Consumi di gas naturale ridotti a metà, ma il metanodotto sarebbe indispensabile

Pescara. I dati sui consumi di gas naturale in Abruzzo e Molise sono quelli ufficiali del ministero dello sviluppo economico. Nell’ultimo decennio la riduzione dei consumi è evidente, dunque non c’è alcuna necessità per il metanodotto Larino Chieti eppure dicono che migliori il servizio. Un servizio che con tutte queste opere in cantiere gli italiani pagheranno caro, in bolletta, nei costi fissi che schizzeranno alle stelle. Opere inutili, ribadiscono gli attivisti che oggi hanno partecipato all’inchiesta pubblica celebrata per la prima volta in Abruzzo a Pescara. In particolare il metanodotto è un progetto del tutto inutile e devastante per le produzioni agricole, per gli ambientalisti abruzzesi bisogna bloccarla.
Inchiesta pubblica Larino Chieti Report-age.com 28.1.2016In Abruzzo i consumi di gas naturale si sono ridotti quasi del 50%, merito delle rinnovabili che hanno portato fuori dal mercato le impattanti turbogas, anche se in alcune aree, come  Gissi (Ch)  si cerca di tenerle, in coma profondo, con l’elettrodotto 380 kv. In Abruzzo nel 2014 si è registrato un meno 48% di consumo di metano, in Molise si è registrato addirittura un clamoroso meno 61% di gas naturale per il riscaldamento. “In queste condizioni ci si chiede come sia anche solo possibile pensare di invadere centinaia di ettari di coltivi con vigne e oliveti di pregio che dovranno essere espiantati e ben otto Siti di Interesse Comunitario per la biodiversità – è la domanda degli ambientalisti che stamane hanno partecipato all’inchiesta pubblica del metanodotto Larino-Chieti – La rete di gas attuale è ampiamente sufficiente a trasportare il metano che serve agli abruzzesi e ai molisani e, anzi, bisogna puntare sulla manutenzione dell’esistente visti gli incidenti che hanno caratterizzato in Italia diversi gasdotti (come accaduto nel 2015 a Mutignano con 11 feriti e diverse case distrutte). In realtà la stessa Gasdotti Italia, che, ricordiamo, è di proprietà di un fondo d’investimenti inglese, ha evitato accuratamente di far emergere nella documentazione depositata per la Via che il gasdotto in realtà segue esattamente le aree concesse a vario titolo ai petrolieri per nuove perforazioni e stoccaggi di gas (si veda la mappa allegata). Si inserisce perfettamente, quindi, nel tentativo di trasformare l’Abruzzo e il Molise in un distretto energetico degli idrocarburi. Anzi, è un’opera indispensabile e propedeutica per i nuovi pozzi e per gli stoccaggi. Nella documentazione divulgata agli investitori, il Piano di Sviluppo decennale, invece, questo è scritto nero su bianco (alleghiamo l’estratto). Davanti a questi dati incontrovertibili i rappresentanti dell’azienda hanno cercato di arrampicarsi sugli specchi ammettendo finalmente che c’era stato un forte calo nel trasporto di gas nella loro rete esistente ma che vi erano state delle “punte” di consumo tali da giustificare un’opera impattante di circa 112 chilometri di lunghezza con servitù per migliaia di terreni e relativi proprietari. A richiesta di chiarimenti è emerso che queste cosiddette “punte” da sodddisfare hanno riguardato nel 2012 (un anno con consumi superiori al 2014 e con la maggiore nevicata che la storia degli ultimi decenni ricordi) “addirittura” 5 giorni su 365 (cioè l’1% dei giorni) arrivando, tra l’altro, a 10,5 milioni di metri cubi di trasporto rispetto ad una capacità di 11 milioni di mc (cioè rimaneva un margine di sicurezza nei rifornimento di un ulteriore mezzo milione di metri cubi). A quel punto abbiamo voluto infierire chiedendo di avere i dati dei picchi avvenuti nel 2013, 2014 e 2015 ma non abbiamo avuto risposta sul momento. Auspichiamo che la ditta lo faccia in breve tempo così avremo ulteriori elementi per evidenziare la totale inutilità dell’opera per i cittadini abruzzesi e molisani”.

Durante l’inchiesta pubblica, per dare la possibilità alla cittadinanza di partecipare alla valutazione di un’opera che investirà il territorio, è emerso l’unanime dissenso di tutti gli intervenuti anche sulla mancanza di una Valutazione ambientale strategica della Rete nazionale dei gasdotti. Non è stato condotto, altresì, l’esame degli impatti cumulativi in considerazione del fatto che il tracciato interessa i comuni attraversati da diversi elettrodotti Terna (compreso il Villanova – Gissi) e aree in cui si vorrebbero realizzare gli stoccaggi (Sinarca in Molise e San Martino sulla Marrucina in Abruzzo. “Opere classificate a rischio d’incidente rilevante e passibili di provocare sismi indotti, come ammesso dallo stesso Ministero dell’Ambiente” tengono a precisare Trivelle zero Molise, Coordinamento no Ombrina, Stazione ornitologica abruzzese, Comitato no stoccaggio gas San Martino sulla Marrucina, Forum abruzzese movimenti per l’acqua e Nuovo senso civico.

Consumo di gas naturale metano

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