Quando la Regione fa finta di fare ..l’inchiesta pubblica per il metanodotto Larino-Chieti

Chieti e provincia. “Una Regione che purtroppo continua a far finta di fare e fa della finzione la miglior propaganda” esordisce così il Comitato No stoccaggio gas Poggiofiorito in una nota in cui manifesta tutto il proprio dissenso verso il comportamento della Regione Abruzzo sulle ultime invasioni barbariche sul territorio teatino.

Metanodotto e stoccaggio gas a Chieti report-age.com 2016Il comitato immaginava che l’inchiesta pubblica, concessa a dicembre dopo tanta insistenza per discutere con i cittadini del progetto sul metanodotto Larino-Chieti, fosse come uno strumento mirato a coinvolgere le persone colpite. Gli ambientalisti speravano che il confronto fosse fruibile per tutti i soggetti portatori di interesse, per lo più, coltivatori diretti di modesti fazzoletti di terra. “Ed invece, evidentemente, la Regione ha un’idea completamente diversa di questo strumento che, in tal modo, viene completamente privato di ogni significato – scrive il Comitato – Riguardo al metanodotto Larino-Chieti, strettamente correlato al progetto Poggiofiorito stoccaggio, così come spiegato nel Piano decennale di sviluppo delle reti di trasporto gas naturale 2014-2023, presentato dalla Sgi (Società gasdotti Italia) proponente del metanodotto in questione, la Regione ha accettato il 15 dicembre 2015 la proposta del comitato e dei Comuni di indire una inchiesta pubblica per la procedura di valutazione sul nuovo metanodotto Larino-Chieti, lasciando così ben sperare in una nuova stagione politica che faceva della trasparenza e della democrazia un vessillo. Troppo bello per essere vero ed infatti, colpo di scena, l’inchiesta pubblica viene indetta per lunedì 18 Gennaio alle ore 9.30, in un giorno lavorativo e a quasi 200 km dai territori interessati, dimenticando oltretutto di darne comunicazione ai Comuni interessati e a tutti i cittadini che, numerosi, hanno presentato osservazioni puntuali al progetto. La Regione “dimentica” addirittura di pubblicizzare l’evento e lo confina alle pubblicazioni online del sito, insomma una cosa per  pochi cittadini informatizzati e ben istruiti –  conclude il Comitato No stoccaggio gas – Evidentemente il comitato continua a fidarsi, sbagliando, di una Regione che, a questo punto, è manifestamente vicino alle multinazionali che stanno provando a distruggere L’Abruzzo e a cancellarne definitivamente l’appellativo di regione verde d’Europa. Siamo sicuri che le coscienze dei cittadini si stiano svegliando e, a prescindere dalle scellerate scelte politiche, gli abruzzesi non permetteranno di certo l’imposizione dall’alto di altre grandi infrastrutture così come accaduto per l’elettrodotto Villanova – Gissi per il quale tutti hanno fatto finta di non sapere e hanno sapientemente chiuso i cassetti che avrebbero visto gli scomodi cittadini protagonisti delle scelte imposte sui territori”.

Approfondimento

Gasdotto Larino-Chieti e relatività. Inchiesta pubblica tenuta a distanza e in sordina 12.01.2016

Svolta in Abruzzo. Ammessa l’inchiesta pubblica per valutare il gasdotto Larino-Chieti 15.12.2015

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