Niente deroga per la chiusura dei Punti nascita abruzzesi, il Tar rigetta il ricorso anche per Sulmona

Sulmona (Aq). Un’altra tegola per la città peligna che si consuma a suon di crisi e di paralisi politiche, questa sera a palazzo San Francesco la tensione si poteva tagliare con il coltello, proprio in queste delicatissime ore. Se il problema è prettamente politico, così come per tante altre vertenze peligne, allora sono proprio messi male da quelle parti. Il ricorso al Tribunale amministrativo regionale contro la chiusura del Punto nascita di Sulmona è stato rigettato dal Tar, la decisione è di ieri.

Aggiornamento

Pro punto nascita Report-age.com 2015I giudici amministrativi hanno negato la deroga chiarendo che i reparti in questione, inclusa la maternità Peligna, non riescono nemmeno a tenere il parametro minimo delle 500 nascite annue, limite ridotto rispetto allo standard nazionale proprio per le condizioni orografiche delle aree. Il ricorso è stato presentato dal Comune di Sulmona per salvare il Punto nascita dell’ospedale di viale Mazzini. Sono stati bocciati anche i ricorsi per i reparti neonatali di Atessa (Ch), Atri (Te) e Penne (Pe) condannati anche questi alla chiusura perché registrano meno di 500 parti l’anno in base al decreto regionale n. 10/2015 firmato da Luciano D’Alfonso, presidente della Regione, in questo caso però in qualità si commissario ad acta, perché l’Abruzzo resta ancora commissariato per la questione del buco nero della Sanità.  Sulla riorganizzazione dei punti  nascita, il numero dei parti torna ad essere funzionale per la sicurezza del reparto, per il Tar, a prescindere dalla deroga Lorenzin dello scorso novembre che in base alla legge per lo sviluppo della montagna salverebbe i reparti neonatali d’alta quota perché indispensabili in aree dove si deve però battere sull’esperienza degli operatori sanitari dei reparti maternità, insomma non è detto che le poche nascite siano sintomo di poca esperienza per i medici, riassumendo la deroga del ministro della salute. Una eliosuperfice o i trasporti sten e stam, per neonati e neo mamme di montagna, potrebbero rassicurare? Non ostante tutto il Tar non poteva fare altro che decidere in questo modo riferendosi all’atto di programmazione della regione, il decreto 10/2015. Sembra che qualcuno avesse chiesto di ritirare il ricorso bocciato. Bocciatura, considerata un atto dovuto dal sindaco di Sulmona, Giuseppe Ranalli, a Sulmona e si pensa già alla sala parto che nella nuova struttura ospedaliera, in costruzione, è stata eliminata dal progetto dal già direttore generale Giancarlo Silveri. “Con i dati Agenas e il decreto Lorenzin non è detta l’ultima per i Punti nascita montani” e non ha alcuna intenzione di mollare Alberto Di Giandomenico, in prima linea con il Comitato pro Punto nascita di Sulmona e dare futuro a questa ridente cittadina dell’entroterra abruzzese.

mariatrozzi77@gmail.com

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