Incontro No Ombrina. Parlamentari abruzzesi al confronto: verso l’emendamento alla legge di stabilità

di Maria Trozzi

Pescara. Tre le proposte dei parlamentari oggi impegnati a fermare la piattaforma petrolifera Ombrina, ovvero l’opera che riserva all’Abruzzo 24 anni di estrazioni petrolifere per soddisfare, in tutto, non più di un mese di fabbisogno energetico italiano (6 pozzi a 6 km dalla spiaggia per estrarre idrocarburi di qualità pessima dunque da trattare su una nave desolforante (Fpso), distante appena 10 chilometri dalla costa, a due passi dal costituendo Parco nazionale della costa teatina). A confronto con gli ambientalisti, alcuni parlamentari della regione verde dei parchi hanno presentato le iniziative, per scongiurare la piattaforma ormai autorizzata,  al movimento No Ombrina che ha organizzato l’incontro nella sala Blu della Regione proprio per capire se ci sono e da che parte stanno gli onorevoli abruzzesi. L’intervento del deputato del Movimento 5 stelle, Gianluca Vacca, è stato il più considerato, per il parlamentare la strada è la modifica dell’art. 35 del decreto sviluppo in più un emendamento.

 Foto Maria Trozzi ©Report-age.com
Foto Maria Trozzi © Report-age.com

Nel mirino della proposta pentastellata è la Legge di stabilità su cui intervenire con un emendamento per vietare le trivellazioni entro le 12 miglia dall’istituendo Parco nazionale della costa teatina. L’iniziativa del parlamentare a 5 stelle trova il favore del deputato di Sinistra ecologia e libertà, Gianni Melilla, che ha individuato un’azione simile a quella dell’onorevole Vacca e l’idea potrebbe ottenere il sostegno anche del deputato di Forza Italia, Fabrizio Di Stefano. Lo spettro del maxi emendamento che può annientare tutti gli altri, all’ultimo momento, potrebbe annullare ogni possibile risultato. Potrebbe servire alla causa No Ombrina anche una modifica dell’art. 38 dello Sblocca Italia con un decreto che punti alla revisione del dispositivo. La proposta, della senatrice Paola Pelino, coinvolge i Presidenti delle regioni che insieme dovrebbero stilare un documento, a firma congiunta, da presentare in Conferenza Stato Regioni con l’obiettivo d’impegnare il governo Renzi ad un’azione contro le trivellazioni. Un altro dubbio incombe. Il governo nazionale potrebbe mai far passare un decreto contrario alla strategia energetica nazionale così delineata? La Corte costituzionale si pronuncerà, da gennaio ad aprile, sulla validità dei 6 quesiti referendari, promossi da 10 Regioni che così chiedono l’abrogazione di un articolo dello Sblocca Italia e di 5 articoli del decreto sviluppo (Passera) che interessano proprio le procedure per le trivellazioni.

E ancora i parlamentari del Partito democratico (Fusilli – D’Incecco) presentano oggi all’assemblea il testo di una interpellanza parlamentare. A cosa può servire conoscere le ragioni della politica governativa già fin troppo chiare nel decreto Sblocca Italia e sin troppo eloquenti con la conversione in legge del provvedimento governativo, avvenuta appena un anno fa (Legge 11 novembre 2014, n. 164). A cosa può servire chiarire che la strategia governativa punta, com’è evidente, a riesumare ogni sorta di progetto che del fossile fa la ragione di ricchezza delle multinazionali con lo spauracchio della necessità di risollevare le sorti economiche del Paese? L’iniziativa non sembra portare ad alcun beneficio, o meglio, ad alcun provvedimento concreto atto a fermare la piattaforma petrolifera della Rockhopper sul mare abruzzese a cui è stato dato il via libera lo scorso 9 novembre.

A confrontarsi con gli attivisti del movimento ambientalista No Ombrina oggi a Pescara c’erano la senatrice Paola Pelino, i  deputati Fabrizio Di Stefano, Gianluca Vacca, Gianni Melilla, Vittoria D’Incecco e Gianluca Fusilli.

Interpellanza del Pd

 

Ombrina: 24 anni per 40 milioni di barili di petrolio

Il progetto è autorizzato dal 9 novembre e il Governo Renzi ha deciso che ombrina si farà. Cittadini e ambientalisti daranno battaglia, sino all’ultimo respiro, con i referendum abrogativi del Decreto sviluppo (2012) e del Decreto sblocca Italia (n. 133 del 12 settembre 2014, convertito in legge n. 164  l’11 novembre 2014). Da gennaio 2016 ad aprile la Consulta deciderà sull’ammissibilità dei 6 quesiti referendari proposti da 10 Regione, iniziativa di cui è capofila la Basilicata. Altre azioni di contrasto all’opera “strategica” sono l’emendamento alla legge di stabilità, proposto da M5S e il decreto di modifica dell’art.38 dello Sblocca italia, proposto da FI. NOn manca una lunga serie di ricorsi al Tribunale amministrativo regionale. La prima udienza del ricorso al Tar Lazio, contro il decreto di compatibilità ambientale sul progetto Ombrina mare 2 della Rockhopper (ex Medoil), sarà discusso il 9 dicembre.

Con 24 anni di estrazione petrolifere sulla piattaforma della Rockhopper ciascun abitante dello stivale otterrebbe più di mezzo barile di idrocarburi (40 milioni di barili per 0 milioni e 600 mila abitanti). Il barile è valutato circa 40 euro, per i 6 pozzi di Ombrina mare 2 toccherebbero 26,8 euro a ciascuno per circa un quarto di secolo di estrazioni, ossia 1,11 euro l’anno a testa. Questo è il beneficio in termini economici apportato dai 6 pozzi di petrolio. In breve, per un beneficio pari al prezzo di una tazzina di caffè l’anno inquiniamo un mare chiuso, l’Adriatico, già assediato dalle trivelle. E per 24 anni rischiamo anche altro. Per la sola compagnia petrolifera il guadagno è superiore al miliardo e mezzo di euro.

Pulman per il clima a Roma Report-age.com 2015

Aggiornamenti

Ufo nella sede di Confindustria Ch-Pe: la via della riconciliazione all’ombra delle trivelle 10.12.2015

No Ombrina. I parlamentari abruzzesi affilano le armi. Si lavora sull’emendamento alle Legge di stabilità 24.11.2015

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7 risposte a "Incontro No Ombrina. Parlamentari abruzzesi al confronto: verso l’emendamento alla legge di stabilità"

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