Mobilitazione No Snam: occupazione del Comune e martedì all’Aquila a manifestare

Sulmona (Aq). La soluzione finale è imminente e questa volta non è gas, ma elettricità. Ironizzano con amarezza se l’autorizzazione a costruire la centrale di spinta del metano è solo questione di ore ormai e, davvero, cambierà volto e connotati alla valle Peligna. A Sulmona in primis e poi, riflettendo sul massimo rischio sismico e le faglie attraversate dal tracciato del gasdotto, i tubi spargeranno timori ovunque tra i territori, da intubare, sulla dorsale Appenninica. Per questo un folto gruppo di cittadini Peligni ha deciso di occupare il Comune di Sulmona con i Comitati cittadini per l’ambiente che domani alzeranno i toni della protesta e manifesteranno contro il progetto della centrale Snam, occupando il municipio, per impedire il primo battito del cuore pulsante del metanodotto Rete adriatica da realizzare nella città dei confetti.

foto Trozzi
Di Nicola, Carrozza, Pizzola e Ferrante (foto Trozzi)

Al civico 5 di Vico del Vecchio la sala conferenze Cgil è stracolma. A richiamare gente sono le Grandi opere in Abruzzo. A che punto siamo? Centrale e metanodotto Snam, Ombrina mare, elettrodotto Villanova-Gissi si faranno? Questo è l’argomento trattato nell’incontro pubblico nella sede ristrutturata del sindacato di Sulmona, resa inagibile dal terremoto del 6 aprile 2009 e da pochi mesi rimessa a nuovo. Qualche minuto di ritardo e si comincia. Intervengono per l’Abruzzo social forum e Campagna nazionale No sblocca Italia,  Renato Di Nicola, Silvia Ferrante del comitato No elettrodotto Villanova-Gissi, la donna che dalla società dell’elettrodotto, a doppia terna 380 kv di Terna spa, ha ricevuto 24 citazioni e una richiesta di risarcimento danni pari a 16 milioni di euro. E ancora Mario Pizzola, dei Comitati cittadini per l’ambiente di Sulmona che parla dell’azione clamorosa, da fare domani, forse spinto dal suggerimento di un ambientalista sulmonese che propone l’occupazione  del Comune o magari della Regione. Pizzola fa la quadra: “Sino a quando il presidente Luciano D’Alfonso non farà marcia indietro” gli ambientalisti occuperanno il Comune di Sulmona. È una delibera di giunta a preoccupare il gruppo. Parliamo della decisione che l’esecutivo regionale prenderà probabilmente martedì mattina, convocato dal presidente della Regione Luciano D’Alfonso che, per i comitati, intende ritirare il diniego all’intesa sul progetto della centrale Snam da costruire a Sulmona, a Case Pente. Forse l’amministratore regionale spingerà la presidenza del Consiglio dei ministri a prendere in considerazione un impianto a propulsione elettrica, già proposto da Snam i mesi scorsi. Il diversivo potrebbe far guadagnare un po’ di tempo e allontanare lo spettro dell’autorizzazione imminente dell’originario progetto di centrale alimentata a metano per spingere il gas naturale a Nord. Una centrale elettrica però, in Italia, non esiste e quella francese viene alimentata solo in parte con l’energia elettrica. Per la giunta regionale, convocata martedì mattina, i comitati si organizzano per manifestare all’Aquila e chiedono al sindaco di Sulmona, Giuseppe Ranalli, che con la fascia tricolore stia in prima linea con i contrari al progetto Snam a protestare dinanzi all’Emiciclo, per dire No alla prossima deliberazione dell’esecutivo regionale. Quella delibera di giunta offrirebbe a D’Alfonso un pass, il 29 dicembre, di fronte alla presidenza del Consiglio dei ministri per una soluzione ambientalmente più sostenibile alla autorizzazione del progetto Rete adriatica.
Domani, prima delle ore 10 gli ambientalisti s’incontreranno a via Maz(z)ara e durante la conferenza stampa sulla centrale e metanodotto Rete adriatica, da svolgere nella saletta adiacente la sala consiliare di palazzo San Francesco, si procederà dunque alla occupazione. Il giorno successivo una parte degli attivisti sarà all’Aquila per convincere gli amministratori regionali a non deliberare. Una Regione affollata quella di martedì perché nella stessa mattina è prevista la protesta per le Riserve regionali appese all’incognita, che cela forse altri tagli, sull’ammontare dei contributi regionali annuali da stanziare per queste aree protette. Altra ipotesi degli ambientalisti no Snam sarebbe quella di occupare il municipio di Pratola Peligna(Aq), il sindaco Antonio De Crescentiis, è il presidente della Provincia.

Breve riassunto degli interventi dell’incontro

Si raccolgono fondi per coprire le spese legali a Silvia Ferrante, la mamma citata 24 volte da Terna spa per rispondere ad un presunto danno provocato alla società dell’elettrodotto, valutato dall’azienda in 16 milioni di euro. Lorenzo Carrozza, collaboratore della Commissione ambiente della camera dei deputati, introduce al discorso. riferendo che i vertici le provano tutte per  bypassare, a livelli giuridico, i pareri degli enti locali. Il punto di snodo è quello della  democrazia, ossia, la possibilità concreta delle persone d’incidere nella realtà dei territori. L’ambientalista Renato Di Nicola parla della Campagna contro la devastazione e saccheggio dei territori un movimento che si è messo appena in moto e mette a fuco sull’importanza dei beni comuni e anche sui diritti. Per questa campagna, annuncia Di Nicola, ci si riunirà  ancora a Termoli. In breve occorre organizzare come non mai le persone  che lottano.
Silvia Ferrante, racconta dell’esperienza sui campi occupati dagli operai che lavorano per Terna, società che per il 30%, chiarisce la giovane mamma, appartiene alla Cassa deposito e prestiti. “Il progetto dell’elettrodotto è calato dall’alto sui cittadini – dichiara la signora – Aperti i cantieri a novembre dello scorso anno, in Conferenza di servizi tutti e 16 comuni erano sfavorevoli al progetto dell’elettrodotto,  poi hanno ragionato con i soldi e solo 3 comuni hanno proseguito la battaglia- fa notare – guarda caso sono quelli in cui si sono costituiti i comitati”. Il rpogetto dell’elettrodotto è stato pensato nel 2005, 1/3 su aree a forte rischio idrogeologico e frane. Entro il 30 dicembre Terna annuncia che l’opera sarà finita. I comuni di Castel Frentano e Paglieta, in provincia di Chieti, hanno fatto ricorso al Tribunale amministrativo regionale, insieme. Lanciano(Ch) ricorre al Tar da solo. Non a caso un riferimento finale alla turbogas di Gissi di Abruzzo energia  che  è l’impresa che ci guadagna. La linea dell’elettrodotto servirebbe per trasportare a Nord l’energia in eccesso del Sud Italia. In verità le multinazionali continuano a campare di rendita visto che la strategia energetica è ferma da 27 anni.
Alcuni dati forniti da Carrozza: “Il tasso di consumo di suolo è  pari a 8 metri al secondo. Processi di desertificazine sono in atto, soprattutto in Sicilia” il giovane parla di autostrade, come cattedrali nel deserto e di economia  circolare che significa andare oltre lo sviluppo tradizionale ossia il prelievo sproporzionato di risorse naturali con produzione immani di rifiuti.
Pizzola stigmatizza il comportamento della stampa locale, indicando i quotidiani Centro e Messaggero, accusati dall’ambientalista di fare il gioco del più forte. Il consumo di gas è diminuito e il metano trasportato con i mega tubi del Rete adriatica sarà venduto soprattutto in Germania. Eppure la Germania intende approvvigionarsi diversamente e con un canale diretto: il gasdotto Nord Stream. il Nord Stream attraversa il mar Baltico e trasporta direttamente il gas proveniente dalla Russia in Europa e nella Germania del Nord. Perché i tedeschi dovrebbero poi acquistare dall’Italia  il metano? Il Rete adriatica costa 2 miliardi  di euro e, se le cose stanno in questo modo, è una spesa inutile che graverà solo ed esclusivamente sulle tasche degli italiani. Inoltre, il rappresentante degli ambientalisti sulmonesi chiarisce che le proposte devono essere condivise. Il responsabile del procedimento, De Vincenti, per Pizzola sarebbe il deus ex machina e portavoce delle multinazionali. Lo stesso governo sarebbe il braccio operativo delle  multinazionali del gas e del petrolio che scrivono la strategia energetica. Conclude l’ambientalista sulla fantomatica centrale a propulsione elettrica chiarendo che l’unica presente in Europa, quella francese ha 8 propulsori a gas e 8 elettrici. Inoltre la Commissione territorio della Regione chiederebbe di applicare la Risoluzione del 2011, quella con cui la Commissione parlamentare della Camera dei deputati chiedeva di predisporre un tavolo per un tracciato alternativo al passaggio dei tubi su aree a massimo rischio sismico. Intanto, dice Pizzola, la Regione poi vorrebbe rilanciare, a parole, il progetto Ape, Appennino parco d’Europa. “La letterina di Natale di D’Alfonso a Renzi dovrebbe far reagire i sindaci e a questo punto far saltare la sedia di D’Alfonso” dichiara il leader del comitato ambientalista sulmonese.

Dall’uditorio intervengono l’assessore all’ambiente del comune di Popoli, Giovanni Diamante, che contro il metanodotto Snam sta puntando sulla carta degli usi civici assieme al territorio di Paganica. L’assessore racconta dell’esperienza con la Snam a cui,a più riprese, il Comune di Popoli ha chiesto di cambiare il tracciato dei tubi che non solo spezzerebbe in 2 una tra le faglie più sensibili e pericolose dell’entroterra, ma nel passaggio il gasdotto comprometterebbe le sorgenti del Pescara, il bacino imbrifero più grande d’Europa, a causa di un tunnel di 2 metri per far correre il gas naturale verso l’Aquila.

Poi interviene l’assessore al sociale del Comune di Sulmona, Nicola D’Alessandro, ribadendo che il sindaco è contrario all’opera della multinazionale e Mauro Colaianni consigliere di Barisciano (Aq) che invita il movimento ambientalista a riunirsi anche dalle sue parti. I temi scottanti dalle sue parti, Barisciano appunto, sono una Variante a 4 corsie immaginata, a quanto pare, dal presidente della Regione, e la centrale a biomassa battaglia stoica se davvero ,come dichiara in assemblea il consigliere, il territorio è sguarnito di biomassa e l’impianto, alle solite, permuterà nell’immancabile inceneritore.

mariatrozzi77@gmail.com

Aggiornamento

L’occupazione a palazzo San Francesco è stata sospesa, gli ambientalisti proseguono la mobilitazione però con un presidio quotidiano in municipio 02.01.2015

Approfondimento

Ad un passo dalla centrale e dal gasdotto Sulmona-Foligno. Retroscena del Rete adriatica 02.05.2015

La soluzione D’Alfonso azzera il diniego alla centrale di spinta per il metanodotto Rete adriatica 26.12.2015

Citata 24 volte, in giudizio da Terna, la madre No elettrodotto 380 mila volt 28.11.2015

La Snam a Popoli: nuovo studio sul tracciato del gasdotto per le sorgenti. No del Comune alla concessione dei terreni per i tubi 29.10.2015

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