratiche virtuose degli enti locali. Per questa situazione ci siamo trovati di fronte alla necessità di gestire una fase di emergenza che ci impone di collocare, in fase transitoria, una quota di rifiuti non altrimenti riciclabili, per i quali è necessario prospettare al ministero dell’ambiente soluzioni alternative alla proposta di realizzare un impianto di incenerimento in Abruzzo, pena l’imposizione di scelte dall’alto. Dunque da parte nostra non vi è stato alcun voltafaccia: la nostra posizione, inizialmente di deciso dissenso, proprio in virtù delle aperture effettuate dal ministro dell’ambiente Galletti relative ad elementi di sostanza (riconoscimento della valenza delle pianificazioni regionali e possibilità di stipulare accordi interregionali), è stata generata nell’esclusivo interesse della comunità, oltre che a suo beneficio, nonché improntata a criteri di sano realismo. Con il Molise abbiamo ragionato su di una proposta condivisa inerente la possibilità di utilizzare l’attuale capacità (non potenziata: qualcuno dovrebbe cambiare il proprio alchimista!) dell’impianto già da tempo attivo e funzionante, in Molise per l’accoglimento delle idonee e necessarie frazioni di rifiuto di entrambe le regioni. Siamo consci, dobbiamo tornare a sottolinearlo, che si tratta di una soluzione tampone, estremamente limitata nel tempo e che non potrà prescindere dalla messa in atto delle attività da noi programmate, volte alla creazione di un sistema di reale economia circolare e finalizzate a contenere al massimo la produzione di rifiuti. Quanto alle polemiche ordite dai soliti agitatori sociali va sottolineato che la nostra decisione non avvalora alcuna transumanza dei rifiuti né la politica reinserita in Italia dallo Sblocca Italia. Sono ancora pendenti 2 ricorsi alla Corte costituzionale avverso lo Sblocca Italia (artt. 37 e 38) avanzati dalla Regione su proposta del sottoscritto. Ricordo inoltre che il nuovo Piano regionale per la gestione dei rifiuti non solo non è fermo dal 2007, ma è prontamente aggiornato fin dal novembre 2014 e soprattutto guarda proprio al recupero della materia prima e non all’incenerimento. Il nostro piano dei rifiuti, ribadisco, a differenza di quanto sostenuto dai nostri predecessori, elimina la previsione di un inceneritore. Sulla mia anima di storico sostenitore dello sviluppo sostenibile a parlare sono i fatti. Sull’anima ambientalista di taluni storici figuri ci sarebbe molto da dire, mentre su quella della consigliera Marcozzi nulla so. E’ dunque giusto sostenere, nel nostro caso, che l’incenerimento possa essere una soluzione, seppur temporanea, connotata di un alto livello di realismo oltre che attualmente quanto meno opportuna per la nostra Regione – conclude Mazzocca – Ecco perché abbiamo manifestato il nostro apprezzamento, in sede di Conferenza Stato-Regioni, per la possibilità di adottare una soluzione temporanea che ci consentirà di rimediare al tempo perso e procedere speditamente verso la creazione di un’economia circolare anche in Abruzzo, puntando decisamente su differenziazione spinta, compostaggio, riciclo; in definitiva, mettendo in atto tutte quelle attività finalizzate a contenere al massimo la non riciclabili “.

Ask yourself if it is really necessary..

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.