Passa il decreto che incenerisce. Il Forum: “Attenderemo al varco l’invasore Renzi”

Abruzzo. L’ennesimo ufo annunciato dal Wwf è arrivato. L’Abruzzo è davvero sotto attacco con il decreto pro inceneritori saranno altri guai per la regione verdognola d’Europa. Passa alla Conferenza Stato-regioni il piano del governo e un inceneritore è destinato anche all’Abruzzo. La reazione del mondo ambientalista abruzzese e del Forum acqua non si fa attendere: “Attenderemo al varco l’invasore Renzi”. Non pare aver portato a più miti consigli la lezione della piattaforma petrolifera Ombrina, progetto di nuovo sospeso con l’entrata in vigore dell’emendamento governativo alla Legge di stabilità che vieta nuovamente pozzi di petrolio entro le 12 miglia marine.

Inceneritore Report-age.com 2016La Direttiva 2008/98/Ce sui rifiuti, dal 2008 pone l’incenerimento al IV posto in una scala di 5 opzioni, appena prima delle discariche. Insomma è proprio l’Unione europea che boccia gli inceneritori a prescindere dall’opposizione di quelli che vengono definiti esaltati comitatini che qualche fastidio al premier Renzi lo stanno creando. Il Decreto attuativo in discussione è l’ennesima mela avvelenata dello Sblocca Italia, in particolare del fatidico art.35 che accentra nelle mani del ministero il futuro della gestione dei rifiuti. La vecchia ricetta dell’inceritore salvifico solo per il governo può funzionare. Che idea è trasformare i rifiuti in emissioni gassose pericolose per la salute e l’atmosfera, particolato à gogo e quant’altro e lesposizione alle emissioni da incenerimento rifiuti aumenta il rischio di malformazioni congenite e di numerosi tumori maligni. Inceneritori, si tratta di impianti complessi che una volta costruiti bloccherebbero per decenni la filiera del riciclo perché dovranno essere ammortizzati i costi di costruzione e moltiplicati gli utili nei bilanci di circa  5 società impegnate nell’affare incenerito. La filiera della prevenzione del riciclo invece crea più posti di lavoro e un’economia diffusa. Il governo dei lobbisti non si smentisce e ai benefici dei cittadini privilegia gli affari di pochi. Questi impianti devono essere nutriti continuamente, l’esatto opposto di quello che prevede una gestione virtuosa del ciclo dei rifiuti che al primo posto vede la prevenzione della produzione degli stessi e il riciclo. “Applicando la norma europea sui rifiuti in poco tempo questi impianti sarebbero del tutto fuori mercato – avverte il Forum abruzzese H20 – Un paese civile ed avanzato scommetterebbe sull’economia circolare non su quella insostenibile che scarica gli inquinanti direttamente nei corpi dei cittadini. Renzi dopo il rilancio delle fonti fossili vuole scommettere sull’inquinamento diffuso e sulle emissioni di gas climalteranti. Altro che COP21! Ci organizzeremo di nuovo come avvenuto per Ombrina per rimandare al mittente questo ennesimo assalto al territorio abruzzese e alla salute dei cittadini” conclude il movimento ambientalista. L’Europa insomma punta al riciclaggio totale, l’Italia invece punta allo sfacelo totale con altri 12 inceneritori  nuovi di zecca da piantare.

Report-age su inceneritori

Inceneritori in Italia Report-age.com 2015

Approfondimenti

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