Niente inciuci con Snam. Rifondazione: “La Regione confermi il diniego all’intesa”

Pescara. “Il Pd non si rimangi impegni assunti con i cittadini” Rifondazione comunista sostiene la lotta che, in valle Peligna, viene condotta dai Comitati cittadini ambiente contro l’installazione della centrale di spinta e del metanodotto Rete adriatica.

“Da 8 anni partecipiamo a questa lotta per impedire la realizzazione del mostruoso progetto Rete Adriatica di Snam – scrivo in un comunicato Rifondazione Comunista e Giovani Comunisti –  E’ pienamente legittimo il totale rifiuto da parte della popolazione della Valle Peligna nei confronti di un’opera che non ha nulla a che fare con l’interesse generale del paese. L’alta valenza culturale, archeologica, enogastronomica, paesaggistica e ambientale del sito, unitamente all’elevatissimo rischio sismico presente lungo tutto il tracciato dell’opera, e ai numerosi rischi per la salute e l’incolumità pubbliche rilevati, configurano una vera e propria aggressione da parte della Snam e dei suoi alleati politici, ai danni dell’entroterra abruzzese. Nonostante  i cittadini della Valle Peligna si siano espressi tramite tutti i livelli istituzionali, sempre all’unanimità, la volontà del territorio continua ad essere ignorata dal governo Renzi esattamente come dai precedenti, i quali, espressisi sempre per bocca dell’ex sotto-segretario, ora vice-ministro al Mise, Claudio De Vincenti (Pd), non hanno mai dato attuazione alla risoluzione della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati del 26 ottobre 2011 che prevedeva la delocalizzazione del progetto a causa delle rilevate incompatibilità e l’istituzione di un tavolo tecnico-istituzionale per lo studio di un’alternativa concreta al progetto. Il tavolo non si è mai concretizzato per responsabilità del governo – aggiungono i comunisti nella nota – La Regione Abruzzo poi, ha prodotto negli anni ben 7 deliberazioni di contrarietà all’opera, negando l’intesa col governo in sede di conferenza dei servizi per la centrale, necessaria alla sua realizzazione. Non si può non denunciare il fatto che la Giunta e il Presidente D’Alfonso in primis hanno mostrato un atteggiamento politico passivo nei confronti del governo Renzi, il quale ha attualmente in mano le sorti della battaglia. Le recenti dichiarazioni messe per iscritto dal Presidente D’Alfonso in una nota al governo, e la precedente apertura con atto di giunta alla realizzazione di una ipotetica, e quanto mai fantomatica, centrale ad alimentazione elettrica, tradiscono la reale posizione del governo regionale, il quale non solo non intende alienarsi le simpatie di Renzi, ma intende assecondare gli interessi di Snam sul suo territorio – conclude Rifondazione – Pensare che due-tre anni fa il PD attaccava l’arrendevolezza di Chiodi! È in atto un tradimento ai danni della popolazione! Il Presidente D’Alfonso, il vice-Presidente Lolli, gli assessori Mazzocca e Gerosolimo, e tutti gli altri responsabili politici della vicenda, non facciano il gioco delle tre carte. La Regione ha il dovere di confermare il diniego dell’intesa al progetto, e di esigere a gran voce che si istituisca il tavolo tecnico per ridiscutere di metanodotto e centrale nel loro complesso! Il sindaco di Sulmona, Giuseppe Ranalli, mostri la schiena dritta con la Regione, e ascolti la voce della sua cittadinanza mettendosi in testa alla protesta, chiamando a raccolta tutte le forze politiche, le realtà culturali e sociali, i portatori di interesse, per combattere assieme con proposte unitarie questa battaglia per la dignità e il futuro dell’Abruzzo! Noi, dal canto nostro ci siamo sempre stati, e continueremo ad esserci! La battaglia su Centro Oli e Ombrina dimostra che si può costringere il governo a fare marcia indietro”.

Dossier 2015

Un passo dalla centrale e dal gasdotto Sulmona-Foligno. Retroscena del Rete adriatica

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