Buoni mensa. La Civita:’Vince l’amministrazione della confusione, del passo avanti e dei 2 indietro’

Sulmona (Aq). Il pericolo è temporaneamente scampato sull’aumento dei buoni mensa per i giovani studenti degli istituti statali. Rincari rinviati al prossimo anno scolastico, ma quando sarà il momento però è il caso di pensare a rimodulare le tariffe e per il calcolo dei redditi di riferimento, volto a garantire esoneri e riduzioni del costo della mensa, andrebbe riconsiderato. Il  reddito Isee (Indicatore della situazione economica equivalente) viene calcolato considerando anche i patrimoni mobiliari e immobiliare della famiglia. In valle Peligna però è un’ecatombe per l’occupazione. In breve, c’è chi ha casa, ma non lavora e il metodo terrebbe poco conto che nella maggior parte dei nuclei familiari i genitori sono disoccupati. Quest’ultima riflessione non è da sottovalutare per i futuri rincari del servizio di refezione scolastica. A prendere posizione è soprattutto il consigliere di opposizione Luigi La Civita: “La delibera che tentava di modulare il costo dei buoni pasto in base alle fasce di reddito, programmata nei tempi dagli uffici comunali, è stata gestita con i piedi dalla giunta comunale”.

Luigi La Civita Report-age.com 2016Senza mezzi termini Luigi La Civita, consigliere di opposizione, critica aspramente il provvedimento che prevede rincari sul prezzo dei buoni mensa facendo pagare il costo intero del pasto, quasi 5 euro, alle famiglie degli alunni degli istituti statali del capoluogo peligno con reddito Isee superiore a 12 mila euro e mettendo così in difficoltà molte famiglie che non avrebbero fatto comunque in tempo per la presentazione della documentazione necessaria all’esenzione o alle riduzioni per fasce di reddito inferiori. Difficoltà anche per quelle degli studenti non residenti a Sulmona. “Gli amministratori locali non hanno compreso la portata del provvedimento assunto. La giunta ha sbagliato tutto quello che c’era da sbagliare – spiega il consigliere La Civita – I tempi di entrata a regime non c’erano, il risultato? Famiglie disorientate, insegnanti preoccupati, dirigenti scolastici che non potevano più programmare le attività tra tempo pieno e tempo parziale, maestre e insegnanti che hanno rischiato, a metà anno di rimanere a casa per un forte ridimensionamento dell’attività e il servizio refezione con analoghe precarietà di programmazione”.  Tariffe buoni mensa Sulmona Report-age.com 2016Insomma, per La Civita ha vinto l’amministrazione della confusione: “Quella del passo avanti e dei 2 indietro. Nessun ha più fiducia nel loro operato”. Solo per fare un esempio, ogni famiglia a inizio anno scolastico ha accettato una pianificazione del servizio mensa sulla base di un costo certo, ma all’improvviso, insomma senza alcun preavviso, a metà strada si è trovata davanti ad un’altra dimensione economica del servizio. “E’ come  se di entrasse in autostrada dal casello di Pratola Peligna con l’obiettivo di uscire a Chieti ad un costo di 3,50 euro, ma a metà strada ci viene detto che il costo del biglietto sarà raddoppiato, a questo punto che si fa? – conclude la riflessione il consigliere – Si prosegue se si ha denaro a sufficienza o si esce al casello più vicino se non di ha denaro a sufficienza. Con quali ricadute? Le riforme si programmano per bene” parole sante!

Approfondimento

Aumento buoni pasto rinviato al prossimo anno scolastico 07.01.2016

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