Metanodotto e centrale Snam. Letterina di Natale a Renzi per attivare il tavolo del tracciato alternativo

Sulmona (Aq). L’auspicio è che in queste ore decisive, sono 11 anni di battaglie, facciano sentire la loro voce i consiglieri regionale ieri impegnati in consiglio, accusati di essere completamente scomparsi dalla scena sul caso Snam. Insomma, nel momento in cui è indispensabile l’unità e la forza si preme sulla divisione puntando il dito o individuando un capro espiatorio. 

Lettera a renzi metanodotto Snam Report-age.com 2015Oggi dovrebbe essere consegnata al presidente del consiglio dei ministri, Matteo Renzi, la letterina di Natale in cui l’Abruzzo e i parlamentari di altre 3 regioni chiedono di fermare l’iter autorizzativo della centrale di compressione Snam di Sulmona per istituire, immediatamente, un tavolo istituzionale previsto dalla Risoluzione della Commissione parlamentare. Nell’atto del 26 ottobre 2011 s’impegna il governo ad assumere tutte le iniziative di competenza anche dopo un necessario approfondimento attraverso un tavolo tecnico ed in accordo con le amministrazioni interessate per disporre la modifica del tracciato ed escludere la fascia appenninica al fine di evitare sia gli alti costi ambientali che deriverebbero sia l’elevato pericolo per la sicurezza dei cittadini dovuto al rischio sismico che metterebbe a dura prova la vulnerabilità del metanodotto.

Nella richiesta elaborata ieri, dopo la conferenza stampa nella sala Nassiriya del Senato, i parlamentari delle regioni intubate dal metanodotto Rete adriatica e il territorio che purtroppo sopporterà il peso e le conseguenze della centrale di compressione Snam rimarcano al premier la ferma contrarietà al tracciato dell’opera progettata perché è a rischio incolumità e salute pubblica, perché il mastodontico apparato presenta criticità di natura sismica, idrogeologica e ambientale e il passaggio dei tubi determinerebbe danni che graverebbero tutte sulla pelle della popolazione, sulle già fragili e piccole economie delle aree colpite. I parlamentari fanno perno sulla Risoluzione della Commissione ambiente del 2011 a cui non è stata data attuazione perché non sarebbe mai stato istituito il tavolo tecnico istituzionale per decidere un tracciato alternativo del serpentone. La centrale di spinta del gas naturale sta per essere autorizzata, gli atti sono stati rimessi alla presidenza del consiglio dei ministri e gli onorevoli chiediamo che non si proceda ad autorizzare l’opera prima di atturale la risoluzione del 2011.

Tutto questo per tentare una individuazione di alternative al Rete adriatica che originariamente avrebbe dovuto attraversare la costa adriatica, ma la forza delle popolazioni costiere ha fatto al differenza sul progetto della Snam, spostato nella aree interne dove la politica ha poco peso. La richiesta inviata a Renzi dovrebbe portare le firme dei Parlamentari di 4 regioni: Abruzzo, Marche, Umbria e Lazio. Si impegnerebbero il partito democratico, Walter Verini – promotore della risoluzione del 2011 – e la senatrice Stefania Pezzopane. Poi Forza Italia, con la senatrice Paola Pelino e il deputato Fabrizio Di Stefano. Per il Movimento 5 Stelle, la senatrice Enza Blundo, i deputati Gianluca Vacca e Patrizia Terzoni. Sempre in prima fila con Sinistra ecologia e libertà e oggi con Sinistra italiana, i deputati Gianni Melilla e Loredana De Petris.

Punto nascite occupazione municipio Fi Report-age.com 27.3.2015
Ranalli, Tirabassi, Pelino La Civita, Pagano

Stiamo vivendo un momento decisivo per il nostro territorio che da anni continua a spendere energie vitali non per programmare lo sviluppo, ma per rincorrere le emergenze – dichiara il consigliere comunale di Forza Italia Luigi La Civita – Con l‘appuntamento di Roma siamo riusciti a ricompattare un fronte extraregionale, tentando inoltre di riportare la vicenda centrale di compressione e metanodotto sul piano politico.  Si è capito inoltre che la proposta della centrale di compressione alimentata ad energia elettrica era stato un mero tentativo di ammorbidire il rapporto con le popolazioni locali e sminuire la portata negativa delle opere – conclude La Civita  – Rammarica l’assenza dei rappresentanti di Regione e Provincia dell’Aquila che se impegnati in attività di maggiore rilievo istituzionale avrebbero quantomeno potuto far pervenire un loro sostegno a mezzo messaggio scritto. Analoga considerazione per l’assenza del parlamentare popolese Castricone dal quale  ora ci si attende almeno la sottoscrizione del documento da presentare al primo ministro Renzi”. 

“La questione è ormai nelle mani del Presidente del Consiglio ed è una decisione eminentemente politica, come quella che ha riguardato Ombrina –afferma Mario Pizzola, portavoce dei comitati – non è ammissibile che a dettare legge siano gli interessi delle multinazionali del petrolio e del gas, non siamo in uno Stato militare ma in un Paese democratico la cui Costituzione sancisce che la sovranità appartiene al popolo. Le Istituzioni  elette dai cittadini sono unanimi nel dire no al progetto della Snam ( che insiste in aree ad altissimo rischio sismico e di grande qualità ambientale quali sono quelle dell’Appennino) e nel chiedere il pieno rispetto della decisione del Parlamento”. Il Sindaco di Sulmona, Peppino Ranalli, intervenuto nella conferenza stampa, ha evidenziato che ormai è una corsa contro il tempo perché c’è il rischio che la decisione di dare il via libera alla centrale potrebbe essere presa già nel Consiglio dei Ministri del 21 dicembre prossimo. “La politica deve svolgere fino in fondo il suo ruolo  – ha sottolineato Ranalli –  scelte come questa non possono essere imposte dall’alto, ma devono passare attraverso la partecipazione e  la condivisione  dei territori coinvolti. L’unità della politica e la determinazione nei confronti del Governo possono ancora impedire una decisione che avrebbe conseguenze nefaste per Sulmona, per il comprensorio peligno e per l’intera area appenninica”.

mariatrozzi77@gmail.com

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