Discarica dei veleni di Bussi. In Cassazione a marzo per i 19 assolti

Bussi (Pe). È fissata dinanzi la prima sezione della Corte di cassazione, il 18 marzo, l’udienza sul processo Bussi. Nel ricorso presentato i pubblici ministeri Maria Rita Mantini e Giuseppe Bellelli analizzano la questione della derubricazione del reato di disastro ambientale, immotivata per i pm. La prescrizione, dunque, per un fatto penalmente rilevante, ma valutato non così grave da essere ancora perseguibile mentre i danni di quella ‘negligenza’ resteranno per secoli.

Bussi incendio deposito paglia per cellulosa 1926
Bussi officine 1926 Incendio deposito paglia per cellulosa

Il processo, celebrato in Corte d’assise a Chieti, si era concluso il 19 dicembre 2014 con l’assoluzione per i 19 imputati per il reato di avvelenamento delle falde acquifere e con la dichiarazione di intervenuta prescrizione per il disastro ambientale, accertato dalla sentenza, prevedibile dunque, ma derubricato da doloso, volontario, a colposo, frutto di negligenza o imprudenza in attività che richiedono particolare attenzioneProprio la scelta sulla seconda imputazione, alla base della prescrizione, è stata attaccata dai pubblici ministeri che nel loro ricorso hanno chiesto l’annullamento della sentenza, in sostanza per difetto di motivazione sulla derubricazione. Il Wwf Italia si è costituito parte civile nel procedimento, e così commenta l’avvocato Tommaso Navarra: “Dinanzi alla Suprema corte si porrà il problema di verificare la correttezza o meno dalla derubricazione con conseguente prescrizione del reato principale contestato. Come parte civile abbiamo sostenuto con convinzione le tesi della pubblica accusa e non possiamo in questa sede che confermarlo”. 

I possibili scenari: “Se il ricorso verrà accolto la Cassazione potrà decidere per un rinvio degli atti all’assise di Chieti che, in diversa composizione, dovrà nuovamente esaminare le carte ed emettere una nuova sentenza – chiarisce Luciano Di Tizio, delegato Wwf – se invece la Suprema corte dovesse respingere il ricorso nel merito, ritenendolo non fondato, o giudicandolo in punta di diritto inammissibile, sul processo penale calerà definitivamente il sipario, ma non sulla discarica né sui veleni”. SDel èrocesso celebrato più di un anno fa in primo grado a Chieti sarebbe stato aperto un fascicolo al Consiglio superiore della magistratura e un procedimento del Tribunale di Campobasso dopo le rivelazioni pubblicate da Il Fatto Quotidiano, a maggio 2015, per una presunta mancanza di serenità denunciata al giornale da 2 delle giurate popolari. Intanto la bonifica delle aree del Polo chimico non è partita, la messa in sicurezza e in alto mare, in base a quanto dichiarato da Giovanni Damiani, Direttore tecnico Artta (Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente) la discarica Tremonti continua ad essere in parte in ammollo sul  fiume Pescara e si è in attesa della fine del commissariamento di Adriano Goio, a giugno. Con tutta sicurezza, seguirà un’altra commissaria e ministero e Regione gestiranno finalmente i milioni stanziati per la bonifica del sito, nella speranza di qualcosa di buono. 

mariatrozzi77@gmail.com

Ask yourself if it is really necessary..

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.