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Dati depurazione: all’Arta manca il software di Abruzzo engineering

L’Aquila. Tutta la verità sui dati pubblicati per gli impianti di depurazione? Bene, anzi male, sono incompleti, parola di Arta Abruzzo e nel sito ufficiale dell’Agenzia regionale per l’ambiente si spiegano anche i motivi dei dati mancanti. L’Agenzia regionale continua ad essere dotata solo d’aria. La colpa non è dei tecnici e degli esperti che vi lavorano se, nei tempi previsti, non è stato fornito il software, promesso dalla Regione, che doveva essere realizzato da Abruzzo engineering, società salvata dal consiglio regionale con una variazione di bilancio che lo scorso luglio ha impegnato (soldi nostri) 7 milioni e mezzo di euro, per coprire e garantire  lo stipendio a 180 persone.

Affluente Fiumicino

Fiumicino, affluente del Tordino

Chiarisce l’agenzia: “L’inconveniente rende, naturalmente, impreciso il dossier elaborato dalla Confcommercio e pubblicato nei giorni scorsi” per i dati sulla depurazione. Dunque, l’agenzia annuncia di aver pubblicato solo i dati grezzi del controllo svolto in modalità provvisoria per dare soddisfazione a quanti li chiedevano. Questo perché in attesa del software per pubblicare gli esiti completi delle analisi e adempiere al dettato dell’art. 22 della legge regionale n. 31 del 2010. Ritardi dunque per fornire lo strumento informatico indispensabile alla pubblicazione e alla elaborazione di tutti gli esiti delle analisi. A mettere a disposizione il programma doveva essere Abruzzo Engineering, precisa l’Arta, come da accordi presi con la Regione per la pubblicazione dei dati relativi ai controlli degli impianti di depurazione e alle sanzioni amministrative comminate in caso di superamento dei limiti.

I dati sono stati esportati in automatico con varie procedure, dal Lims, il sistema informatico interno dell’Agenzia, che contiene la totalità dei rapporti di prova delle analisi svolte dai laboratori delle province abruzzesi su tutte le matrici ambientali. Scrive l’Arta: “A seguito delle verifiche effettuate e anche dalle segnalazioni ricevute, è emerso che detto trasferimento automatico è risultato incompleto, sia per quanto riguarda la classificazione della tipologia di impianti soggetti a discipline legislative diverse (es. fosse imhof che prevedono limiti di legge diversi rispetto agli impianti biologici a fanghi attivi) sia perché il sistema non ha riconosciuto e trasferito i dati di numerosi impianti che, come si evince dalle tabelle già pubblicate, sono consistenti e con parametri complessi. Da una prima verifica, i dati mancanti assommano all’incirca al 40% del totale dei controlli. Ad oggi, ulteriori verifiche informatiche e manuali sono in corso presso i 5 Distretti provinciali dell’Agenzia per correggere gli errori e per le necessarie integrazioni. In tutte le occasioni in cui i limiti di legge sono stati superati, l’Agenzia ha provveduto alla dovuta segnalazione agli organi competenti per le necessarie misure da adottare, non ultime l’applicazione delle sanzioni previste, come da documentazione agli atti. L’Arta informa che i lavori di integrazione saranno presto terminati e l’agenzia si rende disponibile per un confronto, in sede di Consulta Regionale, come previsto dalla Delibera di giuntar n. 301 del 21 aprile 2015, per una serena discussione sulla migliore e comune strategia utile ad affrontare gli annosi problemi degli impianti di depurazione”.

Salvataggio di Abruzzo Engineering (Ae). Sono 180 dipendenti,  privilegiati qualcuno direbbe, benedetti dalla Regione con una variazione di bilancio approvata dal Consiglio regionale a metà luglio. Le somme stanziate per il salvataggio, 7 milioni e mezzo di euro, servirebbero alla definizione della revoca delle procedure di liquidazione, all’acquisto del 30% del capitale attualmente detenuto da Selex. Questa quota porta la partecipazione della Regione al 90% in Ae e alla trasformazione di Abruzzo engineering in società in house a cui affidare direttamente commesse, senza bando. E nonostante i soldi spesi, l’Arta rimane senza software.

mariatrozzi77@gmail.com

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