La strada bianca dei luoghi di Wojtyla e della cucciola Morena d’asfaltare

Villavallelonga (Aq). Hanno deciso di difendere il cuore dell’habitat dell’orso bruno marsicano perché proprio là dove vogliono allungare una lingua d’asfalto, sul tracciato di un vecchio sentiero, a maggio scorso fu trovata, sola e in difficoltà, la cucciola Morena che il Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise prese sotto la sua ala protettiva. L’orsetta, dopo una elaboratissima attività di recupero, è stata  restituita al suo habitat, ma soprattutto la strada bianca d’asfaltare è quella cara a Papa Giovanni Paolo II che la percorse più volte. “L’amministrazione comunale di Villavallelonga sta progettando una spesa di 500 mila euro per sistemare una strada che non ha alcun bisogno di sistemazione” chiariscono le 8 associazioni ambientaliste abruzzesi.

Morena Report-age.com 2016L’area interessata dall’intervento è oggi di grande bellezza e importanza naturalistica, la amava molto Papa Wojtyla proprio per le sue caratteristiche selvagge. É parte integrante di un Sic (Sito di importanza comunitaria della rete europea Natura 2000) nel territorio del Parco nazionale d’Abruzzo. La strada, o meglio la pista, è quella che da Madonna della Lanna attraversa i Prati d’Angro, tra le incantevoli montagne del Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise (Pnalm) e da cui scende la valle Cervara, sito di un’antica faggeta tra le più importanti e meglio conservate d’Europa. In un comunicato Pro natura, Wwf, Salviamo l’Orso, Touring club, Legambiente, Mountain wilderness, Lipu e Dalla parte dell’orso chiedono al Pnalm di ritirare subito il nulla osta che in ogni caso non può sostituire l’obbligatoria e prioritaria Valutazione di incidenza ambientale: “a fronte di un progetto  pieno di evidenti lacune tecniche e procedurali e in un’area che il Parco ha il dovere di difendere a tutti i costi da qualsiasi manomissione se vuol tenere fede ai propri compiti istituzionali – aggiunge il gruppo di ecologisti abruzzesi – La strada attuale, bianca, serve agli allevatori che frequentano i prati e assolve senza problemi a questo scopo tutto l’anno. Piuttosto andrebbe regolato il traffico estivo che prende d’assalto in maniera disordinata tutta l’area lasciando dietro di sé, a fine agosto, cumuli di rifiuti e resti di campeggi abusivi. La promessa del sindaco e dell’attuale giunta di regolamentare l’accesso ai Prati d’Angro e di affidarne la gestione a una cooperativa di giovani locali resta tale mentre il tentativo di trasformare una strada bianca, campestre, al servizio degli allevatori e degli escursionisti in un’arteria destinata in futuro a convogliare migliaia di  sciatori verso ipotetiche piste sull’Aceretta (il versante che da monte Vitelle guarda la Vallelonga), va invece avanti nonostante la mancanza di qualsiasi valutazione di impatto ambientale in un’area che risulta critica e fondamentale per l’orso, zona di tane e di alimentazione autunnale, core area della specie e per giunta all’interno di un Parco Nazionale. Tra l’altro dal progetto, da noi acquisito, si evince l’ovvia impossibilità di regimare le acque del torrente Rosa e di altri rigagnoli e valloni che ogni inverno spostano il tracciato della strada senza imponenti interventi di infrastrutturazione (ponti e viadotti) che sono impensabili in quel punto perché gli eventuali lavori solo uno spreco di denaro pubblico e un regalo all’impresa eventualmente incaricata dei lavori”. Le associazioni rimangono basite dal comportamento degli organi tecnici del  Pnalm: “Il Parco non pensi di salvarsi la coscienza avendo condito il nulla osta di prescrizioni che, al solito, l’eventuale ditta appaltatrice ignorerebbe e ritiri invece subito il nulla osta incautamente concesso che non è sufficiente ad autorizzare i lavori in quanto va prima valutata l’incidenza ambientale del progetto e lo studio di Incidenza ambientale deve essere depositato, reso pubblico e approvato prima dell’autorizzazione del relativo progetto, in base a quanto disposto dalla Legge Regionale sulla Valutazione di Impatto Ambientale (n. 66/1990, art. 2 c. 1) e dal Codice sui contratti pubblici (D.Lg.vo n. 163/2006, art. 165 c. 3)”. Le associazioni Pro Natura, Wwf, Salviamo l’Orso, Touring Club, Legambiente, Mountain Wilderness, LIPU e Dalla parte dell’Orso, che  già nel maggio scorso avevano diffidato il Comune, ribadiscono che sono pronte a ricorrere al Ministero dell’Ambiente , alla Regione e ai competenti organi di giustizia comunitari se il progetto non venisse immediatamente abbandonato.

7 risposte a "La strada bianca dei luoghi di Wojtyla e della cucciola Morena d’asfaltare"

  1. eheh la vecchia amministrazione di sulmona ha fatto scuola, Domanda: che bisogno c’era di asfaltare la strada vecchia di cansano dopo della variante? la risposta è scontata 🙂 viva l ‘ ITALIA 🙂

Ask yourself if it is really necessary..

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