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Faglia del Morrone: la più pericolosa per l’Ingv e insistono con centrale e gasdotto Snam

Sulmona (Aq). Che si rispetti il Principio di precauzione per la procedura di autorizzazione del metanodotto Brindisi Minerbio che ricomprende il tratto di gasdotto Sulmona-Foligno e soprattutto per la centrale di spinta del metano (impianto a terr di a, 4 condotte parallele di collegamento in più quella del metanodotto da 120 cm di diametro ciascuna) da piantare in valle Peligna, a poche decine di metri dalla Faglia del Morrone.

Aggiornamento 1

Procedimento quasi concluso, a quanto pare, per valutare la possibilità di installare metanodotto e centrale di compressione del gas naturale, Snam, in Zona sismica di Prima categoria, così il versante occidentale del monte Morrone è definito dagli studiosi dell’Ingv (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia). Quella faglia? É la più pericol1sa d’Italia a causa della massima magnitudine attesa in caso di attivazione: M=6,66,7. Soprattutto a causa delle accelerazioni attese sui depositi alluvionali della valle Peligna che sono i terreni più pericolosi in caso di sisma e anche lì si è costruito abbastanza e spesso senza criterio, ma sino a 30 anni fa poco si sapeva. A  chiarire sulla pericolosità della  Faglia del Morrone è una nota di Clotilde Iavarone, geologo e presidente dell’associazione ambientalista Orsa Pro Natura, non ultimo attivista che fa riferimento agli studi di alcuni preziosissimi geologi italiani. (Dopo L’Aquila, Sulmo? Indagine sui terremoti sulmonesi.  Aggiornamenti 1 ,   3 e 4)

Faglia del Morrone 3 Report-age.com 2016

Faglia del Morrone vista dall’alto

Gli ambientalisti sono tacciati di fare terrorismo quando sottolineano la pericolosità della centrale di compressione del metano e del gasdotto Sulmona-Foligno, segmento del metanodotto Rete adriatica che corre per 687 km sulla dorsale Appenninica e non più, come era previsto nel progetto originario, sulla dorsale Adriatica. Di questo peccato originale l’anaconda porta un segno indelebile, il nome: Rete Adriatica. Fosse stato come in origine avremmo avuto meno paura. Tutti tremano in valle Peligna, in Alto Sangro, incluse gli abitanti sulle gole del fiume Sagittario, alla prima scossa avvertita che, da questa parte del mondo, scuote gli animi già quando supera appena 3 di magnitudo. Immaginarsi con strutture di quel tipo che si aggiungono ai tracciati dei metanodotti già presenti sulla conca, un groviglio incandescente! É vero che il tracciato del gasdotto Snam, oltre a calcare il percorso Appenino parco d’Europa (Ape), attraversa aree contrassegnate, nella Mappa di pericolosità sismica del territorio nazionale, da parametri dell’accelerazione massima attesa g=0,275-0,300 su suolo rigido.

Cava di inerti in cui dovrebbe sorgere la centrale in alternativa a Case Pente (foto Trozzi)

Area centrale alternativa a Case Pente (foto Trozzi)

“La Snam dichiara che sono stati fatti gli studi previsti dalle leggi vigenti, ma l’aspetto peculiare della valle Peligna doveva essere oggetto di  opportuna progettazione, con rispetto delle indicazioni di massima sicurezza, cioè declinate negli elaborati e rese chiaramente realizzabili, nonché soggette a controllo dagli organi preposti – sottolinea l’associazione ambientalista – Ancora una volta, nel contrastare il passaggio del metanodotto e della costruzione della centrale Snam, da realizzare a Sulmona, ci appelliamo al principio di precauzione inserito, con le modifiche apportate dal trattato di Maastricht, fra i principi fondamentali della politica comunitaria in materia ambientale, accanto al principio di prevenzione, al principio di correzione, in via prioritaria alla fonte, dei danni causati all’ambiente e al principio chi inquina paga (art. 174  del trattato della Comunità europea). Vogliamo, per analogia, riportare una notizia di un disastro ambientale che si sta consumando nella  modernissima California, a Porter Ranch, nella San Fernando valley di Los Angeles.


Los Angeles San Fernando valley fuga di metano Report-age.com 2016

Los Angeles San Fernando valley fuga di metano

Dal 23 ottobre 2015  la perdita di metano nell’Aliso canyon della San Fernando valley in California potrebbe diventare una catastrofe ecologica. La perdita di gas naturale è pari a 44-58 tonnellate/h, una quantità enorme, pari al 25% delle emissioni dell’intera California (il metano causa effetto serra molto più dell’anidride carbonica CO2), di benzene (cancerogeno) e mercaptani, additivi che sanno di zolfo e che causano problemi di nausea, svenimenti, bruciore agli occhi, mal di testa e perdite di sangue dal naso, come i residenti di Porter Ranch ben sanno. Finora 130 famiglie sono state evacuate e sistemate in alberghi, altre 550 sono da sistemare. É stata scoperta una perdita di gas da un giacimento esaurito nel 1972. La profondità del giacimento misurerebbe circa 2 mila 400 metri, ora è utilizzato per lo stoccaggio di metano dalla Southern California gas company (SoCalGas) nella valle in cui vivono più di 30 mila persone a una cinquantina di chilometri a Nord-Ovest di Los Angeles. Una fuga di metano che nessuno riesce a fermare. Non si sa bene dove sia questa fessura, si sa però che la condotta di 20 cm di diametro,circondata da uno strato protettivo di altri 30 cm, ha ceduto.  Si calcola che da quando è cominciata, la fuga di gas ha portato  ad un’emissioni di gas serra pari a quella  di 7 milioni di auto per 20 anni

Tornando all’incidente della California, è una storia di cui non conosciamo ancora il finale. Anche in Italia ci viene detto che tutti gli impianti di stoccaggio sono sicuri, e che mai e poi mai potranno avere perdite, o problemi di alcun genere. Anzi, per chi li gestisce sono pure a prova di sisma. “Sono sicura che anche a Porter Ranch, tanti anni fa, dissero la stessa cosa – sottolinea la presidente Iavarone – Chi poteva immaginare nel 1972 che una piccola e banale fessura 40 anni dopo avrebbe portato a un mese di perdite di metano in atmosfera, senza che nessuno sappia oggi cosa fare? E non si tratta di un piccolo spiffero di metano – si tratta di un quarto delle emissioni di tutto lo stato di California.

mariatrozzi77@gmail.com


Terremoti a metà gennaio 2016 in provincia dell’Aquila

Un terremoto di magnitudo ML 3.4 è avvenuto nella provincia/zona L’Aquila oggi alle ore 10:37:16 (Utc) 7 ore, 42 minuti fa, ovvero alle 11:37:16 (UTC +01:00) ora solare italiana con coordinate geografiche (lat, lon) 42.5, 13.32 ad una profondità di 15 km. Il terremoto è stato localizzato dalla Sala sismica Ingv Roma. Altri rilasci sismici del giorno

Data e Ora (Utc) Magnitudo Provincia/Zona
2016-01-18 10:42:58 1.4 L’Aquila
2016-01-18 10:42:29 1.9 L’Aquila
2016-01-18 10:37:16 3.4 L’Aquila

Ancora un rilascio sismico, ma alle ore 15:33 di domenica con magnitudo 2.2, epicentro a Rivisondoli (Aq). Scossa preceduta da un terremoto di magnitudo ML 1.4 nell’area del cratere aquilano sempre domenica alle ore 13:46:37 (UTC +01:00) ora solare con coordinate geografiche (lat, lon) 42.5, 13.28 ad una profondità di 17 km, nel capoluogo della regione Abruzzo.

Elenco incidenti metanodotti in Italia

Report-age.com 2016

  • 15 gennaio 2004 per una frana esplode un gasdotto Snam nella bassa molisana a Montecilfone (provincia di Capobasso).

  • 11 febbraio 2010 a Tarsia, in Calabria a causa di uno smottamento di terreno altra esplosione della condotta targata snam.

  • 18 gennaio 2012 a Tresana , (Massa Carrara) per lavori di manutenzione

  • 20 luglio 2013 a Sciara (Palermo), per un movimento franoso.

  • 10 dicembre 2014 un incendio si è sviluppato nella centrale Snam di gas metano in via Sant’Alberto, vicino Ravenna, per un problema all’impianto di riscaldamento del metano.

  • 6 marzo 2015 scorso a Mutignano (Frazione di Pineto in provincia di Teramo) esplode la condotta, tra le cause dell’incidente si ipotizza smottamento e condizioni del tempo non favorevoli.

  • 9 maggio2015 ore 4 esplosione del metanodotto Snam a Roncade, in provincia di Treviso,  (diametro 650 mm e 56 bar di pressione.

  • 19 novembre 2015 ore 5 esplosione del metanodotto di Ponte Presale di Sestino (Arezzo) di diametro 650 mm pressione 70 bar, a causa di cedimento strutturale della condotta della linea Rimini San Sepolcro

Approfondimento

Centrale Snam elettrica: toccasana della Regione, terremoto a parte 23.10.2016

“L’Associazione Orsa Pro Natura Peligna, nei primi anni di contrasto alla ubicazione della Centrale di Compressione in località Case Pente, propose ai sindaci di Sulmona di Pacentro e di Cansano di tutelare la zona  a causa dell’alto valore archeologico, floristico, e in special modo faunistico in quanto corridoio faunistico tra Parco Nazionale della Majella, Riserva Regionale del Monte Genzana e Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise.La proposta prevedeva la eventuale revisione dei limiti del Parco della Majella e altre iniziative relative a corridoi faunistici dei grandi mammiferi. I Sindaci si mostrarono disponibili ma nessuno prese alcuna iniziativa. Occorrono persone che sappiano individuare gli strumenti di contrasto al Governo Centrale appiattito sulle ragioni e sugli interessi economici della SNAM e abbiano il coraggio di denunciare le numerose illegalità, incongruenze e omissioni (vedi omissione VAS) perpetrate, persone che siano motivate non da successo personale e aspirazione di carriera politica ma dalla tutela dell’ambiente e della salute delle popolazioni  e dalle aspirazioni delle stesse ad attuare  uno sviluppo economico che metta a profitto le risorse peculiari del territorio” conclude Maria Clotilde Iavarone.

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