La destra sulla crisi a Sulmona: ‘Andiamo a votare e vinca il migliore’

Sulmona. (Aq). Decretato ormai il fallimento, anche per mettere in piedi una giunta tecnica di altro profilo così come fantasticato da qualcuno, “Il sindaco torni in consiglio, verifichi la sua maggioranza e se non ha più i numeri chieda ai consiglieri comunali di evitare alla città un commissariamento lunghissimo dimettendosi subito” non poteva essere più chiaro di così Alberto Di Giandomenico, Sovranità Sulmona. Discorso che si lega perfettamente all’altro: “Lasciamo perdere le vendette, azzeriamo gli interessi di parte, andiamo a votare e vinca il migliore” è l’invito del consigliere comunale di opposizione Luigi La Civita mentre tratta dei fallimenti dell’amministrazione Ranalli nella saletta retrostante l’aula consiliare.

Foto Trozzi
Foto Trozzi

Nel Capoluogo Peligno la crisi è profondamente radicata, è questione arcaica, una gramigna che non si estirpa in un attimo e in una manciata di anni. In queste condizioni poi si fa più male che bene alla comunità anteponendo gli interessi di partito a quelli di Sulmona. Così i portavoce dei partiti e dei movimenti di destra locali insistono questo pomeriggio in conferenza stampa e lanciano l’ennesimo segnale a Giuseppe Ranalli, non si sa ancora per quanto sindaco di Sulmona. I 5 affrontano il problema principale della città ostaggio, dicono, di Luciano D’Alfonso, presidente della Regione e Marco Rapino, segretario del Partito democratico d’Abruzzo, che anteporrebbero gli interessi di un  partito regionale alla comunità. “Siamo due volte ostaggi” ammettono i leader locali di centro destra anche per le mancanze delle scelte amministrative regionali che stoppano una reazione naturale a un’amministrazione che è fallita. “Ci porteranno  al commissariamento – prevede Luigi La Civita e fa appello alla maggioranza del consiglio comunale – vogliamo metterci la faccia?”.
Alberto Di Giandomenico, del movimento Salviniano: “Vedo un sindaco che è in difficoltà da quando si è insediato, è ostaggio di chi lo ha portato avanti, secondo me Di Masci.. e poi Gerosolimo… A 2 ingegneri e un architetto il sindaco Ranalli ha chiesto di far parte della giunta tecnica e loro hanno risposto: ma quanto dura?”. “L’ospedale, il punto nascita, le manifestazioni per Ovidio 2017 e la Mascherina d’argento, insomma tutto e sospeso nel vuoto e …almeno che salvasse la faccia e la sua figura da professionista – dicono i cinque – Il sindaco torni in consiglio e verifichi se non ha più i numeri e chieda ai consiglieri di evitare un commissariamento lungo e quindi di dimettersi subito”. Calcolando che per un’iniziativa del sindaco siamo già fuori tempo massimo, dimettendosi avrebbe 20 giorni a disposizione per decidere e sforerebbe il 24 febbraio, data ultima per rientrare alle amministrative di maggio, queste le stime.  Anche per Mauro Tirabassi (Fratelli d’Italia -An), già consigliere comunale,  questa amministrazione  non è nata sotto una buona stella e per la giunta tecnica è difficile, dice, trovare persone disposte  ad entrare  in questo tritacarne: “Vedo ancora impossibile una giunta tecnica di persone estranee a questa comunità e non credo possano dedicarsi anima e corpo alla causa di questa città. Penso che con molta  responsabilità Peppino deve prendere atto e rassegnare le dimissioni”. Anche Carlo Speranza, professionista sulmonese, mette in risalto la causa della crisi: “E’ un litigio tra 2 persone? Se stanno ragionando di cose ce lo facciano sapere. Stiamo seguendo degli ordini pescaresi di un certo Rapino. Il nostro sindaco ci faccia sapere qual è  il motivo di questa situazione”. Gaetano Pagone, già consigliere comunale, ricorda la figura del sindaco: “Da ragazzo è sempre stato un non perdente ..anche nelle partite a pallone. E chiaramente anche oggi non vuole uscire perdente. Una cosa importante l’ha persa, la sua dignità.. “. Vogliono scuotere la città i 5 ” perché si sta cercando di rendere normale ciò che non è, insomma la crisi si gioca con le debolezze del primo cittadino”. “È umiliante fare opposizione a questa amministrazione così ridotta – conclude La Civita -D’Alfonso sta teleguidando la città .. la rianimazione della città non ci porta a nulla di buono.. il sindaco sta umiliando la città. Le riunioni si fanno qui, in consiglio comunale. Che Ranalli venga a riferire e che ci metta la faccia, dica che ha fallito ed eviti il commissariamento”. Il consiglio comunale dovrebbe essere convocato entro questa settimana e potrebbe svolgersi entro fine mese. Proprio nell’assise civica di chiede al sindaco Ranalli di chiarire e dimettersi con gli altri per evitare alla città un lungo periodo di commissariamento che si produrrebbe nel caso in cui, ricucito qualche strappo, rimarrebbero i nervi scoperti su tutto il resto. Scaduto il tempo massimo per andare alle elezioni di maggio, il 24 febbraio, bisognerebbe attendere il prossimo anno per votare e allora le compagini di estremo e perenne distrurbo avrebbe tutto il tempo di ricompattare e riorganizzarsi.

mariatrozzi77@gmail.com

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