Ambientalisti: ‘Ritirate il piano spiaggia, pensate a far funzionare i depuratori’

Pescara. Nasce un coordinamento per fermare il piano spiaggia del Comune e vengono lanciate in rete diverse iniziative, sui social irrompe l’hashtag #iovogliovedereilmare a cui si aggiunge #vogliamoilmarepulito. Gli amministratori  sono restii, a quanto pare, a considerare le vere emergenze da risolvere: inquinamento del mare, scarichi abusivi e pessimo funzionamento dei depuratori.

Foto Maria Trozzi
Comune di Pescara
Foto Maria Trozzi

Dalla riunione sul piano spiaggia nella sede di Italia nostra a Pescara giungono diverse novità. Cresce il coinvolgimento di cittadini e associazioni e la volontà di coordinarsi per impedire uno scempio. L’obiettivo è non solo costruire un coordinamento tra le associazioni e le forze politiche e sociali che condividono l’obiettivo della salvaguardia del demanio marittimo, ma un comitato che coinvolga tutta la cittadinanza, insomma un movimento civico per riaffermare il carattere di bene comune della spiaggia di Pescara e del mare Adriatico. Erano presenti rappresentanti di Italia Nostra, del Wwf, di Legambiente, del Forum Acqua, di Pescara Punto Zero, di Pescarabici, l’associazione Bed and breakfast, il Touring Club, gli Amici della Filanda, il comitato oltre il gazebo strada parco e Mila Donnambiente. Hanno partecipato alla riunione la consigliera del M5S Erika Alessandrini e il presidente del consiglio comunale Antonio Blasioli che si son detti d’accordo con gli obiettivi dell’iniziativa. Nei prossimi giorni saranno coinvolti nella mobilitazione i sindacati, le associazioni, i gruppi, i comitati e si aprirà una discussione anche all’interno di tutte le forze politiche perché la spiaggia è di tutti e la sua gestione non può essere dettata unilateralmente e solo da interessi corporativi. È stato unanime, all’incontro, il giudizio negativo sulla proposta della giunta comunale che prevede l’aumento volumetrie del 30%, possibilità di dare destinazione ricettiva trasformando balneatori in affittacamere, permanenza strutture mobili tutto l’anno con proliferazione incontrollata barriere visive, eliminazione norme su recinzioni, privatizzazione specchio acqueo antistante concessioni. Per gli ambientalisti che si mobilitano: “Non vi è alcuna ragione di interesse pubblico che giustifichi un’ulteriore incremento del volume degli stabilimenti balneari, né l’ulteriore impedimento del libero accesso e della visione del mare. Non si può nemmeno parlare di un vero e proprio piano ma di un insieme di norme per consentire l’occupazione sempre più invasiva del demanio marittimo, sulla base di una visione assai vecchia e obsoleta del turismo e la raccolta di richieste di carattere lobbistico-clientelare – è aggiunge la relazione dell’incontro – Non è un caso che non ci sia stata alcuna concertazione preliminare con ambientalisti, forze sociali e cittadinanza (dov’è finita l’agenda 21?), ma soltanto il ruolo di politici legati a una specifica categoria o parte di essa. L’esame del Piano demaniale comunale e di quello regionale non può che convergere su un giudizio negativo”.  Tutti i cittadini e le associazioni presenti si sono detti d’accordo sulla richiesta al Comune di Pescara di ritirare il piano spiaggia e farsi parte attiva con la Regione per la radicale modifica di un Piano demaniale marittimo regionale che davvero non fa onore alla Regione verde d’Europa. Per le associazioni è indispensabile cancellare dalla delibera comunale le modifiche che peggiorano il piano spiaggia vigente a partire dall’assurdo aumento del 30% dei volumi. “E’ stato ampiamente chiarito che il Comune non è obbligato a recepire queste indicazioni regionali che costituiscono un limite massimo, mentre è doveroso chiedere alla Regione di cancellare la norma che prevede che le attività aperte tutto l’anno e che hanno almeno 10 dipendenti possano arrivare a 500 mq raddoppiando l’attuale limite massimo- concludono gli ambientalisti – Non c’è nessuna ragione per ingrandire stabilimenti o trasformarli in alberghi”. La vera emergenza è rappresentata dall’inquinamento del mare causato dal cattivo funzionamento dei depuratori e dagli scarichi abusivi, fuori norma e incontrollati. La vera emergenza di cui si dovrebbero gli amministratori regionali e comunali sono l’inquinamento del mare e il cattivo funzionamento dei depuratori.

Per aderire iovogliovedereilmare@gmail.com 

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