Esplode piattaforma petrolifera sul mar Caspio: è giallo sulle vittime

Sarebbero 32 morti, ma è giallo sulla conta delle vittime per l’esplosione di una piattaforma petrolifera in Azerbaijan. Da venerdì brucia sul mare e il numero dei lavoratori deceduti è ancora incerto. Mirvari Gakhramanly, del comitato indipendente azero per la protezione dei diritti dei lavoratori petroliferi, ha riferito all’agenzia Reuters che 32 operai sono morti ed altri 42 sono stati salvati grazie ad imbarcazioni ancorate sull’istallazione. I dati sulle vittime, alle solite per questi incidenti, non corrispondono a quelli ufficiali segnalati.

Piattaforma esplosa Socar Report-age.com 2015La Socar, compagnia petrolifera statale, gestisce le piattaforme in quell’area del mar Caspio, riferisce che i dispersi sarebbero solo 3 su una cabina a terra che il mal tempo avrebbe trascinato in acqua. Eppure l’impresa petrolifera indica, ma è una contraddizione, che tutto il personale è stato evacuato. Dal ministero delle emergenze di Baku sarebbero invece ancora 30 gli uomini alle prese con le fiamme che i soccorritori provano a salvare in queste ore. L’incendio sulla piattaforma 10 delle trivelle installate a Sud del mar Caspio si sarebbe sviluppato venerdì scorso durante una tempesta, a causa delle forti raffiche di vento sarebbe stata danneggiata una conduttura del gas poi esplosa. Secondo i media azeri, sulla piattaforma erano impiegati al momento dell’incidente 60 lavoratori. Da indiscrezioni sembrerebbe che sul mar Caspio, in queste ore, sarebbero in difficoltà almeno 3 piattaforme, una sarebbe proprio collassata a 30 km di distanza dal giacimento Güneshli (sul giacimento offshore Azeri-Chiraq-Güneshli) dove parte dell’impianto è esploso.

Non è un caso isolato. Lo scorso anno sono morti 14 operai per diversi incidenti sulle piattaforme della Socar. Circa il 60% della produzione petrolifera statale azera passa attraverso la piattaforma che brucia in queste ore. Gran parte della produzione complessiva (pubblica e privata) azera è realizzata in altri giacimenti, compresi quelli operati dalla compagnia petrolifera britannica Bp (British Petroleum) che da dicembre dello scorso anno ha raggiunto un accordo con la compagnia petrolifera azera Socar per la produzione congiunta, per esplorare e per sviluppare eventuali depositi di idrocarburi nei bassi fondali attorno alla penisola Absheron, nel mar Caspio. Il governo di Baku, dalla capitale dell’Azerbaijan, controlla l’80% delle ricchezze petrolifere del Caucaso meridionale., è il corridoio strategico per il trasporto del greggio dal Caspio verso l’Europa evitando la Russia.

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