Centrale Snam, metanodotti Larino-Chieti e Rete adriatica: una creatura enorme cova i futuri distretti minerari

Una gigantesca creatura sotterranea, nascosta ad appena 5 metri di profondità, a tratti si svela per i tanti passaggi che da una regione all’altra puntano ad autorizzare interventi per il trasporto del gas naturale. I segmenti in cui è stato frammentato il gasdotto Rete adriatica insegnano, ma se lo stesso metanodotto di 687 km fosse parte di un essere unico ancora più impressionante che trae linfa vitale dal Tap (Trans adriatic pipeline) della Puglia e striscia in Molise, sino in Abruzzo e al Nord e ancora al Sud con stoccaggi, giacimenti e metanodotti che lo sostengono come il Larino-Chieti? 

Metanodotto Larino Chieti concessioni Report-age.com 2016 Prezioso quest’ultimo, ma non per abruzzesi e molisani. “Ad esclusivo uso e consumo dei petrolieri che vorrebbero trasformare l’Abruzzo e il Molise in un distretto minerario” dicono quelli del Comitato no stoccaggio Poggiofiorito, del Forum H2o e dei movimenti Trivelle zero Molise,  Nuovo senso civico e Zona22. Parole affidate alla storia, già lette e scritte per il Metanodotto Rete adriatica a cui la condotta della provincia di Chieti è fortemente legata come tasselli contigui di un mosaico intuito che oggi riusciamo a comporre. Il gruppo ambientalista ha sovrapposto il tracciato del metanodotto Larino-Chieti alle varie Concessioni di idrocarburi del territorio (Fig. 1) e lo scacchiere è chiaro, le pedine sono al loro posto ora, l’opera serve al collegamento soprattutto di 3 stoccaggi gas con passaggi indispensabili per la futura rete di erogazione del metano che dovrebbe riscaldare l’Europa. Eppure incombe il North stream Russo che bypassa l’Ucraina ed esercita una forte influenza sulla Germania che lo preferisce al metanodotto Rete Adriatica per gli acquisti del metano e i consumi di gas naturale si sono ridotti abbondantemente. Vi riveliamo di più perché a potenziare ulteriormente il primo stoccaggio che interessa la condotta del Larino-Chieti, di Fiume Treste, a cavallo tra le regioni gestito della Stoccaggi gas Italia, è un’altra grande opera inutile contrastata dagli ambientalisti della valle Peligna: la centrale di compressione e spinta del gas naturale che dovrebbe sorgere a Sulmona, cuore pulsante del metanodotto Rete Adriatica (parte da Massafra, Taranto, e raggiunge Minerbio, Bologna).

In un verbale del Tavolo tecnico istituzionale, tenuto il 10 maggio 2012 e convocato dal sottosegretario di Stato Claudio De Vincenti al ministero dello sviluppo economico, viene messo in evidenza che l’impianto di compressione e spinta che dovrebbe sorgere a Case Pente, occuperà 12 ha di terreno 1/3 fuori terra: “Ha anche una funzione autonoma, in quanto consente di aumentare la capacità della punta di erogazione del giacimento di stoccaggio di Fiume Treste (Ch), accrescendo la sicurezza di funzionamento del sistema nazionale del gas”. Il procedimento per la centrale della valle Peligna è agli sgoccioli, si attende l’ultima parola del Presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, alla presidenza del consiglio dei ministri. La presidenza deciderà sul progetto della centrale e di un segmento del Rete adriatica, il gasdotto Sulmona – Fogligno (169 km di lunghezza).

Il metanodotto Larino- Chieti servirà anche lo stoccaggio a Poggiofiorito, in Abruzzo, in via di autorizzazione e su cui pendono i ricorsi al Tribunale amministrativo regionale del Comitato, di 14 comuni e della Regione Abruzzo. Non è finita, la condotta arriverà allo stoccaggio Sinarca in Molise già autorizzato, ma da costruire. Un intervento che si inserisce perfettamente nella strategia energetica che mira a trasformare il Centro Italia in una colonia a servizio di chi ha ambizioni roboanti come la Snam che punta a diventare hub del gas. A beneficiare di tutto questo saranno poche aziende in Europa. La società Gasdotti Italia, proponente dell’opera che attraversa anche la provincia di Chieti, nel Piano industriale descriverebbe l’utilità dell’intervento per connettere stoccaggi e aree di produzione (pozzi). “D’altro canto, non si capirebbe un uso diverso visto che in Italia il consumo di gas è diminuito del 35% in un decennio – sottolinea il gruppo di ambientalisti – É in corso una procedura di Valutazione d’impatto Ambientale interregionale Abruzzo-Molise”. Con i documenti depositati dall’azienda si dovrebbe chiarire l’intento dell’opera affinché tutti possano partecipare in maniera informata e consapevole al procedimento. Secondo i movimenti però la documentazione progettuale non chiarisce a cosa dovrebbe servire la condotta di 100 km di lunghezza, che attraverserà ben 19 comuni abruzzesi e 7 molisani e 8 Siti di interesse comunitario (Sic) indispensabili per la biodiversità. Per la maggior parte si tratta di aree agricole di grande valore e densamente popolate.

Come detto il progetto del Larino-Chieti è attualmente in fase di Valutazione d’impatto ambientale (Via) di carattere regionale presso la Regione Abruzzo. Comuni, comitati e associazioni hanno ottenuto dal Comitato Via la celebrazione, è la prima volta in regione, di un’inchiesta pubblica. Si terrà a Pescara il prossimo giovedì 28 gennaio alle ore 10 presso l’Auditorium della delegazione Castellamare, in viale Bovio 466. L’invito che gli ambientalisti rivolgono agli abruzzesi e ai sindaci è di partecipare per tutelare attivamente Molise e Abruzzo.

mariatrozzi77@gmail.com

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