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Elettrodotto. Terna gioca d’anticipo sulle verifiche, il Mina ‘forse’ accerterà eventuali danni

Elettrodotto Villanova Gissi Report-age.com 2016Chieti e provinciaSono 11 le prescrizioni, a tutela dell’ambiente e delle popolazioni raccolte sotto i pali e i cavi dell’elettrodotto Villanova-Gissi, che Terna rete Italia ha osservato in ritardo. La determina ministeriale svela ciò che in molti da tempo denunciavano: la società non avrebbe nemmeno atteso la conclusione della verifica di ottemperanza per poter partire con i lavori. In breve, Terna poteva aprire i cantieri solo se la verifica sull’osservanza delle prescrizioni (del decreto 510/2011) fosse risultata positiva. E invece, il colosso dell’elettricità è partito a razzo e in un comunicato avvisa della messa in esercizio della nuova linea, dallo scorso 31 gennaio. Ora che succede, si smonta tutto? No, il colosso ha semplicemente anticipato il lavoro rispetto alle verifiche sulle prescrizioni, a confermarlo con un singolare mea culpa è il ministero dell’ambiente. Cittadini e comitati continuano a denunciare presunte irregolarità, la società in una nota ribadisce di aver rispettato le prescrizioni e al Mina sottolineano che Terna ha ottemperato tardivamente. Al dicastero ancora riflettono se davvero sia il caso di accertare eventuali danni ambientali causati dall’esecuzione anticipata dell’opera. Non è mai troppo tardi!

Oggi è proprio il Mina (determinazione Dva-Dec 2015-000488 del 24/12/2015- All. 1) a riconoscere l’osservanza tardiva, da parte del colosso dell’energia elettrica, delle prescrizioni indicate nel decreto Via numero 510 del 2011 considerato che la società elettrica ha indicato come data d’inizio dei lavori, per la realizzazione dell’elettrodotto, il 5 maggio 2014. Le prescrizioni disposte nel decreto di compatibilità ambientale (Dva – Dec 2011- 510 del 13.09.2011) andavano osservate (A.1 e A.9) in fase di progettazione esecutiva, altre 2 prima dell’avvio dei lavori (A.19 e A.20) e 7 da rispettare (A.24, A.26, A.27, A.28, A.29, A.31, e A.33 ) in fase di cantiere.
La posizione di Terna rete Italia. In una nota oggi Terna precisa che: “la lettera del ministero dell’ambiente testimonia che Terna ha ottemperato alle prescrizioni imposte dal ministero stesso, a differenza di quanto sostenuto da alcuni contestatori nei mesi passati. Terna precisa, inoltre, di aver sempre inviato durante i lavori di realizzazione dell’elettrodotto la documentazione progettuale e/o esecutiva e tutto quanto prescritto nel Decreto Via”. (invio documentazione, opere provvisionali, predisposizione opere, osservazione di misure preventive, etc…).

Le prescrizioni. In breve, in fase di progettazione esecutiva, Terna rete Italia è stata chiamata ad osservare le prescrizioni segnate dalla Commissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale Via/Vas che per le aree protette e siti Natura 2000 dispone che la società predisponga un piano di dettaglio di cantierizzazione per evidenziare la completa non interferenza delle aree e delle piste di cantiere con gli habitat prioritari dell’allegato 1 della direttiva 92/43/Cee. La Commissione richiede un cronoprogramma di lavoro per non disturbare le specie protette in queste aree di forte valenza naturalistica. Nel caso di varianti al progetto, questa vanno sottoposte a valutazione del Mina. La Commissione chiede a Terna la redazione di un Piano di monitoraggio ambientale definito sulla base del progetto monitoraggio del ministero dell’ambiente, condiviso e coordinato con l’agenzia per la tutela ambientale, mitigando gli impatti nei modi definiti dall’agenzia. Occorreva redigere un Piano per la gestione dell’impatto ambientale derivanti da incidenti e malfunzionamenti dell’opera. Un progetto da definire poi di concerto con la Regione e da comunicare al Mina, si sarebbe dovuto redigere per minimizzarne il taglio della vegetazione e specie arboree e il ripristino ambientale e di espianto e reimpianto di specie arboree adulte autoctone con fusto superiore ai 30 cm. L’impegno a non ingombrare con il materiale di risulta dell’opera: strade, piste, mulattieri, sentieri, alvei e corsi d’acqua. Terna avrebbe dovuto redigere uno studio dell’impatto acustico individuando eventuali misure di mitigazione del rumore nei cantieri.

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Per l’attivista Antonio Di Pasquale, la determina del Mina sottoscritta dal dirigente generale Renato Grimaldi è il primo atto che comincia a rendere giustizia per quanto accade in Abruzzo dove la realizzazione dell’opera è stata portata avanti nonostante le continue segnalazioni e denunce dei cittadini, dei comitati ambientalisti e persino della amministrazioni locali. Un atto che per il Comitato No elettrodotto 380 kv avrà ripercussioni sui lunghi ed estenuanti procedimenti giudiziari attivati nei Tribunali di Pescara, Chieti, Lanciano e Vasto.

Ad Kalendas Graecas. Nonostante questo la direzione generale del ministero non sembra del tutto convinta e per questo ancora si si riserva di valutare la necessità di avviare un accertamento di eventuali danni ambientali causati dall’esecuzione anticipata dell’opera, con l’ausilio degli enti territoriali. Insomma la burocrazia elevata all’ennesima potenza.

Decreto di compatibilità ambientale 510 del 2011

 

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