No Ombrina. I parlamentari abruzzesi affilano le armi. Si lavora sull’emendamento alla Legge di stabilità

Pescara. Si lavora alacremente sull’emendamento alla Legge di stabilità che sarà discussa nelle prossime settimane in Parlamento. L’iniziativa punta a fermare il progetto petrolifero Ombrina mare 2 assieme ad altre iniziative. Con un primo assaggio dell’impegno dei parlamentari abruzzesi, nel confronto a Pescara con il movimento No Ombrina è stato dato il là per accordare le iniziative di senatori e deputati contrari alla deriva petrolifera decisa, dal Governo Renzi, per l’Abruzzo. Tra le 3 proposte presentate all’assemblea quella del deputato Gianluca Vacca è sostenuta anche dai deputati Gianni Melilla (Sel) e Fabrizio Di Stefano (Fi) e sembra riscuotere i consensi in altri schieramenti.  

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Con un provvedimento specifico, tutti i parlamentari abruzzesi contrari alla installazione della piattaforma Ombrina, dovrebbero sostenere l’emendamento che fisserà il divieto di trivellazioni, entro le 12 miglia, dall’istituendo Parco nazionale della costa teatina. Per l’esattezza si prova ad impedire che vi siano estrazione petrolifere sul mare Adriatico, entro 19,3 chilometri dalla terra ferma che si raccoglierà nel Parco nazionale della costa teatina. Istituita dalla legge 23/2001, l’area da proteggere purtroppo ancora in fase di perimetrazione. Nonostante gli sforzi fatti, molti sindaci della costa dei Trabocchi restano affascinati dai progetti di cementificazione e, tra resort da costruire e villaggi da realizzare, l’iter per la nascita del Parco si è trasformato in farsa. Eppure l’istituzione porrebbe un freno a opere discutibili che compromettono Habitat e ambiente, ma che la strategia energetica nazionale considera strategiche. Per la bozza dell’emendamento alla Legge di stabilità, si parte dall’iniziativa che lo scorso anno è stata intrapresa da Vacca, deputato abruzzese del Movimento 5 stelle. Già il 23 ottobre 2014 l’onorevole ha prodotto il primo tentativo di modifiche al decreto Sblocca Italia assieme ad altri parlamentari (Mirko Busto, Federica Daga, Massimo De Rosa, Salvatore Micillo, Samuele Segoni, Patrizia Terzoni, Stefano Vignaroli, Alberto Zolezzi). La piattaforma petrolifera della Rochopper, purtroppo è stata autorizzata il 9 novembre. Contro gli effetti del decreto Sblocca Italia, purtroppo convertito in legge 164 (11 novembre 2014) anche i referendum abrogativi proposti da 10 Regioni, sui quali la Consulta si pronuncerà non prima di gennaio, ma c’è il rischio che non si arrivi in tempo per fermare l’installazione dei 6 pozzi di estrazione di idrocarburi nell’Adriatico. Purtroppo l’emendamento che lo scorso anno su presentato da Vacca non è andato in porto, ma la proposta di modifica al provvedimento governativo sarà alla base della nuova iniziativa parlamentare.

Gianluca Vacca Report-age.com 2015
Gianluca Vacca

Il testo di un anno fa modificava il famigerato art. 38 per aggiungere il comma 10 bis al decreto Sblocca Italia: “Per le imprescindibili finalità di tutela ambientali e di tutela del paesaggio nonché di protezione dai rischi  idrogeologici, già stabilite dall’articolo 2, comma 3-bis, del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10, al fine di non mettere a rischio la qualità delle aree da includere nel Parco Nazionale istituito ai sensi dell’art. 8, comma 3 della Legge 93 del 23 marzo 2001, nelle zone di mare poste in un raggio di dodici miglia dalla costa adriatica tra Ortona e San Salvo sono vietate nuove attività e installazioni fisse e mobili per la prospezione, la ricerca e la coltivazione di idrocarburi, nonché l’estensione e l’adeguamento delle installazioni esistenti, anche se munite delle autorizzazioni necessarie”.

Ombrina: 24 anni per 40 milioni di barili di petrolio

Il progetto è autorizzato dal 9 novembre e il Governo Renzi ha deciso che ombrina si farà. Cittadini e ambientalisti daranno battaglia, sino all’ultimo respiro, con i referendum abrogativi del Decreto sviluppo (2012) e del Decreto sblocca Italia (n. 133 del 12 settembre 2014, convertito in legge n. 164  l’11 novembre 2014). Da gennaio 2016 ad aprile la Consulta deciderà sull’ammissibilità dei 6 quesiti referendari proposti da10 Regione, iniziativa di cui è capofila la Basilicata. Altre azioni di contrasto all’opera “strategica” sono l’emendamento alla legge di stabilità, proposto da M5S e il decreto di modifica dell’art.38 dello Sblocca italia, proposto da FI. NOn manca una lunga serie di ricorsi al Tribunale amministrativo regionale. La prima udienza del ricorso al Tar Lazio, contro il decreto di compatibilità ambientale sul progetto Ombrina mare 2 della Rockhopper (ex Medoil), sarà discusso il 9 dicembre.

Con 24 anni di estrazione petrolifere sulla piattaforma della Rockhopper ciascun abitante dello stivale otterrebbe più di mezzo barile di idrocarburi (40 milioni di barili per 0 milioni e 600 mila abitanti). Il barile è valutato circa 40 euro, per i 6 pozzi di Ombrina mare 2 toccherebbero 26,8 euro a ciascuno per circa un quarto di secolo di estrazioni, ossia 1,11 euro l’anno a testa. Questo è il beneficio in termini economici apportato dai 6 pozzi di petrolio. In breve, per un beneficio pari al prezzo di una tazzina di caffè l’anno inquiniamo un mare chiuso, l’Adriatico, già assediato dalle trivelle. E per 24 anni rischiamo anche altro. Per la sola compagnia petrolifera il guadagno è superiore al miliardo e mezzo di euro.

Aggiornamenti

Ufo nella sede di Confindustria Ch-Pe: la via della riconciliazione all’ombra delle trivelle 10.12.2015

Ecco i 3 emendamenti che stopperanno Ombrina mare 2 26.11.2015

Approfondimento

Incontro No Ombrina. Parlamentari abruzzesi al confronto: verso l’emendamento alla legge di stabilità 22.11.2015

La piattaforma petrolifera Ombrina si farà. Addio Costa dei Trabocchi 09.11.2015

3 risposte a "No Ombrina. I parlamentari abruzzesi affilano le armi. Si lavora sull’emendamento alla Legge di stabilità"

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