Piattaforma petrolifera Ombrina: la Rockhopper ricorre al Tar

Una mossa ampiamente prevista per il Coordinamento No Ombrina che, annuncia, interverrà ad opponendum per il ricorso al Tribunale amministrativo regionale della Rockhopper, madre del progetto della piattaforma Ombrina, contro la legge che da qualche giorno fa divieto di perforazioni petrolifere entro le 12 miglia dalla costa. I No Ombrina chiedono agli enti  e alle istituzioni regionali di opporsi così come farà il movimento ambientalista. 

Fonte foto http://www.greenme.it/

Il ricorso al Tribunale amministrativo regionale da parte di Rockhopper è una mossa prevista per gli ambientalisti abruzzesi e la norma entrata in vigore il primo gennaio 2016 sembra essere davvero un ostacolo al progetto. Lo scenario probabile è chiedere al ministero dello sviluppo economico un diniego all’istanza sulla base della nuova norma e, in caso di inerzia, intervenire presso il Tar. Per il Coordinamento, sul ricorso presentato dalla compagnia petrolifera, il ministero, o il commissario nominato dal Tar, dovrà esprimere un parere negativo all’istanza in base alla nuova legge. A quel punto Rockhopper impugnerà il diniego e davanti al tribunale amministrativo solleverà la questione di costituzionalità della norma efficace da 7 giorni. Spiegano gli ambientalisti che, con questa mossa, Rockhopper cercherà anche di vedersi riconosciuti almeno i danni al ministero per non aver rispettato i termini istruttori dell’istanza, per non aver dato parere positivo prima dell’entrata in vigore della nuova legge. “Fondamentali potranno rivelarsi a quel punto tutta una serie di ostacoli che avevamo frapposto rallentando l’iter, ad esempio il parco marino, visto che lo stesso ministero in conferenza dei servizi, il 9 novembre, mise nero su bianco che non aveva avuto il tempo di esaminare il provvedimento emanato pochi giorni prima – continua il Coordinamento No Ombrina – E’ vero che lo Stato ha proposto ricorso alla Corte Costituzionale sulla legge istitutiva del Parco e lì si vedrà se la norma era o meno compatibile con la nostra costituzione, ma a quell’epoca era vigente e lo è tuttora e quindi andava rispettata dal ministero. Rockhopper potrebbe anche cercare anche di evidenziare davanti al Tar un ipotetico contrasto tra norme italiane e quelle comunitarie chiedendo di disapplicare direttamente la norma. Crediamo sia un’ipotesi piuttosto remota. Il Tar potrebbe rigettare la richiesta oppure mandare tutto alla Corte costituzionale oppure chiedere un parere direttamente alla Corte di giustizia sulla congruenza della legge italiana rispetto al Diritto comunitario. In ogni caso è evidente che la nuova norma abbia bloccato il progetto e che abbia ribaltato i ruoli, così appare chiaro come non sia centrale la questione della sospensione del decorso temporale del Permesso di ricerca che sarebbe scaduto da anni anche senza la sospensione- conclude il movimento No Ombrina – Ovviamente interverremo ad opponendum per contrastare tutte le istanze dell’azienda ed è fondamentale che anche tutti gli enti si presentino davanti al Tar, anche per evitare qualche scherzo da parte del ministero”.

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