Ombrina morta e sepolta. Senza il Parco e con il permesso di ricerca, il rischio di una piattaforma petrolifera rimane

Sulmona (Aq). Il Presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, alla badia Sulmonese per annunciare l’avvio dei lavori per la ristrutturazione del complesso monumentale dei Celestini, ha confermato in conferenza stampa di aver ricevuto, questa mattina, una telefonato dal ministero delle sviluppo economico che ha  sottoscritto il diniego all’istanza di concessione di coltivazione presentata da Rockhopper (ex Medoil gas).

Ombrina tomba Report-age.com 2016In breve, a gennaio con la semplice sospensione del progetto della piattaforma petrolifera Ombrina mare 2, onde evitare la pubblicazione dell’autorizzazione, si rischiava di far tornare in vita il progetto e con questa firma Ombrina da oggi è morta e sepolta. Dal Coordinamento a tutela della Costa teatina però un’altra osservazione non si fa attendere ed è Fabrizia Arduini, referente energia del Wwf, a farsi avanti:  “Fino a quando non ci sarà almeno il Parco nazionale della Costa teatina e l’eliminazione del permesso di ricerca, che è un titolo minerario su cui poggiava l’istanza a coltivare Ombrina Mare 2, niente è morto!” Comunque è una boccata di ossigeno per il mare Adriatico e forse un sospiro di sollievo per le popolazioni della costa abruzzese. “Questo atto chiude definitivamente la partita dopo 8 anni di lotte” scrive Augusto De Sanctis del Coordinamento No Ombrina che aveva chiarito da subito la portata della Legge di stabilità e che il Mise non avrebbe avuto altra strada già dal 23 dicembre 2015. Il provvedimento del Mise sarà pubblicato presto sul Bollettino dell’Ufficio nazionale minerario per gli idrocarburi e le georisorse  (Unmig). La compagnia petrolifera potrebbe fare ricorso al tribunale amministrativo regionale, ma gli abruzzesi intanto hanno vinto la battaglia. Hanno una marcia in più quelli del mondo ambientalista: “Salviamo le Tremiti, blocchiamo il gasdotto e la centrale di compressione del gas naturale Snam a Sulmona (Aq), il metanodotto Larino- Chieti e gli elettrodotti, uno nella provincia Teatina, l’ampliamento dei pozzi Rospo mare e s’istituisca, senza se e senza il Parco Nazionale della Costa Teatina”.

 

Nota di Pierpaolo Pietrucci
Presidente Commissione territorio, ambiente e infrastrutture consiglio regionale Abruzzo

Ombrina dimostra che vincere si può

La definitiva bocciatura di Ombrina Mare è una grandissima vittoria del popolo abruzzese, dei 60.000 di Lanciano, dei 40.000 di Pescara di due anni prima e di una lunghissima, tenace, lotta dal basso portata avanti in questi anni. La forza e la determinazione di chi non si è voluto arrendere, neanche quando tutto sembrava ormai perduto, ha costretto il governo a fare marcia indietro e bocciare Ombrina Mare. La Confederazione Cobas è stata interna a questa lotta sin dall’inizio, insieme con tantissime altre associazioni, movimenti, organizzazioni e – soprattutto – cittadini e dunque gioisce con e insieme ad essi. L’ orgoglio della resistenza di questa regione (capace anche di fortissimi momenti di contestazione come nell’agosto scorso quando Renzi dovette letteralmente fuggire dalla rabbia del popolo abruzzese, dagli aquilani che ancora attendono una vera ricostruzione fino alle lotte per l’ambiente e il territorio, come quella contro Ombrina, tutto unito e compatto) ora deve trasformarsi in forza di capacità progettuale per il futuro. I prossimi mesi vedranno tante nuove lotte e fronti aperti. La sconfitta di Ombrina infatti non deve distrarci dal lottare contro gli elettrodotti Tivat-Villanova e Villanova-Gissi, il metanodotto Larino-Chieti, la centrale compressione gas e il gasdotto SNAM, l’inceneritore che lo “Sblocca Italia” di Renzi vuol imporci, per la ricostruzione aquilana e la giustizia per le vittime del terremoto, per il Parco Nazionale della Costa Teatina, in difesa delle Tremiti e delle nostre coste su cui esistono ancora progetti di air gun e altre istanze petrolifere. Fronti e lotte che s’intrecciano con quelli che saranno  gli impegni più importanti dei prossimi mesi, e sui quali la Confederazione Cobas sarà al fianco dei cittadini e tenterà di coinvolgere i lavoratori e le altre soggettività organizzate, auspicando la maggior convergenza possibile con altre soggettività organizzate: i referendum contro Buona Scuola, Jobs Act, trivellazioni. Sempre con la stessa forza, determinazione e spinta dal basso. La speranza è di favorire una “alleanza sociale” che possa sovvertire la triste prospettiva renziana  di un uomo solo al comando, al servizio dei grandi potentati economici, così come sembra paventare il prossimo referendum  costituzionale in Italia.

 

Comunicato stampa Cobas

Ombrina dimostra che vincere si può

La definitiva bocciatura di Ombrina Mare è una grandissima vittoria del popolo abruzzese, dei 60.000 di Lanciano, dei 40.000 di Pescara di due anni prima e di una lunghissima, tenace, lotta dal basso portata avanti in questi anni. La forza e la determinazione di chi non si è voluto arrendere, neanche quando tutto sembrava ormai perduto, ha costretto il governo a fare marcia indietro e bocciare Ombrina Mare. La Confederazione Cobas è stata interna a questa lotta sin dall’inizio, insieme con tantissime altre associazioni, movimenti, organizzazioni e – soprattutto – cittadini e dunque gioisce con e insieme ad essi. L’ orgoglio della resistenza di questa regione (capace anche di fortissimi momenti di contestazione come nell’agosto scorso quando Renzi dovette letteralmente fuggire dalla rabbia del popolo abruzzese, dagli aquilani che ancora attendono una vera ricostruzione fino alle lotte per l’ambiente e il territorio, come quella contro Ombrina, tutto unito e compatto) ora deve trasformarsi in forza di capacità progettuale per il futuro. I prossimi mesi vedranno tante nuove lotte e fronti aperti. La sconfitta di Ombrina infatti non deve distrarci dal lottare contro gli elettrodotti Tivat-Villanova e Villanova-Gissi, il metanodotto Larino-Chieti, la centrale compressione gas e il gasdotto SNAM, l’inceneritore che lo “Sblocca Italia” di Renzi vuol imporci, per la ricostruzione aquilana e la giustizia per le vittime del terremoto, per il Parco Nazionale della Costa Teatina, in difesa delle Tremiti e delle nostre coste su cui esistono ancora progetti di air gun e altre istanze petrolifere. Fronti e lotte che s’intrecciano con quelli che saranno  gli impegni più importanti dei prossimi mesi, e sui quali la Confederazione Cobas sarà al fianco dei cittadini e tenterà di coinvolgere i lavoratori e le altre soggettività organizzate, auspicando la maggior convergenza possibile con altre soggettività organizzate: i referendum contro Buona Scuola, Jobs Act, trivellazioni. Sempre con la stessa forza, determinazione e spinta dal basso. La speranza è di favorire una “alleanza sociale” che possa sovvertire la triste prospettiva renziana  di un uomo solo al comando, al servizio dei grandi potentati economici, così come sembra paventare il prossimo referendum  costituzionale in Italia.     

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