Pizzola suona la sveglia ai commercianti del Tavolo di crisi: muovetevi a prendere posizione

Sulmona (Aq). Al Tavolo di crisi della valle Peligna della Confesercenti si fa il punto della situazione anche con i Comitati cittadini dell’ambiente nati per contrastare il progetto metanodotto Rete adriatica e centrale di spinta Snam. Il loro leader, Mario Pizzola, suona la sveglia e invita le organizzazioni commerciali a prendere posizione e iniziative per contrastare la decisione, da novembre preannunciata dai ministeri e dalla Presidenza del consiglio dei ministri, di voler autorizzare l’opera.

Claudio De Vincenti Report-age.com 2015
Claudio De Vincenti

Per venerdì l’intenzione degli attivisti sembra portare a palazzo San Francesco, o giù di lì, per una sorta di  esibizione flash da muovere per chiedere al sindaco, Giuseppe Ranalli, un consiglio comunale straordinario, aperto alla popolazione, per ascoltare i cittadini sulla questione Snam. L’idea è di portare in aula, di fronte al gran giurì ambientalista, il sottosegretario alla presidenza del consiglio dei ministri Claudio De Vincenti. Nella tana dei leoni? Intanto i Comitati vanno avanti con la loro battaglia di sensibilizzazione, hanno persino consegnato ai vari componenti del Tavolo di crisi un documento in cui si sottolinea che l’opera non porterebbe alcun beneficio né economico né occupazionale, ma i danni sarebbero consistenti:  la sottrazione di 12 ettari (Ha) di terreno per la costruzione della centrale all’ingresso del Parco nazionale della Majella. “Tutto ciò comporterebbe una pesante ricaduta negativa sul turismo. Inoltre, le sostanze inquinanti emesse dalla centrale, oltre a danneggiare la salute pubblica, finirebbero nella catena alimentare mettendo a rischio produzioni tipiche come l’aglio rosso, la zootecnia, l’apicoltura e la trasformazione dei nostri prodotti (in particolare caseifici).

Gasdotto e centrale spinta snam manifestazioni Trozzi Report-age.com 2012
Mario Pizzola

 La posa in opera del metanodotto, oltre al taglio delle proprietà agricole e alla manomissione dei sistemi di irrigazione, comporterebbe la perdita netta di decine di ettari a causa delle servitù di passaggio (40 metri, 20 per lato) che non consentirebbero più coltivazioni di pregio quali uliveti, frutteti e vigneti. L’infrastruttura, inoltre, limiterebbe le scelte urbanistiche dei Comuni, impedendo la destinazione dei terreni per opere pubbliche o insediamenti produttivi  e provocherebbe una sicura perdita di valore dei beni immobiliari (terreni e abitazioni) situati in prossimità della centrale e lungo il tracciato del metanodotto. Nel documento i Comitati ricordano che nella battaglia delle popolazioni costiere contro le trivellazioni in Adriatico (progetto Ombrina), un ruolo di primo piano lo hanno avuto  ed hanno, proprio le categorie imprenditoriali e produttive. Pertanto – concludono i  Comitati – auspichiamo che tale ruolo venga esplicato anche a difesa dei diritti del nostro territorio, che ha peculiarità, risorse e ragioni non meno importanti di altre aree dell’Abruzzo per lottare in difesa dei propri diritti e per costruire con le proprie mani un futuro che sia frutto delle nostre scelte e non l’esito nefasto di decisioni imposte dall’alto”.

Comunicato integrale

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