No gasdotto e centrale Snam a Roma un documento da presentare a Renzi

Roma. Nella sala Nassiriya i parlamentari provano a sciogliere il nodo principale della questione Snam. Il tracciato del Rete Adriatica va cambiato, spostato. La popolazione non vuole la centrale di spinta del metano a Sulmona e nemmeno viene chiamata a partecipare alla decisione che più direttamente la riguarda.  Solo ieri in Abruzzo è stata accolta la proposta di alcuni Comuni che chiedono un’inchiesta pubblica  per consentire alle comunità di partecipare alle decisioni sul progetto del gasdotto Larino-Chieti a due passi dalle loro case, possibilità consentita dalla legge anche a livello nazionale, ma alle popolazioni della valle Peligna questa opportunità viene negata per ben due volte. La seconda perché a chiamare attorno ad un tavolo i cittadini è stata,  4 anni fa, la II Commissione parlamentare ambiente. In queste ore si prepara un documento da consegnare al presidente del consiglio dei ministri Matteo Renzi. Sul da farsi per il progetto del Rete adriatica il governo sembra aver perso memoria da tempo ormai.

Da sinistra Ranalli, Pizzola, Melilla
Da sinistra Ranalli, Pizzola, Melilla

Assente in conferenza la Regione Abruzzo, i consiglieri regionali dalle 3 sono impegnati in consiglio, nessuna dichiarazione però dall’assessore regionale alle aree interne Andrea Gerosolimo. Nel corso dell’incontro capitolino, sala Nassiriya, si è ribadita la necessità di applicare la Risoluzione della Commissione ambiente del 2011 che porta alla convocazione di un tavolo tecnico per rivedere il tracciato assieme ai territori e fuori dalla dorsale appenninica dove il rischio sismico è elevato. Mario Pizzola dei Comitati cittadini per l’ambiente: ” Non siamo in uno stato militare, ma in una repubblica democratica, quindi opere senza condivisione non possono essere  imposte ai territori. Il governo Renzi vuole imporre nella regione verde d’Europa un opera che cambierà la vocazione del territorio” l’ambientalista insiste nell’attuazione della Risoluzione del 2011 che impegna il governo centrale a ripensare il tracciato del metanodotto.
La multinazionale che vuole costruire la centrale di compressione del gas naturale a Sulmona, cuore pulsante del metanodotto Rete adriatica, per gli ambientalisti peligni deve spiegare le motivazioni delle scelte, costi-benefici dove sono? Chiedono per questo un collegio tecnico che seriamente affronti le alternative.  Giuseppe Ranalli, sindaco di Sulmona: “Invito i parlamentari ad aiutare il processo di riapertura della vicenda metanodotto e centrale”. L’onorevole Walter Verini, Pd Umbria, propone un documento a firma  di tutti i parlamentari delle regioni interessate affinché il governo Renzi ripensi il tracciato dell’opera. Paola Pelino, senatrice di Forza italia: “La risoluzione della commissione ambiente 2011 doveva legittimare un percorso diverso” la parlamentare abruzzese propone un documento che delinei, seduta stante, l’applicazione della risoluzione Regione Abruzzo da consegnare a Renzi oggi in aula. Gianluca Vacca, deputato del Movimento 5 stelle: “No ad uno spezzatino della valutazione strategica ambientale sull’opera. Serve un tavolo interministeriale subito che riapra la valutazione del tacciato. Quindi un azione ancora più forte ed immediata”. Stefania Pezzopane, senatrice Pd: “La dimensione appenninica dell’opera richiede più impegno da parte di tutti. Il tavolo tecnico si può riaprire”. Gianni Melilla (Sel): “Faremo la battaglia per l’ambiente”.

mariatrozzi77@gmail.com

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