Abruzzo senza tregua. Arriva il Larino-Chieti: altro gasdotto da valutare a dicembre

Chieti. A cosa serve un altro metanodotto se negli ultimi 15 anni il consumo di gas si è ridotto del 30%. Se lo chiedono in molti in Abruzzo all’alba della decisione che il primo dicembre porterà la Regione a valutare il progetto del gasdotto Larino – Chieti.

La commissione regionale di Valutazione di impatto ambientale deciderà tra 7 giorni sul progetto della società Gasdotti Italia, legata ad un fondo di investimenti inglese: Eiser global infrastructure funddel. La procedura è stata attivata per autorizzare il metanodotto Larino – Chieti che dalla provincia di Campobasso approderà a Pianella, in provincia di Pescara. Il progetto si inserisce nella strategia che gli ambientalisti abruzzesi ricollegano alla deriva petrolifera dell’Italia, lo ammette lo stesso proponente. Il gasdotto connetterà le aree in cui dovrebbero essere scavati i futuri pozzi e stoccaggi del gas naturale. A confermarlo è l’ambientalista Augusto De Sanctis, del Forum abruzzese H2O: “Tutto per far diventare l’Italia una piattaforma logistica per il metano da inviare al Nord Europa, il cosiddetto hub del gas.  I rischi e i problemi graveranno sui cittadini, senza alcun beneficio”. Insomma, non basta l’incubo del metanodotto Rete adriatica che attraverserà aree a massimo rischio sismico, sulla fascia appenninica. Avanza lo spettro di un altro serpentone che intuberà l’Abruzzo nonostante le infrastrutture e le reti esistenti siano più che sufficienti, anzi davvero abbondanti, per soddisfare il fabbisogno nazionale di metano. Non si pensa invece a garantire sicurezza per i gasdotti esistenti, la manutenzione lascia alquanto a desiderare, gli incidenti si susseguono a ritmo serrato, sono 3 solo quest’anno in Italia e dalle conseguenze devastanti. Purtroppo, alle multinazionali non importa delle esplosioni dei tubi su vecchi tracciati spesso troppo vicino ai tralicci degli elettrodotti, alle centrali elettriche e in molti casi interrati su aree soggette a smottamenti e frane. Le compagnie scontano il prezzo delle opere progettate, troppo spesso inutili, sui costi fissi in bolletta e guadagnano sulla pelle e le terre dei cittadini. Senza gasdotti, stoccaggi e oleodotti i pozzi non possono essere realizzati e così l’Italia è destinata a diventare colonia di queste società. Dopo la mastodontica opera del Rete adriatica, l’Abruzzo non ha tregua e la Regione, per quest’ennesima opera strategica, cosa farà?

mariatrozzi77@gmail.com

Aggiornamento

Svolta in Abruzzo. Ammessa l’inchiesta pubblica per valutare il gasdotto Larino-Chieti 15.12.2015

Approfondimento

Esplode metanodotto Snam, è il terzo incidente quest’anno 20.11.2015

Il ‘NO’ della Giunta regionale deliberato anche per la centrale elettrica Snam 20.11.2015

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