Acqua di falda l’Italia è nei guai e l’Abruzzo è proprio scarso

Per il Forum H20 perdiamo acqua da tutte le parti, parliamo del patrimonio idrico nazionale e regionale e il movimento ambientalista abruzzese lancia l’allarme: l’acqua di falda, quella sotterranea, è a rischio e  in Abruzzo la qualità dell’acqua è per la gran parte scarsa.

acque sotterranee italia“Falde e acquiferi sono contaminati da sostanze che percolano attraverso i terreni provenendo da scarichi industriali, rifiuti accumulati sul suolo o interrati, contaminazione del terreno, fitofarmaci e fertilizzanti usati in agricoltura, scambi con fiumi inquinati” è scritto nel dossier del blog Stop devastazioni. Dal 2003/2004 le Agenzie regionali dell’ambiente sono partite con il monitoraggio delle acque italiane come dispone la direttiva comunitaria 60/2000/Acque. Eppure Basilicata, Puglia e Calabria non inviano neanche i dati all’Ispra, nonostante gli importanti insediamenti industriali di Brindisi (sotto la discarica illegale di Micorosa nell’area industrialea falda è inquinata a livelli pazzeschi, con il Cloruro di Vinile, un cancerogeno certo, 7,7 milioni di volte i limiti di legge; l’1,1, dicloroetilene 198 milioni di volte i limiti), Taranto, Manfredonia con vaste aree interessate da attività estrattive petrolifere specie in Basilicata e situazioni di illegalità per lo smaltimento di rifiuti in Calabria. Per quel che rimane, circa un terzo delle acque italiane è nella classe di qualità scarsa, Abruzzo compreso con la Lombardia che ha oltre il 50% delle acque contaminate oltre i limiti di legge. Ad aumentare le concentrazioni di Nitrati è anche l’uso di pesticidi in agricoltura che raggiungono le falde acquifere e così di fertilizzanti attraverso gli scarichi degli allevamenti. In pianura Padana preoccupa non poco la contaminazione dei nitrati.

Il problema delle acque sotterranee contaminate è gravissimo considerando che l’acqua italiana per il rifornimento idropotabile viene attinta da pozzi e sorgenti che subiscono una negativa influenza dalle attività umane che si svolgono in superficie nelle aree di ricarica delle falde. Questo località dovrebbero essere ferocemente protette (l’art. 94 del Decreto legislativo 152/2006 impone assoluto rispetto di queste zone) invece in troppe Regioni i provvedimenti di tutela sono stati adottati in forte ritardo o ancora non sono stati intrapresi come in Abruzzo. (Fonte. Ispra: Rapporto nazionale pesticidi nelle acque dati dal 2011 al 2012, edizione 2014).

I composti Perfluoroalchilici (Pfas), additivi per  prodotti come plastiche e abiti, molto pericolosi per la salute umana perché sono interferenti endocrini. In Veneto e in particolare del bacino del Brenta circa 350 mila persone sono risultate esposte a questo gruppo di sostanze. Addirittura molti pozzi di approvvigionamento di acqua potabile sono risultati contaminati, a volte pesantemente. Senza contare che, in base ai dati forniti dalla National academy of sciences, in Italia sono oltre 7 mila i pozzi scavati per cercare idrocarburi e gran parte sono abbandonati. Il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua ha scritto una lettera a tutte le amministrazioni pubbliche nazionali e regionali chiedendo a quali monitoraggi sono sottoposti questi pozzi. Risposte? Trascorso un anno il silenzio regna sovrano.

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