Wwf sul Piano spiaggia: ‘Non c’è mai stata alcuna condivisione’

Pescara. Il Wwf conferma quanto anticipato, nei giorni scorsi, sul Piano spiaggia di Pescara: “Non c’è mai stata alcuna condivisione” con gli ambientalisti a differenza di quanto affermato, la settimana scorsa, dal vice sindaco del Comune del capoluogo adriatico, Enzo Del Vecchio, che in due distinti interventi sul quotidiano Il Messaggero e sull’emittente televisiva Antenna 10 aveva dichiarato che le modifiche al Piano e dunque l’ampliamento della volumetria degli stabilimenti balneari era stata cobcordata con gli ambientalisti. 

Il Wwf interviene in merito alle polemiche sul piano spiaggia di Pescara precisando che il Wwf Chieti-Pescara ha partecipato, insieme a pochissime altre associazioni, a una delle due sole riunioni alle quali, a quanto risulta, sono stati invitati ambientalisti. In quella circostanza il Wwf ha ribadito di avere a suo tempo firmato articolate osservazioni contro il Piano demaniale marittimo (Pdm) della Regione, in particolare per quanto riguarda lo spropositato aumento delle cubature. Da parte del comune di Pescara è stato affermato invece che non c’erano possibilità di modifica per cui la discussione, brevissima, non è entrata nel merito di quel Piano peraltro presentato in forma embrionale. Una bozza che, secondo le avvertenze della stessa amministrazione municipale, era in più punti da riguardare e da controllare. “Ci si è limitati ad affrontare, a livello di discussione e non di articolate proposte, poche questioni particolari come gli accessi al mare, la visibilità da garantire e la percentuale di spiagge libere- chiariscono gli ambientalisti abruzzesi – Si era tra l’altro chiesto di usare nel testo il termine corretto “battigia” invece di “bagnasciuga”, che ricalca un famoso errore di Mussolini ma non sappiamo neppure se questo consiglio è stato seguito. Ci si era lasciati infatti con l’intenzione annunciata di incontrarsi di nuovo per approfondimenti ma non ci sono stati ulteriori appuntamenti, quanto meno non con il Wwf. Avere discusso su alcune minime questioni, senza poter entrare nella sostanza, non significa in alcun modo che  il piano sia stato concordato né tantomeno approvato. L’associazione del Panda ribadisce quanto già sostenuto, insieme a Legambiente, Italia Nostra e ad altre associazioni, in relazione al Piano Demaniale Marittimo della Regione riportando le frasi iniziali delle più recenti osservazioni, quelle presentate il 24 aprile dello scorso anno (che si allegano nel testo integrale) in occasione di una audizione in IV Commissione regionale, osservazioni che ovviamente valgono anche per il piano comunale là dove segue pedissequamente scelte che riteniamo profondamente sbagliate: “Le scriventi associazioni ritengono che il documento contenente Modifiche al Pdm regionale, oggetto della seduta fissata in data odierna sia, per quanto riguarda la parte urbanistica, assolutamente inaccettabile.È acclarato come sia indispensabile attuare politiche di riduzione del consumo di suolo e   del peso urbanistico nelle nostre città, in un momento in cui  i problemi idrogeologici del nostro territorio nonché i cambiamenti climatici stanno aumentando fenomeni  che sempre più spesso si manifestano distruttivi. Invece, in assoluta controtendenza. Il Pdm presentato prevede aumenti di cubatura spropositati su un litorale, quello abruzzese, già al 90% cementificato e occupato da strutture per gli usi più svariati. Inoltre si prevede di aumentare l’occupazione del fronte mare riducendo drasticamente la Vista Mare“.

Approfondimento

Del Vecchio e gli ambientalisti, il mistero del Piano spiaggia s’infittisce 18.12.2015

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