Domani sit-in No Snam al Comune di Sulmona #NoTubo #SìFuturo

Sulmona (Aq). Gli attivisti tengono alta la bandiera ambientalista e nella città di Ovidio organizzano domani un sit-in: “Alle ore 15.30 manifesteremo sotto il Municipio di Sulmona e chiediamo che il sindaco incontri una delegazione dei manifestanti”, iniziativa annunciata già ieri al primo cittadino Giuseppe Ranalli mentre era impegnato all’abbazia Celestina, notizia anticipata dal blog Report-age.com.

Foto di copertina Maria Trozzi

Foto Maria Trozzi Report-age.com
Foto Maria Trozzi Report-age.com

Avanti tutta con la campagna di sensibilizzazione dei No Snam e 2 hashtag in campo contro il progetto della centrale di spinta del metano e del metanodotto Rete adriatica: #NoTubo #SìFuturo. La pagina Facebook che annuncia l’evento di domani è questa. Poche, ma buone le parole per presentare questa ennesima iniziativa di sensibilizzazione alla vertenza Snam:”Pensiamo sia necessario mobilitare i cittadini, le categorie sociali, le istituzioni e la classe politica per evitare che un atto così nefasto, come l’autorizzazione della centrale, venga adottato dal governo”. Un altro Comune, vicinissimo a Sulmona sarebbe disposto ad accogliere l’impianto di 12 ha (ettari), circa 16 campi e mezzo di calcio, per l’attività di compressione e spinta del metano da sparare in Europa, ha annunciato ieri il Presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso, ma questo non risolverebbe in alcun modo il problema principale della centrale che comunque opererebbe in area a massimo rischio sismico nella valle, idem per i mega tubi del gas naturale. Se il progetto verrà autorizzato, centrale e metanodotto cambieranno radicalmente volto alla conca Peligna e alla non più ridente Città di Sulmona. Le associazioni ambientaliste, in prima linea Orsa pro natura Peligna, chiedono che si rispetti il Principio di precauzione per la valle perché sta per concludersi la procedura di autorizzazione del metanodotto Sulmona-Foligno e della centrale Snam di compressione e spinta del gas naturale per spingere il metano a Nord, in Europa,m attraverso 4 condotte parallele di collegamento in più quella del metanodotto da 1 metro e 20 cm di diametro ciascuna. Tutto da interrare e piantare in Zona sismica di Prima categoria classificata in questi termini non da persone qualunque, ma dagli studiosi dell’Ingv (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia). Insomma, quella del Morrone è tra le faglie più pericolose d’Italia, a causa della massima magnitudine attesa in caso di attivazione e vi spieghiamo perché in questo approfondimento.

Retroscena del Rete adriatica e centrale Snam

D’Alfonso sulla centrale Snam di compressione e spinta del metano

 

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