Semplici binocoli per evitare i cetacei nella tecnologica ricerca dell’Airgun tra Pescara e Ortona

Semplicemente giurassica è la fonte di energia che le compagnie petrolifere si ostinano a sfruttare, i Sapiens sapiens sono chiamati poi ad utilizzare dei semplici binocoli per attivare la ricerca tramite Airgun, una tecnica d’ispezione dei fondali marini utile a capire cosa si celi tra le rocce. A dir poco barocca è la misura di mitigazione e prevenzione prescritta per l’attività di ricerca sismica in mare. Per le esplorazioni petrolifere occorre garantire osservazioni in mare per eventuali avvistamenti di cetacei, e fin qui ci siamo. 

Aggiornamento

Capodogli spiaggiati a Punta Penna di Vasto Report-age.com 12.09.2014
Capodogli spiaggiati a Punta Penna di Vasto

Così il ministero, supportato da uno Studio preliminare ambientale, da uno standard di buone pratiche (?) e da procedure elaborate dal Joint nature conservation commitee prescrive l’antiquato uso di semplici binocoli e idrofoni prima di usare i sonar nei fondali marini. Può bastare per non avere tra i piedi le balene? Non è uno scherzo avvistare col binocolo una balena su un’area di centinaia e centinaia di chilometri quadrati è quasi come cercare un ago in un pagliaio. Esagerazioni? L’area marina in cui si muove Petroceltic, per le prospezioni, dà semplice da pensare: oltre 470 km². E la dotazione prescritta dal dicastero, a prescindere dai falchi con astigmantismo, può comunque risultare economica, ma inutile per i cetacei. Eppure binocoli e idrofoni sono gli unici modesti mezzi di individuazione dei cetacei imposti per la concessione che dal 2013 dà a Petrolceltic la possibilità di esplorare i fondali marini per la ricerca di fonti fossili tra Pescara e Ortona (Ch) anche attraverso l’airgun. Nel copioso archivio della professoressa Maria Rita D’Orsogna, ricercatrice italo americana, rispolveriamo la concessione Br 272 di cui, a parte la docente di origine abruzzese, nessun altro sembra interessarsi. I movimenti ambientalisti sembrano troppo presi a scrivere comunicati e preferiscono cantare vittoria rilasciando interviste piuttosto che ingaggiare altre battaglie. In breve, nella concessione in questione è incluso il progetto Turchese, programma di esplorazione sismica con navi airgun, conferma dalla California la D’Orsogna. In poche parole, tecniche di ricerca come l’airgun producono un rumore fortissimo che disorienta i cetacei. Per i 7 Capodogli arenati il 12 settembre 2014 in Abruzzo si sospetta che la ragione dello spiaggiamento sia proprio l’utilizzo del sistema di prospezione airgun che in particolari periodi dell’anno, quando i cetacei provano a raggiungere acque più calde, dovrebbe essere evitato, come minimo. L’airgun è stato vietato marzo scorso, ma nella baraonda della schizofrenia politica, 2 mesi più tardi è stato cancellato dalla lista degli ecoreati. Per chiarire il trauma dei mammiferi marini, per il rumore prodotto da questa tecnica d’ispezione dei fondali, basti pensare a quanto accade ai sub colpiti da embolia per mancata decompressione. Il rumore prodotto con le prospezioni geosismiche (airgun) spinge i cetacei a una riemersione rapidissima e di conseguenza alla permanenza di gas nei vasi sanguigni, è risultato anche in uno dei Capodogli finiti sulla spiaggia di Punta Penne a Vasto.

Sul permesso di ricerca Turchese, possiamo dire che la società Petroceltic è la titolare della concessione, approvata il 15 marzo 2013 che consente l’esplorazione petrolifera fra Pescara ed Ortona. La compagnia paga 5,16 euro al km², circa 2 mila 300 euro l’anno per l’attività di ricerca di idrocarburi in mare (concessione BR 272) su una vasta area marina che misura 474 km², poco distante dai pozzi Elsa.

Binocoli per cetacei Report-age.com 2016La chicca è immortalata nel Decreto di compatibilità ambientale del ministero dell’ambiente che indica, tra le misure di prevenzione e mitigazione necessarie per avviare la prospezione sismica anche la necessaria attività di avvistamento da far eseguire ad almeno 2 esperti nel riconoscimento di cetacei. Dell’ante guerra le tecniche di avvistamento che sono sia di tipo visuale che di tipo acustico che prevedono rispettivamente l’ausilio di binocoli e l’uso di idrofoni sulla nave utilizzata per la ricerca che sui mezzi navali che l’affiancano. Insomma binocoli e idrofoni per capire se ci sono mammiferi marini in acqua prima d’ispezionare i fondali con l’obbligo di inviare delle relazioni all’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) e, se si trovano reperti archeologici, di comunicare la scoperta al Ministero dei beni culturali.

Maria Rita D'Orsogna
Maria Rita D’Orsogna

Nemmeno a dirlo, assente la Regione, Giunta Chiodi, quando nel 2013 si decidevano le sorti di quest’altra corposa fetta di mare Adriatico. Profetiche allora le parole della ricercatrice D’Orsogna affidate al suo blog: “Chiodi, quanto purgatorio dovrai farti… Passerai alla storia come il presidente di regione che ha regalato questa regione ai petrolieri. La colpa non è solo di Chiodi” sottolinea la ricercatrice di origine abruzzese. Molte procedure di autorizzazione a trivellare sono rimaste per anni dormienti senza che per loro si mai stata indicata una qualche scadenza definitiva che chiuda una volta per tutte la partita del procedimento quando è trascorso un certo periodo di anni. Wwf, Legambiente e Greenpeace Italia chiedono, ad esempio, il rigetto definitivo dei progetti petroliferi ancora sotto procedimento che interessano l’area d’interdizione delle 12 miglia dalla costa, a cominciare dal progetto della piattaforma Ombrina, sospeso anch’esso, e che un emendamento alla legge di stabilità ha quasi fermato. Permessi e iter sospesi dunque possono resuscitare, anche dopo decenni, quando magari le condizioni politiche sono più favorevoli. Che dire poi dei titoli scaduti e del rinnovo delle concessioni a trivellare, solo per quelle entro le 12 miglia dalla spiaggia si tenta il referendum per cancellarle. A dimostrazione della longevità dell’iter per la concessione BR 272, la D’Orsogna parlava del progetto di prospezione già nel 2011l’11 aprile ne scriveva ancora il 18 settembre dello stesso anno: “..ma tutti hanno dormito da Giovanni Legnini a Enrico Di Giuseppantonio, da Guerino Testa a Fabrizio Di Stefano, da Remo Di Martino a Mauro Febbo, che infatti sono sempre gli ultimi a sapere, e i superultimi ad agire – conclude la nostra conterranea – Ho dato tutto quello che avevo: osservazioni, divulgazioni, insulti da parte di petrolieri, politici e presuntuosi di vario genere. Ora sta a chi vive lì darsi da fare, una volta per tutte”. Perle di saggezza, Il buon senso è come il ‘binocolo’ che fa vedere da lontano il bene e il male, eredità di Cesare Cantù, storico, letterato e politico italiano d’altri tempi.

mariatrozzi77@gmail.com

Approfondimento

Stop all’air gun, approvati gli emendamenti. Razzi meglio del Piddì 04.03.2015

Lo spettro dell’Airgun sulle balene arenate a Punta Penna 12.09.2014

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