Arrestato stalker seriale, per la ex provocò allarme bomba in una scuola materna

L’Aquila. L’uomo sarebbe coinvolto in una ottantina di casi circa, con 14 vittime. É stata la Squadra mobile dell’Aquila, coordinata dal dirigente e vicequestore aggiunto Maurilio Grasso, ad arrestare Stefano Di Gregorio 38 anni originario di Preturo di L’Aquila, ex lavoratore della Croce Bianca ed esperto informatico, definito stalker seriale perché, ossessionato dalla sua ex, ha terrorizzato mezza L’Aquila seminando paura nel capoluogo e provocando persino un allarme bomba, ripetuto 3 volte nel giro di qualche mese, in una scuola materna della città.

Stalker seriale Report-age.com 2015Di Gregorio è definito stalker seriale anche perché oltre a terrorizzare mezza città, per un anno intero, avrebbe anche intimidito i parenti e gli amici della sua ex e anche degli sconosciuti “facendo poi ricadere la colpa su di lei”. L’uomo è stato già condannato nel 2002 per molestie sessuali.

Maurilio Grasso conferenza Report-age.com 8.1.2016I fatti. Nei primi mesi del 2015 una trentenne aquilana sporge una serie di denunce/querele  per atti persecutori sia nei propri che nei confronti del proprio nucleo familiare. Ne scaturisce un’attività di indagine da parte della squadra mobile che sin dai primi accertamenti focalizza l’attenzione su un quarantenne del posto, con cui la denunciate ha intrattenuto una breve relazione sentimentale. L’uomo, oltre a conoscere perfettamente la sua vittima, conosce altrettanto bene il suo entourage familiare, essendo stato consulente informatico della famiglia. Da tecnico esperto mette in atto tutta una serie di “stratagemmi informatici” affinchè l’intero nucleo familiare della denunciante subisca imbarazzanti turbamenti quotidiani, violenze psicologiche ed economiche. confeziona numerosissimi documenti, una quantità interminabile di messaggi e mail che invia da diversi “account” creati di volta in volta e corredati da dati e generalità di altre persone, sostituendosi, di fatto, ad esse, per finalità offensive, estorsive, minacciose e compromettenti. Con i dati della donna, lo stalker, sempre in via telematica, apre conti correnti, richiede l’attivazione di servizi a compagnie come Sky e Fastweb o a società finanziarie, fa acquisti on line, posta foto sui vari social network dove fa apparire la sua vittima come offerente di prestazioni sessuali. Episodio inquietante è aver inviato alla denunciate, tramite il servizio “messenger” di Facebook, una foto del suo bimbo di tre anni con un “pene” accanto alla bocca. Tali atti persecutori si protraggono per tutto il decorso anno 2015 ma alla fine del mese di settembre l’uomo crea il panico in città poiché a distanza di pochi giorni fa una serie di telefonate annunciando il posizionamento di un ordigno all’interno di una scuola materna del capoluogo, frequentato dal bimbo della denunciate e dove la stessa ha prestato la propria attività lavorativa fino al maggio del 2015, quando è stata spostata proprio a seguito di una prima telefonata di “allarme bomba”. I poliziotti della mobile, avvalendosi anche della consulenza di un perito nominato dal tribunale, con un lavoro di analisi meticoloso è riuscito a risalire a tutti gli account creati ad hoc dallo stalker per compiere le sue azioni criminose e ad inchiodarlo alle sue responsabilità per ogni atto compiuto ai danni delle sue vittime.

Video dell’arresto

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