Progetti sul porto di Pescara: dalla padella alla brace

Pescara. Una relazione dell’Università D’Annunzio evidenzia seri rischi per la navigazione tali da chiudere il porto per giorni e, in caso di mareggiate e piene del fiume, per le associazioni ambientaliste è a rischio l’intero capoluogo adriatico.

Porto nuovo Pescara progetti Report-age.com 2016I progetti sul porto di Pescara per la realizzazione di una barriere e per la riapertura della diga rischiano di far cadere la città dalla padella alla brace a causa dei rischi per la navigabilità e di alluvione. I 2 progetti sono stati depositati il 19 e 20 novembre, rappresentano un intervento unitario che un’artificiosa decisione ha separato, e presto il Comitato Valutazione di impatto ambientale regionale li esaminerà nell’ambito della procedura di assoggettabilità a Via. Forum H2o, Pescara puntozero e Stazione ornitologica abruzzese hanno presentato delle osservazioni agli interventi previsti, inviate anche alla procura della Repubblica. Il 4 gennaio sono scadutii termini per la presentazione delle Osservazioni. Il Comitato Via deve ancora valutare i progetti, ma il provveditorato ha già provveduto all’appalto per entrambi, annunciano le 3 organizzazioni ambientaliste. Il 16 dicembre il futuro intervento della barriera soffolta è stato addirittura aggiudicato ad un’azienda, la Mac. Il 25 gennaio scadrà invece il termine per la presentazione delle offerte per la realizzazione della diga foranea. “Una procedura che appare totalmente illegittima per tantissime ragioni, è una pistola puntata alla tempia della Commissione Via – denuncia il gruppo ambientalista. Dal punto di vista amministrativo poi “è attivata la procedura di appalto, legando la pubblica amministrazione a progetti che non hanno ancora tutte le autorizzazioni”. Si tratta di interventi delicatissimi da approfondire, per gli ambientalisti, con l’intera procedura di Via senza fermarsi all’assoggettabilità e attivando l’inchiesta pubblica. Scrivono gli ambientalisti in una nota: “Uno studio di una equipe universitaria, allegato ad uno dei due progetti stranamente non depositato per quello della diga foranea, ammette che con questi interventi (barriera soffolta e apertura della diga) il Porto rimarrà inagibile per diversi giorni l’anno perché le onde entreranno altissime nel Porto canale rendendo impossibile la navigazione! La realizzazione della Diga Foranea pur creando gravissimi problemi (sedimentazione; qualità delle acque di balneazione) ha almeno azzerato i rischi derivanti dalle mareggiate per i fruitori del porto. La cosa viene certificata dallo studio del professor Gallerano. Infatti nello studio dell’opzione 0 (configurazione attuale) la protezione del porto canale è assicurata e l’altezza delle onde arriva a poche decine di centimetri al massimo – continuano le 3 organizzazioni ecologiste – Questa condizione è più favorevole non solo per la sicurezza della navigazione ma anche per il deflusso delle acque del fiume in caso di piena in quanto le acque dolci non trovano l’ostacolo del moto ondoso. Gallerano ha indagato sulle prime 3 configurazioni rimanendo sull’unica soluzione individuata dallo studio Apat cioè la deviazione del fiume con la curva, aggiungendo esclusivamente come varianti, il pannello di protezione esterno all’apertura della diga foranea e la barriera soffolta. Lo studio non approfondisce altre soluzioni che pure sono state proposte da più parti. La simulazione porta a risultati preoccupanti! Il moto ondoso entrerebbe, in alcuni casi, addirittura nel porto canale venendo anche amplificato e rendendo addirittura impraticabile il porto canale.
Pericolosità porto relazioneNella relazione per un altezza d’onda di 2 metri, il porto diventerebbe impraticabile per almeno 175 ore, sino ad una settimana. La cosa peggiora con onde alte 2,5 metri che produrrebbero onde alte 2,8 metri all’interno del porto canale. La questione è assai delicata in quanto da quella direzione, come chiarisce la stessa relazione idraulico-marittima allegata al progetto, seppur molto raramente, possono arrivare anche onde di altezza tra 4 e 5 metri, cioè più del doppio delle condizioni che secondo la relazione depositata dal provveditorato renderebbero impraticabile il porto. Crediamo che debba essere assolutamente preso in considerazione l’effetto di una tale mareggiata nel caso che avvenisse contestualmente ad una piena del fiume Pescara. Il mare potrebbe impedire il deflusso delle acque del fiume causando un vero e proprio disastro sulla città. E’ accaduto a febbraio 2015 nell’area di Ravenna-Cervia con il mare che ha impedito il deflusso delle acque cadute nell’entroterra causando gravissime alluvioni. Per quanto riguarda i dragaggi, la stessa relazione ammette che nella configurazione proposta bisognerà continuare a dragare ogni anno 15 mila20 mila metri cubi di materiale probabilmente contaminato”. Per il gruppo di ambientalisti, le relazioni depositate non rappresentano fedelmente la realtà territoriale in quanto addirittura negano sul litorale interessato dai lavori della barriera soffolta la presenza di specie di flora e fauna di interesse. Lo stesso Piano del demanio comunale destina quell’area a Parco delle Dune. Le associazioni hanno chiesto di fermare immediatamente l’iter avviato che potrebbe portare ad imporre un Piano regolatore portuale non ancora approvato iniziando a realizzare come se nulla fosse alcuni stralci. Negli elaborati presentati dal Provveditorato si ammette che la diga Foranea, che non fu mai assoggettata a Via, è stata realizzata in difformità rispetto agli elaborati progettuali. Per la documentazione progettuale dei 2 interventi clicca su diga foranea e su barriera soffolta

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