Ricostruzione. Annullati gli arresti di luglio dei costruttori sulmonesi

L’Aquila. La Corte di Cassazione ha accolto i ricorsi di Francesco Salvatore e Panfilo Di Meo, costruttori sulmonesi che sono stati arrestati il 30 luglio, insieme ad altre 4 persone, nell’ambito dell’inchiesta Social dumping su presunti sfruttamenti della manodopera straniera utilizzata nell’ambito della ricostruzione post-terremoto. I costruttori impegnati nelle attività di ricostruzione all’Aquila, sono difesi dall’avvocato Alessandro Margiotta e dall’avvocato Antonio Fiorella. La Corte ha annullato le ordinanze cautelari impugnate e rinviato al Tribunale dell’Aquila per un nuovo esame.

I giudici della Cassazione hanno riconosciuto fondate le ragioni della difesa che con un primo ricorso in appello aveva contestato la nullità dell’interrogatorio di garanzia e la conseguente inefficacia delle misure per violazione del diritto di difesa, avendo tra l’altro il tribunale negato all’indagato Francesco Salvatore di rendere dichiarazioni spontanee nonchè la nullità per erronea applicazione di legge processuale non avendo fissato la scadenza delle misure applicate. Con un secondo ricorso, al Tribunale del riesame, i difensori dei 2 costruttori sulmonesi avevano evidenziato la incompetenza territoriale del Tribunale dell’Aquila, la mancanza dei gravi indizi di colpevolezza e la carenza delle motivazioni dedotte dal riesame anche in ordine alla omessa valutazione delle prove prodotte dalla difesa. In sede di Cassazione sarebbe emerso che nel fascicolo di indagine sussisterebbero circostanze e documentazioni a favore degli indagati a quanto pare disattese dal Tribunale del riesame, comprovanti che la società Salvatore & Di Meo non ha posto in essere alcuna azione vessatoria e di sfruttamento nei confronti dei lavoratori romeni distaccati, risultati tutti regolarmente assunti e per i quali corrispondeva la somma di circa 2 mila 500 al mese. Inoltre sarebbe stato riscontrato che tutti i lavoratori rumeni distaccati presso le imprese italiane, osservavano un orario di 8 ore lavorative, tutti disponevano di assistenza sanitaria e soprattutto non subivano discriminazione alcuna ed alloggiavano in 2 appartamenti di pregio completi di ogni servizio.

Archivio. L’indagine Social dumping, Pulizia sociale, coordinata dalla procura dell’Aquila avrebbe messo in luce un’organizzazione presumibilmente dedita al reclutamento e allo sfruttamento di flussi di manodopera provenienti dalla Romania. Per la prima volta all’Aquila è stato contestato anche il reato di autoriciclaggio, recentemente introdotto. Le ordinanze di custodia cautelare in carcere sono state eseguite dai carabinieri del comando provinciale nei confronti di una presunta associazione per delinquere composta da Antonio D’Errico detto Tonino 59 anni, residente a Tortoreto; Nicolae Otescu detto Nico 46 anni, cittadino romeno residente a Lugoj, municipio del distretto di Timiș, regione del Banato, Francesco Salvatore 56 anni di Pettorano sul Gizio (Aq) residente a Sulmona; Panfilo Di Meo di 52 anni di Sulmona, Giancarlo Di Bartolomeo di 49 anni di Teramo; Massimo Di Donato di 63 anni, anche lui di Teramo.

Ask yourself if it is really necessary..

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.