Bonifica discarica Tremonti: nessuno se ne occupa. La denuncia di Bussiciriguarda

Pescara. Approvata la Legge di stabilità si concluderà a fine giugno, merito dell’emendamento Castricone, il commissariamento dell’architetto Adriano Goio per il Sito di interesse nazionale (Sin) per la bonifica di Bussi. “Sarebbe stato meglio da subito” scrive il coordinamento Bussiciriguarda composto dalle associazioni Italia Nostra, Marevivo, Ecoistituto Abruzzo, Mila Donnambiente, Medici per l’ambiente-Pescara. Il gruppo, con una nota, denuncia che della bonifica della discarica a margine del fiume Pescara non se ne sta occupando nessuno. Immancabile l’appello alle istituzioni locali affinché chiedano conto del decennio del commissariamento trascorso senza che le cose cambiassero più di tanto.

Piezometro
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“Il commissariamento più inutile e misterioso della storia della Repubblica Italiana e che lascerà la mega discarica dei rifiuti tossici di Tremonti in ammollo nella falda e in contatto con le acque del fiume, a rilasciare inquinanti – sottolineano le 5 associazioni – Dopo 10 anni dalla sua scoperta e dopo che le consulenze tecniche d’ufficio hanno portato anche in tribunale la triste realtà che essa rappresenta: la più importante sorgente di contaminazione delle falde della valle del Pescara –  Dritta al cuore la denuncia del Coordinamento ambientalista – che le ultime gesta di Goio (la gara d’appalto emanata in questi giorni) riguardano le 2 discariche a monte dello stabilimento chimico, nell’area esterna, cosiddette 2A e 2B, non la Tremonti di cui non si sta occupando più nessuno, è stata letteralmente tenuta sequestrata per tutto questo tempo dal commissario, quasi fosse una zona militare interdetta agli organi di controllo, all’Università, con il risultato che Goio, che ne ha avuto l’esclusiva competenza, non l’ha messa in sicurezza secondo quanto prescrive la legge e non ha consentito alle altre istituzioni di occuparsene e poterlo fare. Il commissario Goio è stato inviato dal governo Berlusconi su richiesta e segnalazione nominativa di Ottaviano Del Turco, 10 anni fa, tramite l’ordinanza del Consiglio dei Ministri del 9 marzo 2006 – assai prima della scoperta della mega discarica di Tre Monti, fa notare il coordinamento e aggiunge che con ulteriori provvedimenti il commissario Goio è stato investito, nel 2007, del compito di mettere in sicurezza quella situazione d’emergenza “con poteri straordinari, autorizzato a poter agire al di fuori delle leggi vigenti per il raggiungimento rapido dello scopo – prosegue la nota delle associazioni che, con le inadempienze trascinate per anni, sono state lasciate sole a chiedere la rimozione del commissario e il rientro nella legalità ordinaria – Soprattutto adesso gli chiedano conto non solo Ministero e Regione (che sono ben informati e consapevoli), ma anche e particolarmente i sindaci della valle, sia quelli compresi nel Sin sia quelli esterni, come Pescara, Spoltore, Cepagatti etc., i cui territori, situati allo sbocco della vallata, accolgono la somma degli sversamenti a monte. Dovrebbero perciò, anche loro, farsi pienamente consapevoli dello stato dell’arte per dar conto, ai cittadini amministrati, dello stato di qualità dell’ambiente e delle acque di falda che sostengono le nostre catene alimentari”. L’augurio di Bussiciriguarda è che “eliminato il paravento Goio, che ha favorito la deresponsabilizzazione delle autorità locali, immediatamente si avvii, da parte dei sindaci, delle giunte e dei consigli comunali, un’ attività di dibattito, approfondimento e verifica per garantire la messa in sicurezza e la bonifica di tutte le sorgenti inquinanti che affliggono  la valpescara. Noi saremo qui a pungolare anche i partiti. Ricordando intanto all’onorevole Castricone,  che da cofirmatario della norma anti commissariamento ha orgogliosamente rivendicato la funzione positiva della sua parte politica, che fu lo stesso Partito democratico, a dire il vero senza alcuna opposizione, a essere decisivo nella scelta di confermare, a suo tempo, la permanenza di Goio come commissario e a scrivere per lui un articolo di legge per affidare, alle sue dirette mani, i famigerati 50 milioni per la bonifica e la reindustrializzazione. Diciamo quindi che si è rimediato adesso, meritevolmente, a una grave sciocchezza che ci consentirà, finalmente a breve (sarebbe stato meglio da subito), di non sentirci più prigionieri in casa nostra”.

Avvelenamento delle acque del fiume Pescara potrebbe derivare dalla discarica Tremonti. Le acque del Tirino attraversano il Polo chimico e confluiscono nel fiume Pescara e i veleni di fabbrica scaricati nel canale potrebbero aver viaggiato, per un quarto di secolo, sino al punto in cui attingevano, dal fiume Pescara, i 5 pozzi Sant’Angelo realizzati nel 1982 in prossimità della discarica Tremonti per rafforzare le capacità dell’acquedotto Giardino e dell’acqua proveniente da Capo Pescara. Il liquido dei pozzi Sant’Angelo si miscelava così all’acqua purissima dell’acquedotto Giardino, a servizio di 700 mila persone residenti nella val Pescara. I pozzi Sant’Angelo vennero chiusi 25 anni dopo la loro fondazione per inquinamento da clorometani, contaminazione che potrebbe essere stata determinata dalla discarica Tremonti i cui veleni interrati potrebbero aver raggiunto ormai le falde. Anche se un tecnico di laboratorio della Montedison, operativo nell’azienda dal 1968 al 2002, insiste nell’affermare che l’avvelenamento deriverebbe solo dall’impianto di produzione dei clorometani in funzione, sino al 2006, nel polo chimico Montedison. La società ex Ausimont un tempo scaricava proprio quei residui di lavorazione nelle acque del Tirino, direttamente, perché per certi quantitativi la legge Merli lo consentiva. Eppure l’inquinamento per le acque del fiume resta e, ad  oggi, non sembra diminuire, anzi.

mariatrozzi77@gmail.com

Aggiornamento

Nel Paese dei prescritti. Bussi bis: prescrizione non è assoluzione 22.12.2015

Approfondimento

Discarica veleni di Bussi. Passa l’emendamento Castricone a giugno finisce il commissariamento 15.12.2015

Questione di chimica. Trip a Bussi Officine nella discarica dei veleni più grande d’Europa 23.05.2015

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