Il Parco fantasma e il Parco marino in conflitto di competenza

Chieti. La Regione ha istituito un’area protetta in mare, di fronte la costa dei Trabocchi e dell’area Frentana, in conflitto di competenza perché ad istituire delle aree marine protette non può che essere lo Stato. Intanto annaspa la istituzione del Parco nazionale della costa dei Trabocchi, utile a porre un freno alla cementificazione selvaggia della costa e all’imminente arrivo della piattaforma petrolifera Ombrina mare 2.

Area protetta del Fratino Foto Trozzi
Area protetta del Fratino Foto Trozzi

Niente da meravigliarsi se il 23 novembre il consiglio dei ministri ha impugnato, dinanzi la Corte costituzionale, la legge regionale n. 38 del 6 novembre 2015: Istituzione del Parco Naturale Regionale Costa dei Trabocchi e modifiche alla legge regionale 21 giugno 1996, n. 38 (Legge-quadro sulle aree protette della Regione Abruzzo per l’Appennino Parco d’Europa) in quanto “istituisce una area protetta marina in contrasto con la normativa statale quadro, che riserva allo Stato la possibilità di istituire aree protette in mare. Ne consegue l’invasione nella materia di esclusiva competenza statale della tutela dell’ambiente, in violazione  degli articoli 117, secondo comma, lettera s), e 118 della Costituzione”.

Il 5 novembre la Regione istituisce un Parco in mare tra San Vito e Rocca San Giovanni, in provincia di Chieti, nell’area della costa teatina nel mirino delle compagnie petrolifere per trivellare. Il giorno della nascita del parco marino, istituito in un batti baleno, si divide il movimento ambientalista e cantano vittoria le società dedite alle attività di estrazione del petrolio. La battaglia ambientalista, prima, è concentrata nella istituzione del Parco nazionale della costa teatina. Area istituenda da quasi 15 anni in attesa di riconoscimento ufficiale con decreto del presidente della Repubblica. Poco avvezzi al diritto costituzionale e ai retroscena, molti abruzzesi esultano alla stituzione dell’area marina protetta su demanio marittimo statale.

Contro la costruzione di nuovi pozzi in acqua, l’impegno regionale si traduce nella nascita di un’area protetta in mare e il provvedimento abruzzese invade la sfera di competenza dello Stato che, dall’altro canto. Il Parco nazionale della costa dei Trabocchi, a settembre non nasce, è l’ennesimo rinvio perché alcuni Comuni della costa, seguendo il programma impostato su progetti di resort e cementificazione a pioggia, non rinunciano agli affari e ad avere, nel Consiglio di amministrazione del futuro Parco, dei rappresentanti che siano espressione delle amministrazioni locali, per la quota spettante ai territori. La nuova proposta definitiva di perimetrazione del Parco fantasma arriva 2 giorni dopo la notizia dell’impugnazione della legge regionale n. 38 del 6 novembre 2015 che istituisce il parco marino Trabocchi del chietino. Il rimedio al gigantismo della cartografia precedente, così la perimetrazione dell’ex Commissario Pino De Dominicis viene definita dal presidente d’Abruzzo Luciano D’Alfonso, sono i nuovi confini del parco teatino che non si scontrano affatto con le attività produttive, ma possono aggiungersi a queste realtà per rafforzare l’economia dei territori. Venti giorni prima della singolare delimitazione, il Consiglio regionale ha approvato la legge regionale 150/2015 per istituire il Parco naturale regionale Trabocchi del chietino e della costa Frentana. Il provvedimento legislativo approvato, in realtà invade la materia di esclusiva competenza statale. A sottoscrivere il progetto di legge regionale del parco marino sono il presidente della II Commissione consiliare, Pierpaolo Pietrucci, diel sottosegretario alla giunta regionale, Mario Mazzocca, e il presidente della IV Commissione consiliare, Luciano Monticelli.

mariatrozzi77@gmail.com

Aggiornamento

Parco nazionale Costa teatina: 9 associazioni chiedono il decreto per ufficializzarne la nascita  11.01.2016

Approfondimento

La Regione approva la legge istitutiva del Parco marino Regionale Trabocchi del chietino 05.11.2015

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