Zipline nel Parco Maiella. Sul cavo per far scivolare la gente interviene il ministero

Pacentro (Aq). Il progetto è previsto nel Parco della Maiella e consiste nell’istallare un cavo lungo mille metri per far volare, appesi come prosciutti, gli amanti delle altezze, ma in un’area rupestre dove nidificano aquile, falchi ed altre specie protette e in via d’estinzione

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Il ministero dell’Ambiente, allarmato da 6 associazioni ambientaliste, ha chiesto subito chiarimenti all’amministrazione di Pacentro che sembra pronta ad accogliere la zip line nell’area protetta di sua competenza. C’è di più, la stazione appaltante risulterebbe proprio il Parco nazionale della Maiella. Il Comune poi ha liquidando la questione sull’impatto ambientale con una relazione di 2 righe, sottolineano le associazioni, nonostante il sito in questione rientri in quelli di Natura 2000 e dunque non esclude dall’obbligo di redigere uno Studio di incidenza ambientale per qualsiasi opera da realizzare. Per la zipline pacentrana mancherebbe lo studio d’incidenza e il Parco Maiella non sembra abbia emesso il prescritto parere di competenza, anche se poi il presidente dell’ente, organo politico, avrebbe autorizzato il progetto. L’opera verrebbe finanziata dalla Regione con circa 300 mila euro (fondi Fas) del collettore turistico della valle Peligna.
Il 15 dicembre le associazioni ambientaliste Lipu, Wwf, Salviamo l’orso, Mountain wilderness, Pro-natura e Touring club italiano hanno denunciato con una lettera al ministero il pericolosissimo progetto per la realizzazione della zip-line, per volare appesi ad un cavo di acciaio lungo non meno di 1000 metri, che attraverserebbe un’area rupestre nei pressi di Pacentro. Il ministero dell’ambiente il 23 dicembre ha chiesto, in qualità di Autorità di sorveglianza per i siti di Natura 2000, sia all’Ente Parco che al Comune di Pacentro che alla Regione, di dare riscontro alle osservazioni formulate dalle associazioni ambientaliste sul progetto previsto nella Zona di Protezione speciale (n. IT7140129 Parco Nazionale della Majella) e nel Sito di interesse comunitario (n. IT71440203 Majella).

L’impianto verrebbe realizzato in una delle aree rupestri più importanti del Parco, nel cuore di un territorio di nidificazione di una coppia di aquile reali. In zona nidificano anche altri uccelli di notevole importanza naturalistica come il falco pellegrino e il gracchio corallino. Vi nidifica anche una coppia di lanario, rarissimo falcone minacciato di estinzione in particolare in Abruzzo dove non risultano esserci ormai più di 3-4 coppie. Si tratta di specie particolarmente protette dalla normativa comunitaria e nazionale. La valle è frequentata anche dall’orso bruno marsicano ed è sede di un importante flusso migratorio di varie specie di uccelli. Diversi uccelli potrebbero morire per collisione con il cavo e il disturbo derivante dalla Zip Line eserciterebbe, con molta probabilità, un impatto rilevante nei confronti di altre specie, tra cui prima di tutto l’orso. Grave sarebbe anche il danno al paesaggio in un territorio dove le zone rupestri, le formazioni forestali e il borgo di Pacentro, costituiscono un insieme armonico ed integro di notevole valore paesaggistico.
Le associazioni chiariscono che in mancanza di Studio di incidenza ambientale l’opera è da ritenersi illegale: “Non risulta che tale Studio sia stato redatto. Risulterebbe invece che il discorso dell’impatto sull’ambiente sia stato liquidato dal Comune di Pacentro con una relazione di un paio di righe nelle quali, in modo del tutto arbitrario e superficiale, si afferma che non vi è incidenza. Ci si domanda poi se in merito l’Ente Parco ha emesso il prescritto parere di competenza – prosegue il gruppo di ambientalisti – È incredibile e inaccettabile, in un’ area protetta, che l’Ente parco possa autorizzare un progetto di tal genere! Risulta invece purtroppo che non solo l’ente lo abbia approvato, ma che il Parco ne sarebbe addirittura stazione appaltante. Inoltre l’autorizzazione risulta essere firmata dal Presidente del Parco, Franco Iezzi, quando invece autorizzazioni di questo genere non sono di competenza dell’organo politico del Parco, ma di quello tecnico, il che significa del Direttore. Ci chiediamo per quale motivo ci sia stato questo scavalcamento. Tutta l’operazione appare essere quindi in aperto contrasto sia con la normativa comunitaria in merito alla gestione delle aree Natura 2000 che con quella riguardante il danno ambientale. Chiediamo che il Parco ritiri in autotutela l’autorizzazione rilasciata che venga redatto ed attuato un altro progetto non impattante e compatibile con i vincoli esistenti e che le autorità competenti intervengano prontamente e decisamente allo scopo di scongiurare la realizzazione di un’opera tanto dannosa per il Parco nazionale della Maiella”.

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