Il vescovo Spina contro l’inquinamento dice No alle opere devastanti nell’entroterra

Sulmona (Aq). Ancor prima della enciclica Laudato sì di papa Francesco si sono schierati dalla parte dell’Ambiente. 

Vescovo Angelo Spina Report-age.com 2015La Conferenza episcopale abruzzese molisana (Ceam) e l’arcivescovo Tommaso Valentinetti stanno mantenendo fede all’impegno e non risparmiano moniti e riflessioni su quanti progettano di inquinare il Pianeta, l’Italia, il mare e la regione verde dei Parchi. Anche sull’inquietante questione dell’inquinamento del Polo industriale di Bussi, per decenni ha avvelenato la val Pescara con la discarica di veleni più grande d’Europa, il Ceam è intervenuto. In valle Peligna il mondo dell’ecologia può contare sul sostegno del vescovo Angelo Spina, alla guida della Diocesi Sulmona Valva. Venerdì scorso durante un’assemblea con i 47 sindaci del territorio, l’alto prelato si è apertamente schierato dalla parte dell’Ambiente, della Natura e contro le devastazioni che minacciano Sulmona, alla porta dei Parchi. Domani Comitati ambientalisti, parlamentari abruzzesi e amministratori locali saranno a Roma per chiedere, in conferenza stampa nella sala Nassiriya del Senato, l’alternativa al tracciato del metanodotto che la Snam vorrebbe far passare sulla dorsale appenninica. Alternativa cui la Commissione parlamentare nel 2011 aveva  aperto le porte disponendo che enti e multinazionale si riunissero per tracciare un nuovo passaggio dei tubi del Rete Adriatica che originariamente dove passare sulla costa. Le comunità del mare riuscirono a scongiurare il pericolo dei tubi il cui passaggio vennero così spostato nel bel mezzo dello Stivale. Risoluzione che, ad oggi, è lettera morta. Qualcuno vorrebbe trasformare in snodo per i profitti esclusivi di una multinazionale pronta a colonizzare intere località dell’Appennino. La conferenza episcopale abruzzese-molisana si era già schierata dalla parte degli ambientalisti contro il progetto delle piattaforma petrolifera Ombrina mare 2, oggi l’alto prelato conferma il suo impegno per contrastare il progetto del Rete adriatica con la centrale di compressione di spinta della Snam, che la società interde installare a Sulmona. A prendere posizione per le questioni ambientali dell’entroterra è dunque un’altra importante istituzione del Centro Abruzzo territorio martoriato e condannato a divenire distretto minerario, caduto purtroppo nelle mire espansionistiche delle compagnie del fossile. Monsignor Spina ha rivolto ai sindaci della diocesi un accorato appello all’unità, nel corso di un incontro al vescovado avvenuto la fine della scorsa settimana, l’invito del pastore agli amministratori locali è stato a non cedere alle lusinghe del denaro, a restare uniti, a tenersi in contatto e informati sulle questioni che interessano la comunità, a sostenersi l’uno con l’altro perché solo insieme si potranno vincere  le durissime sfide cui è chiamata la valle. Di fronte ad altre realtà questo territorio non ha i numeri per resistere e solo la forza che promana dall’unità può salvare l’entroterra e la sua identità.

mariatrozzi77@gmail.com

 

Lettera dell’arcivescovo Valentinetti sull’inquinamento della discarica dei veleni di Bussi (Pe)

“L’inquinamento in val Pescara ha provocato gravi danni all’ambiente e a molte persone e continuerà a provocarne se non si pone riparo con una bonifica integrale che risani l’ambiente”. A prendere posizione sono i vescovi di Abruzzo e Molise in una nota firmata dal presidente della Conferenza episcopale abruzzese molisana (Ceam) l’arcivescovo Tommaso Valentinetti. “E’ a tutti nota – afferma il prelato – la situazione dell’area industriale di Bussi sul Tirino e la contaminazione delle matrici ambientali nei pressi degli impianti e nelle aree limitrofe, tanto da essere definita la più grande discarica di rifiuti chimici di tutta Europa. Come Pastori della Conferenza episcopale abruzzese molisana, per amore alla nostra gente e alle future generazioni, non possiamo restare indifferenti rispetto ai problemi che riguardano strettamente la parte di terra che ci è stata affidata. Davvero il pianeta è casa che ci è stata donata, perché l’abitiamo responsabilmente, custodendone la visibilità anche per le prossime generazioni’ (Una nuova sobrietà per abitare la terra, Ufficio Nazionale per l’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso della Conferenza Episcopale Italiana, 2 febbraio 2008).Noi vescovi, con un documento del mese di luglio del 2008 abbiamo già fatto sentire la nostra voce riguardo alla nostra terra sempre più minacciata da uno sviluppo che di fatto non tiene conto del “peso” che ha sull’ambiente in cui viviamo. Anche Papa Francesco nella catechesi del 21 maggio scorso ha sottolineato la necessità di custodire il creato: ‘Dobbiamo custodire il creato perché è un dono che il Signore ci ha dato, è il regalo di Dio a noi; noi siamo custodi del creato. Quando noi sfruttiamo il creato, distruggiamo il segno dell’amore di Dio. Distruggere il creato è dire a Dio: ‘non mi piace…E questo non è buono: ecco il peccato. Dio perdona sempre, noi uomini perdoniamo alcune volte, ma il creato non perdona mai e se tu non lo custodisci lui ti distruggerà. Queste parole chiare e profonde richiamano la responsabilità morale di tutti, in particolare chi ha inquinato ed e’ tenuto a riparare, ecco perché facendoci portavoce delle popolazioni che continuamente si rivolgono a noi, chiediamo che il male fatto, in modo particolare quello della Val Pescara, venga riparato. Dove è stata accumulata la ferita dell’inquinamento, ci sia la riparazione con una bonifica integrale. Questa sarà il segno che è dovuto come giustizia e apertura di speranza. Conclude il presidente della Ceam: “ Il Signore risvegli i cuori al senso di responsabilità e conceda un futuro alla nostra terra perché essa possa restare per tutti casa abitabile, spazio di vita per le generazioni presenti e future”.

Aggiornamento

Il Vescovo NO Snam. Monsignor Spina dice No al metanodotto e alla centrale di spinta 16.01.2016

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