Svolta in Abruzzo. Ammessa l’inchiesta pubblica per valutare il gasdotto Larino-Chieti

L’Aquila. Svolta per le procedure di Valutazione di impatto ambientale delle grandi opere in Abruzzo, parte la prima inchiesta pubblica sul metanodotto Larino – Chieti. I territori di altre regioni da anni fanno ricorso a questo strumento per coinvolgere le comunità, colpite dai progetti, nella valutazione di opere impattanti, ma nella regione verde dei Parchi l’istituto non si conosceva, sino a ieri. 

Proprio oggi è stata attivata dalla Commissione regionale di Valutazione di impatto ambientale l’inchiesta pubblica. Grazie alla richiesta di alcuni comuni teatini per  poter partecipare alla procedura di valutazione delle opere da realizzare nei loro territorio sin  troppo martoriati. I cittadini saranno ascoltati direttamente dall’ente che giudica l’impatto del progetto sull’ambiente. Parte così, con il progetto del metanodotto Chieti – Larino,  proposto dalla società Gasdotti Italia collegata ad una gruppo d’investimento londinese, la prima inchiesta pubblica abruzzese che dovrebbe coinvolgere non solo le comunità della provincia teatina, ma anche Pescara (il gasdotto approderà a Pianella) e arrivare sino alla provincia di Campobasso, seguendo -dal principio alla fine – il tracciato dell’opera. Lo strumento di partecipazione previsto come dibattito preventivo, non è mai stato considerato se non ora (art.24 comma 6 del Testo unico dell’Ambiente D.lgs. 152/2006), finora mai attivato in Abruzzo e a livello statale mentre altre regioni hanno fatto spesso riferimento a questo strumento per partecipare alla decisione sull’autorizzazione di opere impattanti. Due rappresentanti della provincia di Chieti, Mariapaola Di Sebastiano, del comitato stoccaggio, e Alfredo Mantini, consigliere comunale a Bucchianico, sono stati ascoltati dalla Commissione Via per dar seguito alla richiesta presentata sul metanodotto che attraversa decine di comuni di Abruzzo e Molise e servirà solo  a trasportare il metano nel Nord Europa. Sostanzialmente si tratta di un progetto pienamente inserito nella strategia imposta dagli ultimi tre governi nazionali di fare della Snam un hub del gas per l’Europa con i territori considerati alla stregua di colonie. Per gli ambientalisti l’inchiesta pubblica andrebbe condotta con assemblee territoriali e un reale approfondimento dell’impatto cumulativo dell’opera con altri progetti già approvati come lo stoccaggio di San Martino sulla Marrucina e l’elettrodotto Villanova – Gissi. Non ultimo, si potrebbe prevedere un’inchiesta pubblica anche per un’altra opera devastante, anche se ormai siamo agli sgoccioli della decisione: il metanodotto Rete adriatica e la sua appendice, la centrale di spinta del gas naturale che la Snam vuole a tutti i costi realizzare in valle Pelgina, a Sulmona.
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3 risposte a "Svolta in Abruzzo. Ammessa l’inchiesta pubblica per valutare il gasdotto Larino-Chieti"

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